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QUI POSTULAZIONE #109 - Duecento candeline per il Martire di Woodlark

Era un mercoledì quel 1° marzo 1826 quando è nato Giovanni Battista Mazzucconi.

I primi vagiti li diede a Rancio, allora Comune del Distretto di Saronno nel Regno Lombardo Veneto, nella casa di Giacomo e Annamaria Scuri, che prima di lui avevano avuto otto figli e ne avrebbero avuti altri tre dopo quella nascita.

Erano le «ore tre di notte circa», come riportato nel certificato di battesimo del giorno seguente. Ovvero attorno alle ore 21, perché allora la giornata iniziava al tramonto, che nel mese di marzo è alle sei circa.

Il sacramento lo ricevette il giorno successivo nella parrocchiale di Santa Maria Gloriosa dal parroco Don Luigi Buttironi.

Sua madrina fu la primogenita sedicenne Lucia, che cinque anni dopo fu anche la prima della sua famiglia ad entrare in religione. Una sorella, infatti, la seguì tra le Orsoline, mentre altre due presero l’abito delle Marcelline e delle suore di Maria Bambina; dei fratelli, invece, due divennero Barnabiti e un terzo, il futuro martire, divenne sacerdote del Clero di Milano il 25 maggio 1850.

A poco più di due mesi da quell’ordinazione, Giovanni Battista giunse a Saronno per dare avvio al Seminario delle Missioni Estere nell’ex convento di San Francesco divenuto proprietà del Fondatore Mons. Angelo Ramazzotti, già vescovo di Pavia e da poco eletto patriarca di Venezia.

Lo avrebbe lasciato due anni più tardi per partire per l’Oceania, non prima di aver manifestato, o “protestato” come si diceva allora, a nome anche dei confratelli partenti con lui, il desiderio «di addoperarmi a costo di qualunque sacrificio, di qualunque fatica o disagio, v’andasse pur anche la vita, per la salvezza di quelle anime sventurate che costano esse pure tutto il sangue della Redenzione».

È la “Protesta” che, con lieve modifica del testo, viene tutt’oggi recitata dai membri del PIME quando ricevono il Crocifisso missionario durante la cerimonia della Partenza.  

Protesta Mazzucconi

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QUI POSTULAZIONE #108 - «Prega e ottieni: ma ricordati che…»

Martire in Oceania e beatificato il 19 febbraio 1984, Giovanni Battista Mazzucconi con questa sua lettera ci ricorda come sia il Signore a sapere di cosa abbiamo veramente bisogno.

La scrisse ad un suo amico il 27 novembre 1850 per consigliargli il da farsi.

 

Ho qui la tua lettera e la rilessi. Ascolta: le virtù vengono da Dio, Dio le dispensa secondo i consigli della sua sapienza imperscrutabile, e secondo la forza con cui noi gliele doman­diamo. Prega e ottieni: ma ricordati che molte volte, anche il desiderio eccessivo d’acquistare una virtù, ce la può far per­dere; questo si verifica in molti casi, ma coll’umiltà più di tutto. Ciò che ci porta alla vanità, è dentro di noi, è una sola cosa con noi, siamo noi stessi; dunque, non bisogna pretendere di poter così subito uscire da questa nostra persona. Pazienza, forza, tranquillità! Mettiamoci nelle mani del Signore; lo sa lui, meglio di noi, ciò che ci abbisogna e ciò che ci farà bene; noi preghiamo, poi lasciam fare a lui. Infirmitas haec non est ad mortem, sed ut manifestetur gloria Dei. Egli suol cavare molta gloria da un’anima, che tentata molto di vanità, vien fa­cilmente a riconoscersi proprio non altro che vanità e, come tale, si presenta umiliata innanzi al Signore, e prega, e confida, e ottiene tutto. Prega anche per me. 

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QUI POSTULAZIONE #107 - Una Chiesa… e un milione di abitanti

Il 18 febbraio del 1951 veniva beatificato Alberico Crescitelli, martirizzato in Cina cinquantun anni prima e canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 2000.

Sacerdote del  Pontificio Seminario dei SS. AA. Pietro e Paolo per le Missioni Estere, “ramo romano” del PIME fondato nel 1926, fu inviato ventiquattrenne nella provincia dello Shaanxi Meridionale dove giunse il 19 maggio 1888.

Era nel villaggio di Cen-cu-scien quando, il 10 febbraio 1892, così condivise al fratello Luigi la gioia di quanto realizzato per i fedeli della sua missione. 

 

… Alla metà di gennaio feci ritorno da Han-jan-pin…  la Chiesa si può dire fabbricata in parte. … Se sapessi che cosa vuol dire prendersi la responsabilità di fabbricare una Chiesa, sia pure alla cinese, con poco denaro!...

Intanto si può essere contenti di quello che si è fatto: sono state gittate le fondamenta ed alzate le colonne, che sono di legno, ed ho cercato (non senza difficoltà) di averle grandi. Ve n’è una di però talmente pesante, che sedici persone scelte non poterono trasportarla in un giorno intero, benché distante non più di tre miglia. Ho pure date le disposizioni pei rimanenti lavori più urgenti.

Quando sarà terminata sarà la prima Chiesa edificata in un territorio che passa il milione di abitanti.

Ve n’è, sì, un’altra cadente non molto lontano, che è proprio la prima; ma quella venne edificata da famiglia privata, nell’interno dell’abitazione (della famiglia Lao, data in eredità ad uno degli otto figli, sacerdote, e da questi donata al Vicariato), ed è una camera più che una Chiesa.

Invece l’attuale viene costruita in modo che per la Cina ha l’aspetto di un bell’edificio; ha forma di Chiesa a tre navate, piccolina ma sufficiente per quei cristiani. Essa viene larga sette metri, lunga circa dieci, alta cinque e più. Dio voglia che sia il principio di grandi conquiste per la Fede!

È da notarsi come, benché contro mia voglia, le colonne si sono alzate il giorno dell’Epifania; alzate da pagani, nel giorno in cui, nelle persone dei magi furono chiamati alla Fede i gentili, e ciò in un paese così abbandonato all’idolatria. Dio voglia che questo sia buon indizio…

In generale quei pagani, almeno in faccia, dicono che l’edificazione della Chiesa è cosa buona; qualcuno ha ancora detto di voler portare i doni allorché sarà finita… Intanto l’opera è cominciata, ed io non posso che sperare in Dio, affinché col suo aiuto si compia e produca i suoi effetti... 

Padre Alberico Crescitelli nel marzo 1900

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QUI POSTULAZIONE #106 - Morire in zona di guerra

Era domenica, quel 15 febbraio 1953, quando Piero Manghisi, missionario del PIME, è stato ucciso nella sua Birmania dove giunse la prima volta nel novembre 1925, ventiseienne e sacerdote da cinque mesi.

Richiamato in Italia nel febbraio del 1949 per dirigere a Ducenta il seminario dell’Istituto, nel successivo mese di dicembre vi tornò per assicurare la presenza di un sacerdote in più nel paese. Il governo aveva espulso tutti i missionari stranieri dalla Birmania e concesso il permanervi solo a quelli che, come lui, vi avevano risieduto da lungo tempo.

Quel giorno del 1953 era in viaggio verso Muse, dove i reazionari cinesi del KMT (Kuo Min Tang) avevano assaltato il locale accampamento dei soldati inviati a contrastarli in quella parte del paese prossima al confine con la Cina. Oppositori al governo di Mao, in quella parte della Birmania avevano trovato rifugio da quasi quattro anni angariandone le popolazioni e bruciando i loro villaggi per rappresaglia quando non ricevevano appoggio o gli veniva negato il riso.

Come era stato accanto ai soldati di Hsnwi, a Kutkai e a Nampaca, per i quali aveva già celebrato la messa, così voleva essere vicino a quelli di Muse rimasti feriti in un assalto dei cinesi. Inutilmente la guarnigione dell’accampamento nel quale aveva trascorso la notte cercò di dissuaderlo ma egli, come riferito da un testimone, «decise di partire subito per portare i conforti religiosi a quei poveri ragazzi».

Ad ucciderlo quando stava percorrendo le 60 miglia che lo separavano dal luogo dell’assalto furono gli uomini del KMT che mitragliarono la jeep sulla quale viaggiava con tre passeggeri raccolti lungo la via. Acquistata da poco grazie alla vendita della proprietà ereditata dai genitori, ne era alla guida con accanto il suo autista, futuro testimone dell’uccisione, per poter fare pratica su quella impervia via per Mongyu.

Privato della vita da due proiettili che lo raggiunsero alla nuca, il corpo di Padre Manghisi riuscì ad essere trasportato a Mongyu alcune ore dopo l’attentato.

Qualche giorno dopo, i militari vollero mettere in salvo il cadavere trasportandolo a Lashio su un camion militare assieme ai soldati di scorta e alcuni civili. Finì però in cenere quando l’automezzo andò in fiamme in una nuova imboscata tesa da reazionari nello stesso luogo dove avevano ucciso il missionario.

Era il miglio 93 della “Road Lashio-Mongyu” dove nel 1962 i confratelli di Padre Manghisi eressero una grande Croce bianca a ricordo del triste evento. 

Allegato

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QUI POSTULAZIONE #105 - «Tut­to è bello, anche il dolore…»

Anche il dolore è bellezza se mediatore per la santità.

Così ci assicura il Beato Alfredo Cremonesi, missionario del PIME in Birmania, nello scrivere ai suoi familiari nel novembre 1946.

Era in procinto di lasciare Moshò e il clima salubre di Kotamò per raggiungere Donoku, il villaggio che lo accolse nel 1929 e dove fu martirizzato il 7 febbraio 1953.

 

Dopo Natale ritornerò ai miei vecchi luoghi, dove con tanta fatica ho fabbrica­to casa e chiesa e convento e scuola e tut­to quello che c’è, che è davvero un paese.

La guerra ha abbattuto e disorganizzato tutto laggiù e monsignor Vescovo ha man­dato qui, dove fino ad ora ho lavorato da solo, ben tre missionari, e rimanda me di nuovo laggiù a riorganizzare e rifab­bricare quello che la guerra ha distrutto. Altro che riposo?

Il mio Vescovo pensa che dove io ho potuto tirar su dal nulla tutto un bel distretto missionario, adesso saprò rimediare alle ferite della guerra e riorganizzare quello che venne distrutto. Sono sicuro che il Signore saprà operare per mezzo mio anche meraviglie, se sarò umile abbastanza e se avrò assoluta confidenza in lui.

Ma i miei vecchi luoghi sono luoghi caldi, umidi e malarici oltre ogni dire. Chissà come me la caverò ades­so che sono abituato a questi luoghi mon­tuosi e freschi e salubri. Se mi sono am­malato tanto in questi luoghi belli, chissà che cosa succederà laggiù. Ma il Signore che mi ha protetto qui e mi ha risanato quasi miracolosamente, saprà anche sal­varmi laggiù. Allegri dunque nel Signore.

Quando il Signore ispira questi sentimen­ti, non c’è più nulla che faccia paura.

Tut­to è bello, anche il dolore che ci prepara una corona più bella in Paradiso. 

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QUI POSTULAZIONE #104 - Un riscatto impossibile per Padre Carlo Osnaghi

Era il 2 febbraio 1942 quando Padre Carlo Osnaghi venne seppellito vivo in una fossa nella provincia cinese dello Henan.

Per chi lo aveva rapito venti giorni prima, egli non aveva più alcun valore economico.

Il rapimento da parte dei guerriglieri comunisti cinesi – tra i 200 e i 300 che assaltarono il suo villaggio di Yekikang – avrebbe dovuto fruttare 200.000 dollari, «favolosa somma» pari a circa un milione di lire italiane di allora, che i confratelli del quarantatreenne missionario del PIME giunto in Cina nel 1924 non riuscirono a versare. Neppure ricorrendo all’aiuto delle occupanti truppe giapponesi, come sicuramente idealizzato dai rapitori perchè il Giappone – contro il quale la Cina combatteva da quasi cinque anni – nel 1940 era divenuto alleato dell’Italia. E questa alleanza aveva anche trasformato Padre Osnaghi in nemico dei rapitori, così come erano stati considerati tali i sacerdoti dell’Istituto uccisi l’anno precedente nello stesso Vicariato apostolico.

Testimone della sua morte fu un giovane cinese, rapito assieme a lui e al cuoco della Missione, il cui racconto venne così riportato nel diario di P. Gaetano Pollio, missionario del PIME residente a Kaifeng: «Ad un cenno del capo i briganti legarono subito mani e piedi ai tre prigionieri, il giovanetto Hoang incominciò a piangere e a gridare.  Intanto  con un calcio secco fecero rotolare P. Osnaghi nella fossa profonda circa due metri, con un secondo calcio fecero rotolare il cuoco del Padre, che cadde addosso a P. Osnaghi, e subito si diedero a ricoprire la fossa con terra. Il giovane Hoang San ha ripetutamente affermato che P. Osnaghi, trovandosi davanti alla fossa, vedendosi legato, non vedendo alcuna via di salvezza, scoppiò in un forte pianto, nel pianto gridò parole straniere e alcune parole cinesi invocanti la mamma! E mentre i briganti seppellivano gli ostaggi, mentre la terra man mano si accumulava sui loro corpi, P. Osnaghi e il cuoco piangevano, finché il loro pianto man mano si spense».

Riferendosi ai confratelli Barosi, Lazzaroni, Zanardi e Zanella uccisi pochi mesi prima a Dingcun, nel dicembre 1941 aveva scritto alla mamma a lui tanto cara: «Le vittime dal cielo stenderanno su di noi tutti, rimasti in questo campo tanto tribolato e pieno di spine, il loro manto, ci proteggeranno e, se sarà il caso, ci impetreranno la forza di morire generosamente al pari di loro». E così fu!

Essi lo aiutarono a morire in quel modo a lui caro e del quale aveva così aveva detto a lei quand’era stata gravemente malata: «se umanamente parlando il primo posto ad abbandonare questa terra è riservato a te, sappi che sono morto da buon soldato sul campo! Allora non una lagrima: dal cielo farò quello che non ho saputo fare quaggiù per i miei e per te, mamma carissima!

A lei, l’amata genitrice che consapevole della morte eroica del figlio, così testimoniò questa certezza al missionario che a Milano le diede la ferale notizia: «È piaciuto alla Divina Bontà che il mio Carletto vuotasse il calice della sofferenza con una morte atroce! Valga essa ad ottenere la grazia della conversione ai suoi carnefici!». 

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QUI POSTULAZIONE #103 - «Tanto valiamo, tanto preghiamo»

Dal 2002, anno successivo alla sua beatificazione, la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica del Beato Paolo Manna.

Già sacerdote del Seminario delle Missioni di Milano, ne era alla guida da quasi due anni quando nel 1926 divenne Superiore Generale del PIME, la nuova realtà missionaria voluta da Pio XI unendo il suo Istituto al romano Pontificio Seminario dei Santi Pietro e Paolo per le Missioni Estere.

Nei successivi quasi otto anni, tanto durò nell’incarico, indirizzò ai confratelli ventitré Lettere circolari, destinate a fare il punto sulla vita dell’Istituto e ad esser d’aiuto alla formazione spirituale dei suoi membri.

Così è stato per la Lettera circolare n.17 del 30 dicembre 1931 dedicata alla «orazione mentale», identificata dall’Autore come «mezzo indispensabile al Missionario per poter rispondere alla sua divina vocazione, salvare molte anime e santificarsi».

Santificarsi, ovvero giungere alla santità così come è chiamato a fare ogni battezzato e per il quale questa circolare può essere valido strumento di riflessione e formazione spirituale «perché solo i Santi possono trattare bene quest’argomento», come dichiarato dallo stesso sacerdote. Così per S. Giovanni della Croce, che nel suo “Cantico Spirituale” scrive: «Senza la preghiera tutto si rivolge in un gran fracasso… si fa poco più di niente, ma spesso niente del tutto, e anche del male». Oppure San Giovanni Crisogono, del quale Manna riporta questo passo della Omelia I “De Precatione”: «Quando vedo qualcuno che non ha amore per la preghiera, né si cura di coltivano con fervore, per me è chiaro che non possiede alcuna buona qualità. Chi non prega dio e non desidera avere un assiduo colloquio con lui, è morto, o è privo di santa ragione, anzi è una evidentissima prova di pazzia non aver amore per la preghiera». Come anche S. Teresa d’Avila colla sua “forte sentenza”: «Chi lascia l’orazione mentale, non ha bisogno di demoni che lo spingano all’inferno: ci va da sé».

Tra i tanti passaggi su cui poter riflettere anche questo che il Beato missionario ha dedicato alla mancanza di tempo per pregare: «Come non trascuriamo i nostri pasti, quando non possiamo prenderli alle ore consuete, così non dobbiamo omettere la meditazione quando non si potesse farla all’ora che ci siamo fissata. Lo so, per giustificare questa certa trascuratezza in materia si adducono tanti pretesti: il ministero, le occupazioni, i viaggi, la malferma salute, il caldo… Ebbene, è questione di essere convinti della necessità del nutrimento per la vita del corpo. Se c’è questa convinzione, il tempo si trova. Quando poi si è stanchi o in poca salute, si può ben fare un po’ di lettura meditata». 

Allegato

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QUI POSTULAZIONE #102 - Nove giorni in cammino verso la festa del Beato Paolo Manna

Il prossimo 16 gennaio si celebrerà la memoria liturgica del Beato Paolo Manna: sacerdote del Seminario delle Missioni Estere di Milano per il quale andò in Birmania, primo Superiore Generale del PIME e Ispiratore del Carisma delle Missionarie dell’Immacolata.

In preparazione a questo momento di festa e di ringraziamento al Signore, la possibilità di recitare la Novena che al missionario beatificato il 4 novembre 2001 gli dedicò il confratello Padre Sandro Schiattarella.

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NOVENA PER IL

BEATO PAOLO MANNA

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PRIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FEDE. O Gesù, nostro Signore e Salvatore «Non sappiamo quello che il futuro ci riserva – dice il Beato – ma niente che non sia disposizione di Dio. Abbiamo questa fede, grande fede, che se Dio vuole qualche cosa da noi, ci conserverà- Siamo come gli Apostoli in mezzo alla tempesta: sembra che Gesù dorma. Non meritiamoci il rimprovero: Perché avete paura, gente di poca fede? La fede nostra, che onora Dio, sarà premiata: Se camminerai in mezzo all’ombra della morte, non temerai alcun male, perché tu sei con me”. Abbiamo fede! Pare che ora Gesù dorma, ma non dorme, è più attivo che mai», Signore , aumenta la nostra fede…

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

SECONDO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

SPERANZA. O Gesù, nostro Salvatore e Signore, dammi oggi il coraggio, la forza e la speranza come l'hai data al Beato Paolo Manna che diceva: «Mio unico desiderio è di santificare me stesso e di convertire molte anime; ad altro scopo non indirizzo le mie aspirazioni e i miei sforzi; quindi ho la ferma speranza che il Signore non mi negherà il suo aiuto. Egli che ha cominciato l'opera, la compirà. Del resto sono nelle sue mani, faccia di me secondo la sua divina volontà. Sarà sempre da me benedetto... Mio Dio e Padre mio, io credo in voi, accrescete la mia fede. Io spero in voi, non mi abbandonate. Vi amo sopra tutte le cose, fatemi vostro».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per 1a fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

TERZO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

CARITÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l'apostolo Paolo insegnava che chi ama è paziente e generoso, è rispettoso e tutto perdona, dà anche a me tanta carità come al Beato Paolo Manna che ha detto: «Se abbiamo da essere sempre buoni e caritatevoli con i nostri fratelli lo dobbiamo in un modo tutto speciale quando qualcuno di essi è ammalato. Oh! Quali occasioni per praticare la benevolenza e la carità» … «Missionari del Crocifisso, rendiamo amabile anche il soffrire; nascondiamo quando è possibile le nostre pene, le nostre afflizioni e non rendiamo infelici gli altri con i nostri lamenti, con le nostre impazienze ed esagerate pretese».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

QUARTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PRUDENZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, che sei mite e umile di cuore, insegnami a essere prudente come il Beato consigliava: «Non lasciamoci sfuggire nessuna occasione per fare del bene alle anime. . . Nel trattare con tutti si usi forza e dolcezza. Chi sa proporzionare queste due qualità sarà padrone della situazione e dominerà le anime. Solo e sempre bontà è capita. Solo fortezza, tiene lontano i cuori e le persone e si resta soli. Con la fermezza temperata, esternata, mantenuta con la bontà, si ottiene più di quanto si possa sperare».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

QUINTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

GIUSTIZIA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, come sono debole e vulnerabile nel rispettare i beni altrui, fammi vivere sempre la giustizia e avere sentimenti come il Beato Paolo Manna che chiede: «Siate sempre giusti in tutte le vostre relazioni con i cristiani, le ingiustizie non si dimenticano. Nel punire si stia severamente alle disposizioni in uso, e nulla si faccia in questa materia senza l’approvazione del Vescovo, e ciò anche per riguardo ai ragazzi. Bisogna cercare di tenersi bene a contatto con gli indigeni, per conoscerli e guadagnarsi la confidenza».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto, «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.


Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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SESTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FORTEZZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, i santi, con la tua grazia, hanno saputo sempre perseverare, anche quando la croce sembrava superiore alle loro forze, ti chiedo anche per me la forza come la chiedeva il Beato: «Gesù mio, io so che dal perseverare nello stato a cui mi avete chiamato dipende in gran parte l’eterna salute dell’anima mia e di un gran numero di altre anime che volete salvare per mezzo mio. Concedetemi, ve ne prego, che io stimi sempre altamente la grazia della mia vocazione e mi tenga sempre cari i sacrifici che vi sono congiunti, Fatemi forte contro ogni tentazione e debolezza mia, affinché io cresca e duri fino alla morte, nello spirito apostolico e risponda in tutto e sempre ai misericordiosi disegni che avete su di me».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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SETTIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

TEMPERANZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l’inclinazione ai piaceri dei sensi non solo soddisfa, ma stimola pure, dammi la forza per essere santo come a tutti mostra il Beato Paolo Manna: «Lo spirito di sacrificio deve contrassegnare il programma della nostra santificazione personale per tutta la vita». Le grandi santità sono fatte di piccole fedeltà; ma per poter essere fedeli, sempre fedeli, bisogna rendersi abituale e familiare la mortificazione, perché se Gesù è generoso, è anche esigente. «Se veramente vogliamo essere santi, guardiamo al nostro divin modello Gesù. Egli fu il più santo degli uomini perché fu il più sacrificato. Non ci possiamo illudere: il processo della nostra santificazione è un seguito di separazioni, distacchi dolorosi dalle creature e di violenze contro noi stessi».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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OTTAVO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

POVERTÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, non lasciare che i tuoi servi siano attaccati ai beni di questo mondo: «Tutta la vita di Gesù - dice il Beato - è stata una continua lezione di povertà, di distacco, di disprezzo di tutte le cose di quaggiù; questo ha insegnato dalla cattedra della culla, da quella di Nazaret, da quella più alta della croce... Questo ha inculcato anche con la sua dottrina, ed incominciando dalle prime parole di quel mirabile Discorso della montagna: Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli, il Vangelo è, si può dire, il libro del disprezzo dei beni della terra e della valutazione delle cose del cielo».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

NONO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PREGHIERA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, il mio desiderio di perfezione mi spinge alla preghiera per entrare in comunione con Te. «L’orazione, dice il Beato Paolo Manna, non è un esercizio intellettuale, ma soprattutto un trattenimento, un colloquio dell’anima con Dio. Essa deve consistere più nell’ascoltare Dio che nel parlare noi a lui. L’oggetto principale dev’essere N.S. Gesù Cristo, la sua persona, i suoi esempi, i suoi insegnamenti, le sue opere, il suo amore. Più che un esercizio intellettuale, più che un esame di coscienza, l’orazione deve avere per fine di sollevare l’anima al di sopra di se stessa e di unirla a Dio, a N.S. Gesù Cristo, solo buono, solo santo. E come dice il Vangelo bisogna sempre pregare, senza interruzione: la necessità della preghiera è fondata sulla necessità della grazia attuale».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta

vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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QUI POSTULAZIONE #101 - La Befana arriva in Missione

Basta niente per tornare bambini, anche se si è ventiquattrenne e sacerdote da un anno come nel caso di Padre Cesare Mencattini, missionario del PIME in quella Cina dove venne ucciso il 12 luglio 1941.

La prova è nel dono riportato in questa sua lettera scritta da Nam Kwan, prossima a Kaifen dove stava studiando la lingua prima di raggiungere il distretto assegnatogli.

La corrispondenza è indirizzata ai genitori che, inviandogli quanto poteva essergli utile per il fisico, mai avrebbero pensato di regalargli una gioia così grande.

 

J.M.J.

Carissimi genitori,

breve breve, questa volta. Ho appena finito di scrivere due letteroni uno ad Elio ed uno a Pasquale. Ieri, vigilia dell’Epi­fania, giunsero le calze. Proprio la befana, pensai. Non vi so dire quanto fui contento. A prima vista, rimasi un po’ deluso. “Così fini?”, pensai, “Avranno forse creduto che qui sia esta­te?”. Quando le infilai, provai subito che tengono caldo cal­do. Avrei però preferito qualche paio di solettoni, grossi grossi, fatti a mano. Grazie di cuore. Ammiro la diligenza con cui il babbo fece il pacco. Sarebbe però stato meglio spedirlo come campione senza valore. Era troppo facile capire che, invece di stampe, c’era ben altro. Fino a mezzo chilo si può spedire tutto come campione senza valore!

La mamma avrà presto il suo coronone d’argento. Arriverà in Italia ai primi di marzo. Ho spiegato a Don Pasquale come la spedirò.

Non vi posso dare notizie speciali. Sto benissimo e sono sempre contento. Vi ringrazio anche delle 20 lire che mi avete mandato insieme ai danari della Sig.a Campana, Rosina, ecc. Invio un biglietto di ringraziamento a ciascuna.

Qui siamo nel massimo freddo. Sono ben riparato, giacché ab­biamo molta abbondanza di pellicce. In casa ho sempre il fuoco. Sapete che la Cina è molto ricca di carbone e mi costa molto poco.

Dite alla zia che ricevetti il suo letterone. Ad altra volta la risposta. Per ora saluti.

Vi auguro ogni bene.

Vi abbraccio.

Vostro Don Cesare

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QUI POSTULAZIONE #100 - Un “numero 100” dedicato a Maria

Il Beato Giovanni Battista Mazzucconi, martire in Oceania nel 1855, quand’era seminarista dell’Arcidiocesi di Milano dedicò alla Madonna questi versi.

Allora, era il 1845, diciannovenne studente del primo corso di filosofia presso il Seminario di Monza, li inviò a suo fratello.

Quest’oggi, 1° gennaio 2026, nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Qui Postulazione li fa suoi offrendoli nuovamente alla Mamma celeste a ringraziamento del centesimo numero raggiunto, nella gioia di averla sempre accanto come sostegno nel servizio ecclesiale della Postulazione Generale.

A MARIA

Rondinella ch’affannosa

Gemi e voli in queste mura,

Ricercando ove, sicura,

Il tuo nido riposar;

Che vuoi dirmi? Forse anch’io

Devo effondermi, con meste

Voci, e al suon delle tempeste

Una scorta sospirar?

Ah, una madre, a me, dal cielo

Guarda lieta, e mi sorride;

Le mie pene ella divide,

Benedice al mio soffrir.

Ignea spada è la sua mano,

Come un lampo, move il ciglio,

Se l’invoco nel periglio

Fa l’inferno tramortir.

Dolce Madre! In Te riposo,

Fido a Te la sorte mia;

Ah! con Te, qualunque sia,

Sempre cara mi sarà.

Pur che a me non sia negato

D’invocarti al morir mio,

E attestar che tuo son io,

Il morir mi piacerà. 

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