QUI POSTULAZIONE #134 - «Per intendersi bisogna vedersi»
Venticinque anni fa veniva beatificato Paolo Manna.
Sacerdote dell’allora Seminario delle Missioni Estere di Milano, nel 1895 partì ventitreenne per le Missioni dell’Istituto in Birmania che lasciò definitivamente nove anni dopo. Affetto da tubercolosi tornò in Italia dove, fino alla morte nel 1952, continuò il servizio missionario attraverso l’animazione – in modo particolare tra i sacerdoti –, lo studio, l’insegnamento e la stampa. Tanto da affermare in un suo libro: «L’argomento delle missioni è stato la passione di tutta la mia vita. Per 35 e più anni non ho studiato, non mi sono occupato di nessun’altra cosa». A cuore ebbe anche il dialogo ecumenico, certo che il maggior ostacolo alla diffusione del Vangelo nel mondo fosse la divisione tra i cristiani, e che per superarla fosse fondamentale il «per intendersi bisogna vedersi», ovvero la promozione di conferenze, visite e scambi culturali tali da creare reciproca fiducia.
Del suo Istituto ne fu alla guida dal 1924 e lo e accompagnò alla fusione col Pontificio Seminario dei Santi Pietro e Paolo di Roma che, voluta da Pio XI due anni dopo, diede vita al Pontificio Istituto Missioni Estere del quale fu Superiore Generale fino al 1934.
In quel 4 novembre 2001, nella Messa per la canonizzazione di altri sette Servi di Dio, San Giovanni Paolo II lo ricordò con queste parole: «Anche nel Padre Paolo Manna, noi scorgiamo uno speciale riflesso della gloria di Dio. Egli spese l’intera esistenza per la causa missionaria. In tutte le pagine dei suoi scritti emerge viva la persona di Gesù, centro della vita e ragion d’essere della missione. In una delle sue Lettere ai missionari egli afferma: “Il missionario di fatto non è niente se non impersona Gesù Cristo... Solo il missionario che copia fedelmente Gesù Cristo in se stesso... può riprodurne l’immagine nelle anime degli altri”. In realtà, non c’è missione senza santità, come ho ribadito nell’Enciclica Redemptoris missio: “La spiritualità missionaria della Chiesa è un cammino verso la santità. Occorre suscitare un nuovo ardore di santità fra i missionari e in tutta la comunità cristiana” (n. 90)».
Tratto dalla Circolare del 15 settembre 1926, il passaggio citato da Papa Woytila è contenuto nel Punto 9 della “Lettera 6”, così come il documento è stato elencato nel libro “Virtù apostoliche” che il PIME ha pubblicato nel 1997. Vi sono raccolte le ventitré missive indirizzate ai confratelli da Padre Manna nei suoi otto anni di superiorato generale, tutt’oggi sono fonte di arricchimento spirituale.

- Creato il .







