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QUI POSTULAZIONE #106 - Morire in zona di guerra

Era domenica, quel 15 febbraio 1953, quando Piero Manghisi, missionario del PIME, è stato ucciso nella sua Birmania dove giunse la prima volta nel novembre 1925, ventiseienne e sacerdote da cinque mesi.

Richiamato in Italia nel febbraio del 1949 per dirigere a Ducenta il seminario dell’Istituto, nel successivo mese di dicembre vi tornò per assicurare la presenza di un sacerdote in più nel paese. Il governo aveva espulso tutti i missionari stranieri dalla Birmania e concesso il permanervi solo a quelli che, come lui, vi avevano risieduto da lungo tempo.

Quel giorno del 1953 era in viaggio verso Muse, dove i reazionari cinesi del KMT (Kuo Min Tang) avevano assaltato il locale accampamento dei soldati inviati a contrastarli in quella parte del paese prossima al confine con la Cina. Oppositori al governo di Mao, in quella parte della Birmania avevano trovato rifugio da quasi quattro anni angariandone le popolazioni e bruciando i loro villaggi per rappresaglia quando non ricevevano appoggio o gli veniva negato il riso.

Come era stato accanto ai soldati di Hsnwi, a Kutkai e a Nampaca, per i quali aveva già celebrato la messa, così voleva essere vicino a quelli di Muse rimasti feriti in un assalto dei cinesi. Inutilmente la guarnigione dell’accampamento nel quale aveva trascorso la notte cercò di dissuaderlo ma egli, come riferito da un testimone, «decise di partire subito per portare i conforti religiosi a quei poveri ragazzi».

Ad ucciderlo quando stava percorrendo le 60 miglia che lo separavano dal luogo dell’assalto furono gli uomini del KMT che mitragliarono la jeep sulla quale viaggiava con tre passeggeri raccolti lungo la via. Acquistata da poco grazie alla vendita della proprietà ereditata dai genitori, ne era alla guida con accanto il suo autista, futuro testimone dell’uccisione, per poter fare pratica su quella impervia via per Mongyu.

Privato della vita da due proiettili che lo raggiunsero alla nuca, il corpo di Padre Manghisi riuscì ad essere trasportato a Mongyu alcune ore dopo l’attentato.

Qualche giorno dopo, i militari vollero mettere in salvo il cadavere trasportandolo a Lashio su un camion militare assieme ai soldati di scorta e alcuni civili. Finì però in cenere quando l’automezzo andò in fiamme in una nuova imboscata tesa da reazionari nello stesso luogo dove avevano ucciso il missionario.

Era il miglio 93 della “Road Lashio-Mongyu” dove nel 1962 i confratelli di Padre Manghisi eressero una grande Croce bianca a ricordo del triste evento. 

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QUI POSTULAZIONE #105 - «Tut­to è bello, anche il dolore…»

Anche il dolore è bellezza se mediatore per la santità.

Così ci assicura il Beato Alfredo Cremonesi, missionario del PIME in Birmania, nello scrivere ai suoi familiari nel novembre 1946.

Era in procinto di lasciare Moshò e il clima salubre di Kotamò per raggiungere Donoku, il villaggio che lo accolse nel 1929 e dove fu martirizzato il 7 febbraio 1953.

 

Dopo Natale ritornerò ai miei vecchi luoghi, dove con tanta fatica ho fabbrica­to casa e chiesa e convento e scuola e tut­to quello che c’è, che è davvero un paese.

La guerra ha abbattuto e disorganizzato tutto laggiù e monsignor Vescovo ha man­dato qui, dove fino ad ora ho lavorato da solo, ben tre missionari, e rimanda me di nuovo laggiù a riorganizzare e rifab­bricare quello che la guerra ha distrutto. Altro che riposo?

Il mio Vescovo pensa che dove io ho potuto tirar su dal nulla tutto un bel distretto missionario, adesso saprò rimediare alle ferite della guerra e riorganizzare quello che venne distrutto. Sono sicuro che il Signore saprà operare per mezzo mio anche meraviglie, se sarò umile abbastanza e se avrò assoluta confidenza in lui.

Ma i miei vecchi luoghi sono luoghi caldi, umidi e malarici oltre ogni dire. Chissà come me la caverò ades­so che sono abituato a questi luoghi mon­tuosi e freschi e salubri. Se mi sono am­malato tanto in questi luoghi belli, chissà che cosa succederà laggiù. Ma il Signore che mi ha protetto qui e mi ha risanato quasi miracolosamente, saprà anche sal­varmi laggiù. Allegri dunque nel Signore.

Quando il Signore ispira questi sentimen­ti, non c’è più nulla che faccia paura.

Tut­to è bello, anche il dolore che ci prepara una corona più bella in Paradiso. 

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QUI POSTULAZIONE #104 - Un riscatto impossibile per Padre Carlo Osnaghi

Era il 2 febbraio 1942 quando Padre Carlo Osnaghi venne seppellito vivo in una fossa nella provincia cinese dello Henan.

Per chi lo aveva rapito venti giorni prima, egli non aveva più alcun valore economico.

Il rapimento da parte dei guerriglieri comunisti cinesi – tra i 200 e i 300 che assaltarono il suo villaggio di Yekikang – avrebbe dovuto fruttare 200.000 dollari, «favolosa somma» pari a circa un milione di lire italiane di allora, che i confratelli del quarantatreenne missionario del PIME giunto in Cina nel 1924 non riuscirono a versare. Neppure ricorrendo all’aiuto delle occupanti truppe giapponesi, come sicuramente idealizzato dai rapitori perchè il Giappone – contro il quale la Cina combatteva da quasi cinque anni – nel 1940 era divenuto alleato dell’Italia. E questa alleanza aveva anche trasformato Padre Osnaghi in nemico dei rapitori, così come erano stati considerati tali i sacerdoti dell’Istituto uccisi l’anno precedente nello stesso Vicariato apostolico.

Testimone della sua morte fu un giovane cinese, rapito assieme a lui e al cuoco della Missione, il cui racconto venne così riportato nel diario di P. Gaetano Pollio, missionario del PIME residente a Kaifeng: «Ad un cenno del capo i briganti legarono subito mani e piedi ai tre prigionieri, il giovanetto Hoang incominciò a piangere e a gridare.  Intanto  con un calcio secco fecero rotolare P. Osnaghi nella fossa profonda circa due metri, con un secondo calcio fecero rotolare il cuoco del Padre, che cadde addosso a P. Osnaghi, e subito si diedero a ricoprire la fossa con terra. Il giovane Hoang San ha ripetutamente affermato che P. Osnaghi, trovandosi davanti alla fossa, vedendosi legato, non vedendo alcuna via di salvezza, scoppiò in un forte pianto, nel pianto gridò parole straniere e alcune parole cinesi invocanti la mamma! E mentre i briganti seppellivano gli ostaggi, mentre la terra man mano si accumulava sui loro corpi, P. Osnaghi e il cuoco piangevano, finché il loro pianto man mano si spense».

Riferendosi ai confratelli Barosi, Lazzaroni, Zanardi e Zanella uccisi pochi mesi prima a Dingcun, nel dicembre 1941 aveva scritto alla mamma a lui tanto cara: «Le vittime dal cielo stenderanno su di noi tutti, rimasti in questo campo tanto tribolato e pieno di spine, il loro manto, ci proteggeranno e, se sarà il caso, ci impetreranno la forza di morire generosamente al pari di loro». E così fu!

Essi lo aiutarono a morire in quel modo a lui caro e del quale aveva così aveva detto a lei quand’era stata gravemente malata: «se umanamente parlando il primo posto ad abbandonare questa terra è riservato a te, sappi che sono morto da buon soldato sul campo! Allora non una lagrima: dal cielo farò quello che non ho saputo fare quaggiù per i miei e per te, mamma carissima!

A lei, l’amata genitrice che consapevole della morte eroica del figlio, così testimoniò questa certezza al missionario che a Milano le diede la ferale notizia: «È piaciuto alla Divina Bontà che il mio Carletto vuotasse il calice della sofferenza con una morte atroce! Valga essa ad ottenere la grazia della conversione ai suoi carnefici!». 

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QUI POSTULAZIONE #103 - «Tanto valiamo, tanto preghiamo»

Dal 2002, anno successivo alla sua beatificazione, la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica del Beato Paolo Manna.

Già sacerdote del Seminario delle Missioni di Milano, ne era alla guida da quasi due anni quando nel 1926 divenne Superiore Generale del PIME, la nuova realtà missionaria voluta da Pio XI unendo il suo Istituto al romano Pontificio Seminario dei Santi Pietro e Paolo per le Missioni Estere.

Nei successivi quasi otto anni, tanto durò nell’incarico, indirizzò ai confratelli ventitré Lettere circolari, destinate a fare il punto sulla vita dell’Istituto e ad esser d’aiuto alla formazione spirituale dei suoi membri.

Così è stato per la Lettera circolare n.17 del 30 dicembre 1931 dedicata alla «orazione mentale», identificata dall’Autore come «mezzo indispensabile al Missionario per poter rispondere alla sua divina vocazione, salvare molte anime e santificarsi».

Santificarsi, ovvero giungere alla santità così come è chiamato a fare ogni battezzato e per il quale questa circolare può essere valido strumento di riflessione e formazione spirituale «perché solo i Santi possono trattare bene quest’argomento», come dichiarato dallo stesso sacerdote. Così per S. Giovanni della Croce, che nel suo “Cantico Spirituale” scrive: «Senza la preghiera tutto si rivolge in un gran fracasso… si fa poco più di niente, ma spesso niente del tutto, e anche del male». Oppure San Giovanni Crisogono, del quale Manna riporta questo passo della Omelia I “De Precatione”: «Quando vedo qualcuno che non ha amore per la preghiera, né si cura di coltivano con fervore, per me è chiaro che non possiede alcuna buona qualità. Chi non prega dio e non desidera avere un assiduo colloquio con lui, è morto, o è privo di santa ragione, anzi è una evidentissima prova di pazzia non aver amore per la preghiera». Come anche S. Teresa d’Avila colla sua “forte sentenza”: «Chi lascia l’orazione mentale, non ha bisogno di demoni che lo spingano all’inferno: ci va da sé».

Tra i tanti passaggi su cui poter riflettere anche questo che il Beato missionario ha dedicato alla mancanza di tempo per pregare: «Come non trascuriamo i nostri pasti, quando non possiamo prenderli alle ore consuete, così non dobbiamo omettere la meditazione quando non si potesse farla all’ora che ci siamo fissata. Lo so, per giustificare questa certa trascuratezza in materia si adducono tanti pretesti: il ministero, le occupazioni, i viaggi, la malferma salute, il caldo… Ebbene, è questione di essere convinti della necessità del nutrimento per la vita del corpo. Se c’è questa convinzione, il tempo si trova. Quando poi si è stanchi o in poca salute, si può ben fare un po’ di lettura meditata». 

Allegato

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QUI POSTULAZIONE #102 - Nove giorni in cammino verso la festa del Beato Paolo Manna

Il prossimo 16 gennaio si celebrerà la memoria liturgica del Beato Paolo Manna: sacerdote del Seminario delle Missioni Estere di Milano per il quale andò in Birmania, primo Superiore Generale del PIME e Ispiratore del Carisma delle Missionarie dell’Immacolata.

In preparazione a questo momento di festa e di ringraziamento al Signore, la possibilità di recitare la Novena che al missionario beatificato il 4 novembre 2001 gli dedicò il confratello Padre Sandro Schiattarella.

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NOVENA PER IL

BEATO PAOLO MANNA

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PRIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FEDE. O Gesù, nostro Signore e Salvatore «Non sappiamo quello che il futuro ci riserva – dice il Beato – ma niente che non sia disposizione di Dio. Abbiamo questa fede, grande fede, che se Dio vuole qualche cosa da noi, ci conserverà- Siamo come gli Apostoli in mezzo alla tempesta: sembra che Gesù dorma. Non meritiamoci il rimprovero: Perché avete paura, gente di poca fede? La fede nostra, che onora Dio, sarà premiata: Se camminerai in mezzo all’ombra della morte, non temerai alcun male, perché tu sei con me”. Abbiamo fede! Pare che ora Gesù dorma, ma non dorme, è più attivo che mai», Signore , aumenta la nostra fede…

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

SECONDO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

SPERANZA. O Gesù, nostro Salvatore e Signore, dammi oggi il coraggio, la forza e la speranza come l'hai data al Beato Paolo Manna che diceva: «Mio unico desiderio è di santificare me stesso e di convertire molte anime; ad altro scopo non indirizzo le mie aspirazioni e i miei sforzi; quindi ho la ferma speranza che il Signore non mi negherà il suo aiuto. Egli che ha cominciato l'opera, la compirà. Del resto sono nelle sue mani, faccia di me secondo la sua divina volontà. Sarà sempre da me benedetto... Mio Dio e Padre mio, io credo in voi, accrescete la mia fede. Io spero in voi, non mi abbandonate. Vi amo sopra tutte le cose, fatemi vostro».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per 1a fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

TERZO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

CARITÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l'apostolo Paolo insegnava che chi ama è paziente e generoso, è rispettoso e tutto perdona, dà anche a me tanta carità come al Beato Paolo Manna che ha detto: «Se abbiamo da essere sempre buoni e caritatevoli con i nostri fratelli lo dobbiamo in un modo tutto speciale quando qualcuno di essi è ammalato. Oh! Quali occasioni per praticare la benevolenza e la carità» … «Missionari del Crocifisso, rendiamo amabile anche il soffrire; nascondiamo quando è possibile le nostre pene, le nostre afflizioni e non rendiamo infelici gli altri con i nostri lamenti, con le nostre impazienze ed esagerate pretese».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

QUARTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PRUDENZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, che sei mite e umile di cuore, insegnami a essere prudente come il Beato consigliava: «Non lasciamoci sfuggire nessuna occasione per fare del bene alle anime. . . Nel trattare con tutti si usi forza e dolcezza. Chi sa proporzionare queste due qualità sarà padrone della situazione e dominerà le anime. Solo e sempre bontà è capita. Solo fortezza, tiene lontano i cuori e le persone e si resta soli. Con la fermezza temperata, esternata, mantenuta con la bontà, si ottiene più di quanto si possa sperare».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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QUINTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

GIUSTIZIA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, come sono debole e vulnerabile nel rispettare i beni altrui, fammi vivere sempre la giustizia e avere sentimenti come il Beato Paolo Manna che chiede: «Siate sempre giusti in tutte le vostre relazioni con i cristiani, le ingiustizie non si dimenticano. Nel punire si stia severamente alle disposizioni in uso, e nulla si faccia in questa materia senza l’approvazione del Vescovo, e ciò anche per riguardo ai ragazzi. Bisogna cercare di tenersi bene a contatto con gli indigeni, per conoscerli e guadagnarsi la confidenza».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto, «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.


Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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SESTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FORTEZZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, i santi, con la tua grazia, hanno saputo sempre perseverare, anche quando la croce sembrava superiore alle loro forze, ti chiedo anche per me la forza come la chiedeva il Beato: «Gesù mio, io so che dal perseverare nello stato a cui mi avete chiamato dipende in gran parte l’eterna salute dell’anima mia e di un gran numero di altre anime che volete salvare per mezzo mio. Concedetemi, ve ne prego, che io stimi sempre altamente la grazia della mia vocazione e mi tenga sempre cari i sacrifici che vi sono congiunti, Fatemi forte contro ogni tentazione e debolezza mia, affinché io cresca e duri fino alla morte, nello spirito apostolico e risponda in tutto e sempre ai misericordiosi disegni che avete su di me».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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SETTIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

TEMPERANZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l’inclinazione ai piaceri dei sensi non solo soddisfa, ma stimola pure, dammi la forza per essere santo come a tutti mostra il Beato Paolo Manna: «Lo spirito di sacrificio deve contrassegnare il programma della nostra santificazione personale per tutta la vita». Le grandi santità sono fatte di piccole fedeltà; ma per poter essere fedeli, sempre fedeli, bisogna rendersi abituale e familiare la mortificazione, perché se Gesù è generoso, è anche esigente. «Se veramente vogliamo essere santi, guardiamo al nostro divin modello Gesù. Egli fu il più santo degli uomini perché fu il più sacrificato. Non ci possiamo illudere: il processo della nostra santificazione è un seguito di separazioni, distacchi dolorosi dalle creature e di violenze contro noi stessi».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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OTTAVO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

POVERTÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, non lasciare che i tuoi servi siano attaccati ai beni di questo mondo: «Tutta la vita di Gesù - dice il Beato - è stata una continua lezione di povertà, di distacco, di disprezzo di tutte le cose di quaggiù; questo ha insegnato dalla cattedra della culla, da quella di Nazaret, da quella più alta della croce... Questo ha inculcato anche con la sua dottrina, ed incominciando dalle prime parole di quel mirabile Discorso della montagna: Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli, il Vangelo è, si può dire, il libro del disprezzo dei beni della terra e della valutazione delle cose del cielo».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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NONO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PREGHIERA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, il mio desiderio di perfezione mi spinge alla preghiera per entrare in comunione con Te. «L’orazione, dice il Beato Paolo Manna, non è un esercizio intellettuale, ma soprattutto un trattenimento, un colloquio dell’anima con Dio. Essa deve consistere più nell’ascoltare Dio che nel parlare noi a lui. L’oggetto principale dev’essere N.S. Gesù Cristo, la sua persona, i suoi esempi, i suoi insegnamenti, le sue opere, il suo amore. Più che un esercizio intellettuale, più che un esame di coscienza, l’orazione deve avere per fine di sollevare l’anima al di sopra di se stessa e di unirla a Dio, a N.S. Gesù Cristo, solo buono, solo santo. E come dice il Vangelo bisogna sempre pregare, senza interruzione: la necessità della preghiera è fondata sulla necessità della grazia attuale».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta

vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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QUI POSTULAZIONE #101 - La Befana arriva in Missione

Basta niente per tornare bambini, anche se si è ventiquattrenne e sacerdote da un anno come nel caso di Padre Cesare Mencattini, missionario del PIME in quella Cina dove venne ucciso il 12 luglio 1941.

La prova è nel dono riportato in questa sua lettera scritta da Nam Kwan, prossima a Kaifen dove stava studiando la lingua prima di raggiungere il distretto assegnatogli.

La corrispondenza è indirizzata ai genitori che, inviandogli quanto poteva essergli utile per il fisico, mai avrebbero pensato di regalargli una gioia così grande.

 

J.M.J.

Carissimi genitori,

breve breve, questa volta. Ho appena finito di scrivere due letteroni uno ad Elio ed uno a Pasquale. Ieri, vigilia dell’Epi­fania, giunsero le calze. Proprio la befana, pensai. Non vi so dire quanto fui contento. A prima vista, rimasi un po’ deluso. “Così fini?”, pensai, “Avranno forse creduto che qui sia esta­te?”. Quando le infilai, provai subito che tengono caldo cal­do. Avrei però preferito qualche paio di solettoni, grossi grossi, fatti a mano. Grazie di cuore. Ammiro la diligenza con cui il babbo fece il pacco. Sarebbe però stato meglio spedirlo come campione senza valore. Era troppo facile capire che, invece di stampe, c’era ben altro. Fino a mezzo chilo si può spedire tutto come campione senza valore!

La mamma avrà presto il suo coronone d’argento. Arriverà in Italia ai primi di marzo. Ho spiegato a Don Pasquale come la spedirò.

Non vi posso dare notizie speciali. Sto benissimo e sono sempre contento. Vi ringrazio anche delle 20 lire che mi avete mandato insieme ai danari della Sig.a Campana, Rosina, ecc. Invio un biglietto di ringraziamento a ciascuna.

Qui siamo nel massimo freddo. Sono ben riparato, giacché ab­biamo molta abbondanza di pellicce. In casa ho sempre il fuoco. Sapete che la Cina è molto ricca di carbone e mi costa molto poco.

Dite alla zia che ricevetti il suo letterone. Ad altra volta la risposta. Per ora saluti.

Vi auguro ogni bene.

Vi abbraccio.

Vostro Don Cesare

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QUI POSTULAZIONE #100 - Un “numero 100” dedicato a Maria

Il Beato Giovanni Battista Mazzucconi, martire in Oceania nel 1855, quand’era seminarista dell’Arcidiocesi di Milano dedicò alla Madonna questi versi.

Allora, era il 1845, diciannovenne studente del primo corso di filosofia presso il Seminario di Monza, li inviò a suo fratello.

Quest’oggi, 1° gennaio 2026, nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Qui Postulazione li fa suoi offrendoli nuovamente alla Mamma celeste a ringraziamento del centesimo numero raggiunto, nella gioia di averla sempre accanto come sostegno nel servizio ecclesiale della Postulazione Generale.

A MARIA

Rondinella ch’affannosa

Gemi e voli in queste mura,

Ricercando ove, sicura,

Il tuo nido riposar;

Che vuoi dirmi? Forse anch’io

Devo effondermi, con meste

Voci, e al suon delle tempeste

Una scorta sospirar?

Ah, una madre, a me, dal cielo

Guarda lieta, e mi sorride;

Le mie pene ella divide,

Benedice al mio soffrir.

Ignea spada è la sua mano,

Come un lampo, move il ciglio,

Se l’invoco nel periglio

Fa l’inferno tramortir.

Dolce Madre! In Te riposo,

Fido a Te la sorte mia;

Ah! con Te, qualunque sia,

Sempre cara mi sarà.

Pur che a me non sia negato

D’invocarti al morir mio,

E attestar che tuo son io,

Il morir mi piacerà. 

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QUI POSTULAZIONE #99 - Il Beato Clemente e le sue feste di Natale

Il Natale in Missione è festa di comunità oltre che di famiglia. Ce lo conferma in questo suo articolo il Beato Clemente Vismara, sacerdote del PIME che in Myanmar ha trascorso fino alla morte, nel 1988, sessantacinque dei suoi novantun anni di vita. L’articolo è stato pubblicato nel numero di dicembre 1973 della rivista del suo Istituto “Venga il tuo Regno”.

NATALE IN SACRESTIA

Non c’è da meravigliarsi se nelle grandi solennità della Chiesa, specie del Natale, il missionario che vive nei boschi …lontano dai suoi in un paese che qui gli vuol male senta un pochin di nostalgia e sogni ancor il ceppo di Natale, un oblio lene della faticosa vita e per distrarsi fa un po’ di baccano, vale a dir fa’ festa.

Due anni fa il Natale lo passammo qui in residenza. Tre giorni di festa. Invito a tutti i nostri villaggi, che sono ven­ticinque. Non ricordo quanta gente si radunò qui, so che era­no tanti, si dovette celebrare all'aperto perché nella chiesa non ce ne stava manco la metà. Naturalmente agli ospiti si deve provvedere ogni cosa e gratuitamente.

Si erano costruiti tre capannoni con paglia per dormire, ecc. ecc. Non c'è che dire: è una spesa ed una fatica.

L'anno scorso si sta­bilì di passare il Natale a Suppung, un villaggio a 10 Km. da qui; vi sono trentun famiglie, quasi tutte battezzate. Fu una Conquista del P. Manghisi. È il solo villaggio Shan del Distretto; hanno risaie e non son poveri, tant'è vero che per la festa spesero oltre tremila Kiats.

Furono invitati solo i villaggi attorno a Mongping; invitare i 19 villaggi di Tontà, a oltre 50 Km. da qui, sarebbe sta­to troppo. Per farvi fare una pallida idea del concorso di gente, vi devo dire che furono divorati tre bufali, un bue e due maiali. A me diedero una gallina perché la carne di bufalo è troppo dura per chi non ha denti…

Si stabilì di far Messa solenne cantata, sia alla notte che di giorno. Siccome la gente del villaggio non sa cantare, ai canto­ri provvidi io, cioè portai con me due suore, 63 ragazze e 47 ragazzi – tutti cantori! – ai quali naturalmente poi bisognava dar da mangiare!

Le ragazze dormirono in cantoria, pigiate come sardine e i ragazzi in sacrestia, per terra, con me. Per gli ospi­ti degli altri villaggi furono costruiti parecchi capannoni con tetto di paglia, e per terra ancora paglia per dormire.

Io, con la mia truppa, arrivai troppo presto nel villaggio: mi pare fossero solo le 14. Come occupare il tempo? Riposato un po' e deposte le coperte che ognuno aveva portato, dissi di fare la Via Crucis, poco importa se in tempo natalizio. Avevo pro­messo a chi mi regalava la Via Crucis che la prima volta che si sarebbe fatta con i quadri mandatimi, il merito sarebbe anda­to al donatore. Mi pare che il donatore sia stato P. Mauro, spero che il buon Dio accetti il nostro regalo e conservi sano, salvo e buo­no detto Padre e sappia che dacché mondo è mondo quella fu la prima volta che si fece simile esercizio di pietà fra quei boschi.

A sera di Natale si volle fare la processione con il Santis­simo. Fu zappettato un sentiero attorno alla chiesa. Per la Mes­sa io avevo portato tutto l'occorrente, ma per una processione mancava tutto. E tutto fu inventato. Il baldacchino c'era (un ombrellone bianco con asta di bambù portato dal maestro Nicola), il turibolo c'era, la navicella c’era e si pensò persino a tre bambine che buttavan fiori di bosco al mio passaggio. Insomma, dirvi tutto m'è impossibile. Fui contento.

Domani vado a celebrare il Natale a Pannolung; vengono con me tre uomini, due donne, due suore. Io andrò a casa lunedì, mentre le suore con le due donne si fermeranno in villag­gio ad insegnare il catechismo una settimana. Passeranno poi in altri due villaggi di recente cacciagione.

Auguro a tutti un Buon Natale!

Clemente Vismara, P.I.M.E.

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QUI POSTULAZIONE #98 - Servo di Dio Silvio Pasquali: sacerdote per la diocesi e la missione

Fondatore delle Suore Catechiste di Sant’Anna, alle quali si deve l’avvio della sua causa di beatificazione e canonizzazione, Silvio Pasquali il 17 dicembre 1887, allora ventitreenne. veniva ordinato sacerdote per la Diocesi di Cremona. Vi avrebbe esercitato il ministero fino all’entrata nel Seminario delle Missioni Estere di Milano nove anni più tardi.

Impegnato prima nella Parrocchia di Gerevolta, paesino della campagna cremonese, poi in quella di Sant’Agata nella stessa Cremona, fu «assiduo al confessionale, premurosissimo al letto degli infermi, zelantissimo soprattutto nella difficile cura della gioventù». Notevole fu anche il suo impegno in ambito sociale che lo portò a fondare la Società di Mutuo Soccorso San Giuseppe nella stessa Gerevolta, quindi, il 1° gennaio 1892 quando già si era trasferito, la Società di Mutua Carità tra i Sacerdoti della Diocesi di Cremona tutt’oggi attiva.

Nel 1897, a un anno dalla sua entrata in quello che sarebbe divenuto il PIME, Padre Silvio partì per l’India con destinazione Hyderabad. Aveva sempre voluto partire per le missioni, ma a trattenerlo era il doversi prendere cura dei genitori anziani. Poté farlo solo dopo la morte della mamma, quando affidò il padre ad una persona fidata che potesse assisterlo.

Operò in modo particolare tra gli ultimi della società come i paria e le giovani vedove, dedicandosi instancabilmente alla cura dei malati, al sostegno dei poveri, all’accoglienza di orfani e moribondi. Fu proprio per avere un valido aiuto in queste attività che nel 1914 diede il via alla congregazione religiosa: sei furono le prime novizie indiane preparate dalle Suore di Sant’Anna di Torino che da diversi anni aveva invitato a coadiuvarlo in missione. Appreso il Telegu, fu il primo a tradurre il Vangelo in questa lingua.

Oggi le sue spoglie mortali riposano in India a Pinakadami, prossima a Eluru dove morì e fu sepolto nel 1924. Vi giunsero in occasione della messa di ringraziamento del 13 ottobre 2019 a chiusura della “fase diocesana” della sua causa di beatificazione e canonizzazione col cui inizio, il 3 dicembre 2014, a Padre Silvio Pasquali venne riconosciuto il titolo di Servo di Dio.  

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QUI POSTULAZIONE #97 - Da dieci anni in cammino col Venerabile Ramazzotti

Il 14 dicembre 2015 il Sommo Pontefice ha riconosciuto ufficialmente che Mons. Angelo Ramazzotti ha seguito più da vicino l’esempio di Cristo con l’esercizio eroico delle virtù.

Facendo seguito a quanto espostogli quel giorno dal Cardinal Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, così dichiarò nel coevo relativo “decreto sulle virtù”: «Nel caso presente e per gli scopi prefissi, consta che il Servo di Dio Angelo Ramazzotti, Vescovo di Pavia e Patriarca di Venezia, Fondatore del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, ha esercitato in grado eroico le virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità sia verso Dio che verso il prossimo; e ha esercitato allo stesso modo le virtù cardinali della Prudenza, della Giustizia, della Temperanza e della Fortezza e quelle ad esse annesse».

“In grado eroico” ovvero al di sopra del comune modo di operare degli altri uomini e riconoscibile dalla frequenza, dalla prontezza e dal carattere gioioso con cui ha esercitato quelle virtù ed ha affrontato i grandi sacrifici e gli ostacoli della vita, superandoli con una forza che non veniva da se stesso ma da Dio, mettendo la propria vita completamente nelle sue mani.

Da quel giorno Mons. Angelo Ramazzotti come «Venerabile» – proprio perché “degno di essere ammirato e imitato” come insito nel latino “venerabilis” – è esempio e aiuto sicuro nell’accogliere e seguire la proposta che Dio fa a tutti: «Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo» (Lv. 19,2).

Continuando nel venerarlo privatamente – così come concede dalla Chiesa per i Venerabili –, le sue esaudite intercessioni al Signore per dei miracoli potranno farlo dichiarare Beato e Santo dopo il verificarsi del primo e del secondo di essi.

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PREGHIERA

Grazie, Padre santo, per aver suscitato nel Venerabile Servo di Dio Angelo Ramazzotti un pastore profondamente radicato nel suo popolo, servo dei poveri e generosamente aperto al mondo.

Il tuo Spirito d'Amore lo ha anche guidato nella fondazione del primo istituto missionario italiano, rendendolo così padre e guida di tanti missionari.

Fa' che la Chiesa, proclamandolo beato, possa additarlo come sicuro modello di vita cristiana, sacerdotale e missionaria.

Ti chiedo umilmente di concedermi, tramite la sua intercessione, la grazia di (…).

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Con approvazione ecclesiastica

Allegato

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