QUI POSTULAZIONE #130 - Sempre con la Missione nel cuore
L’undici settembre si celebra la memoria liturgica di San Giovanni XXIII.
La data è quella proclamata alla sua canonizzazione nel 2014, nel ricordo di un giorno particolare della vita del Pontefice e della stessa Chiesa. Quello, nel 1962, dell’inizio del Concilio Vaticano II che trattò anche delle Missioni a lui da sempre care.
Tanto gli erano a cuore che l’anno seguente donò al PIME la sua casa natale a Sotto il Monte, in provincia e diocesi di Bergamo, per farne un seminario e poter dire prima di morire il 3 giugno di quell’anno: «Sono contento di partire da questa terra pensando che dal mio piccolo paese partiranno tanti missionari per portare al mondo Gesù e il suo amore».
Già animatore della cooperazione missionaria nella sua diocesi, Benedetto XV lo volle a Roma nel 1921 come Presidente (il primo) dell'Opera della Propagazione della Fede in Italia con l'incarico di riorganizzarla nel nostro paese. Quanto appreso e realizzato nei successivi quattro anni, alla luce anche dell’enciclica Maximum Illiud, contribuì a rendere “missionaria” la sua diplomazia durante il successivo servizio all’estero per conto della Santa Sede, affidatogli da Pio XI nonostante la mancanza di formazione accademica. Come vescovo fu prima Visitatore e quindi Delegato Apostolico in Bulgaria (1925-1934), poi Delegato Apostolico in Turchia e Grecia (1934-1944), infine Nunzio Apostolico in Francia (1944-1953) prima di essere creato cardinale e promosso Patriarca di Venezia.
Proprio durante la nunziatura visitò l'Africa, per lui, allora, «la parte del mondo che offre più promesse per il regno di Cristo». Occasione fu il viaggio nei territori francesi d’Oltremare: la Tunisia e l’Algeria dove si recò anche ad Orano, oggi sede vescovile di Mons. Davide Carraro del PIME.
Di quella visita pastorale il 15 marzo 1950 da Parigi ne anticipò le tappe alla nipote Anna, ventisettenne suora comboniana in Eritrea. Dispiaciuto di non poterla incontrare, fu l’occasione per ricordare tanto come il suo affetto per l’Africa già lo era ai tempi della Grande Guerra, quanto i momenti missionari trascorsi a Bergamo con le Suore Comboniane a “Banco Seta”. Era l’ospedale militare, così chiamato perché collocato nei locali del mercato serico, dove Roncalli prestò servizio come Cappellano militare.

Don Roncalli Cappellano militare a Bergamo
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