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QUI POSTULAZIONE #102 - Nove giorni in cammino verso la festa del Beato Paolo Manna

Il prossimo 16 gennaio si celebrerà la memoria liturgica del Beato Paolo Manna: sacerdote del Seminario delle Missioni Estere di Milano per il quale andò in Birmania, primo Superiore Generale del PIME e Ispiratore del Carisma delle Missionarie dell’Immacolata.

In preparazione a questo momento di festa e di ringraziamento al Signore, la possibilità di recitare la Novena che al missionario beatificato il 4 novembre 2001 gli dedicò il confratello Padre Sandro Schiattarella.

* * *

NOVENA PER IL

BEATO PAOLO MANNA

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PRIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FEDE. O Gesù, nostro Signore e Salvatore «Non sappiamo quello che il futuro ci riserva – dice il Beato – ma niente che non sia disposizione di Dio. Abbiamo questa fede, grande fede, che se Dio vuole qualche cosa da noi, ci conserverà- Siamo come gli Apostoli in mezzo alla tempesta: sembra che Gesù dorma. Non meritiamoci il rimprovero: Perché avete paura, gente di poca fede? La fede nostra, che onora Dio, sarà premiata: Se camminerai in mezzo all’ombra della morte, non temerai alcun male, perché tu sei con me”. Abbiamo fede! Pare che ora Gesù dorma, ma non dorme, è più attivo che mai», Signore , aumenta la nostra fede…

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

SECONDO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

SPERANZA. O Gesù, nostro Salvatore e Signore, dammi oggi il coraggio, la forza e la speranza come l'hai data al Beato Paolo Manna che diceva: «Mio unico desiderio è di santificare me stesso e di convertire molte anime; ad altro scopo non indirizzo le mie aspirazioni e i miei sforzi; quindi ho la ferma speranza che il Signore non mi negherà il suo aiuto. Egli che ha cominciato l'opera, la compirà. Del resto sono nelle sue mani, faccia di me secondo la sua divina volontà. Sarà sempre da me benedetto... Mio Dio e Padre mio, io credo in voi, accrescete la mia fede. Io spero in voi, non mi abbandonate. Vi amo sopra tutte le cose, fatemi vostro».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per 1a fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

TERZO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

CARITÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l'apostolo Paolo insegnava che chi ama è paziente e generoso, è rispettoso e tutto perdona, dà anche a me tanta carità come al Beato Paolo Manna che ha detto: «Se abbiamo da essere sempre buoni e caritatevoli con i nostri fratelli lo dobbiamo in un modo tutto speciale quando qualcuno di essi è ammalato. Oh! Quali occasioni per praticare la benevolenza e la carità» … «Missionari del Crocifisso, rendiamo amabile anche il soffrire; nascondiamo quando è possibile le nostre pene, le nostre afflizioni e non rendiamo infelici gli altri con i nostri lamenti, con le nostre impazienze ed esagerate pretese».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

QUARTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

e per sua intercessione

rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PRUDENZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, che sei mite e umile di cuore, insegnami a essere prudente come il Beato consigliava: «Non lasciamoci sfuggire nessuna occasione per fare del bene alle anime. . . Nel trattare con tutti si usi forza e dolcezza. Chi sa proporzionare queste due qualità sarà padrone della situazione e dominerà le anime. Solo e sempre bontà è capita. Solo fortezza, tiene lontano i cuori e le persone e si resta soli. Con la fermezza temperata, esternata, mantenuta con la bontà, si ottiene più di quanto si possa sperare».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

QUINTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

GIUSTIZIA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, come sono debole e vulnerabile nel rispettare i beni altrui, fammi vivere sempre la giustizia e avere sentimenti come il Beato Paolo Manna che chiede: «Siate sempre giusti in tutte le vostre relazioni con i cristiani, le ingiustizie non si dimenticano. Nel punire si stia severamente alle disposizioni in uso, e nulla si faccia in questa materia senza l’approvazione del Vescovo, e ciò anche per riguardo ai ragazzi. Bisogna cercare di tenersi bene a contatto con gli indigeni, per conoscerli e guadagnarsi la confidenza».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto, «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.


Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

SESTO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

FORTEZZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, i santi, con la tua grazia, hanno saputo sempre perseverare, anche quando la croce sembrava superiore alle loro forze, ti chiedo anche per me la forza come la chiedeva il Beato: «Gesù mio, io so che dal perseverare nello stato a cui mi avete chiamato dipende in gran parte l’eterna salute dell’anima mia e di un gran numero di altre anime che volete salvare per mezzo mio. Concedetemi, ve ne prego, che io stimi sempre altamente la grazia della mia vocazione e mi tenga sempre cari i sacrifici che vi sono congiunti, Fatemi forte contro ogni tentazione e debolezza mia, affinché io cresca e duri fino alla morte, nello spirito apostolico e risponda in tutto e sempre ai misericordiosi disegni che avete su di me».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

* * *

 

SETTIMO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

TEMPERANZA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, l’inclinazione ai piaceri dei sensi non solo soddisfa, ma stimola pure, dammi la forza per essere santo come a tutti mostra il Beato Paolo Manna: «Lo spirito di sacrificio deve contrassegnare il programma della nostra santificazione personale per tutta la vita». Le grandi santità sono fatte di piccole fedeltà; ma per poter essere fedeli, sempre fedeli, bisogna rendersi abituale e familiare la mortificazione, perché se Gesù è generoso, è anche esigente. «Se veramente vogliamo essere santi, guardiamo al nostro divin modello Gesù. Egli fu il più santo degli uomini perché fu il più sacrificato. Non ci possiamo illudere: il processo della nostra santificazione è un seguito di separazioni, distacchi dolorosi dalle creature e di violenze contro noi stessi».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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OTTAVO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

POVERTÀ. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, non lasciare che i tuoi servi siano attaccati ai beni di questo mondo: «Tutta la vita di Gesù - dice il Beato - è stata una continua lezione di povertà, di distacco, di disprezzo di tutte le cose di quaggiù; questo ha insegnato dalla cattedra della culla, da quella di Nazaret, da quella più alta della croce... Questo ha inculcato anche con la sua dottrina, ed incominciando dalle prime parole di quel mirabile Discorso della montagna: Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli, il Vangelo è, si può dire, il libro del disprezzo dei beni della terra e della valutazione delle cose del cielo».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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NONO GIORNO

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Preghiera

O Dio, grande e misericordioso,

che hai suscitato nella Chiesa

il Beato PAOLO MANNA

apostolo del Vangelo

e promotore dell’unità dei cristiani,

per sua intercessione

 rendici forti nella fede

e operosi nella carità,

moltiplica e santifica i missionari,

affinché tutta la terra

Ti adori e Ti glorifichi,

nei secoli dei secoli.

Amen

Riflessione

PREGHIERA. O Gesù, nostro Signore e Salvatore, il mio desiderio di perfezione mi spinge alla preghiera per entrare in comunione con Te. «L’orazione, dice il Beato Paolo Manna, non è un esercizio intellettuale, ma soprattutto un trattenimento, un colloquio dell’anima con Dio. Essa deve consistere più nell’ascoltare Dio che nel parlare noi a lui. L’oggetto principale dev’essere N.S. Gesù Cristo, la sua persona, i suoi esempi, i suoi insegnamenti, le sue opere, il suo amore. Più che un esercizio intellettuale, più che un esame di coscienza, l’orazione deve avere per fine di sollevare l’anima al di sopra di se stessa e di unirla a Dio, a N.S. Gesù Cristo, solo buono, solo santo. E come dice il Vangelo bisogna sempre pregare, senza interruzione: la necessità della preghiera è fondata sulla necessità della grazia attuale».

Gloria al Padre

Intercessione

Glorioso Gesù, che hai detto «In verità, in verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e la porta

vi sarà aperta», ecco io, per intercessione del Beato Paolo Manna, ti chiedo, ti supplico di volermi concedere la grazia che ardentemente desidero (qualche istante di silenzio...). Te la chiedo, Signore Gesù, per la fede, la speranza e la carità che ha praticata il Beato Paolo Manna, per il suo amore alla Eucaristia, e per la sua grande devozione a Maria Santissima, tua e nostra madre, infine per la sua grande anima missionaria che solo desiderava che si realizzasse il Regno di Dio in tutto il mondo.

Padre nostro - Ave Maria - Gloria al Padre

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QUI POSTULAZIONE #101 - La Befana arriva in Missione

Basta niente per tornare bambini, anche se si è ventiquattrenne e sacerdote da un anno come nel caso di Padre Cesare Mencattini, missionario del PIME in quella Cina dove venne ucciso il 12 luglio 1941.

La prova è nel dono riportato in questa sua lettera scritta da Nam Kwan, prossima a Kaifen dove stava studiando la lingua prima di raggiungere il distretto assegnatogli.

La corrispondenza è indirizzata ai genitori che, inviandogli quanto poteva essergli utile per il fisico, mai avrebbero pensato di regalargli una gioia così grande.

 

J.M.J.

Carissimi genitori,

breve breve, questa volta. Ho appena finito di scrivere due letteroni uno ad Elio ed uno a Pasquale. Ieri, vigilia dell’Epi­fania, giunsero le calze. Proprio la befana, pensai. Non vi so dire quanto fui contento. A prima vista, rimasi un po’ deluso. “Così fini?”, pensai, “Avranno forse creduto che qui sia esta­te?”. Quando le infilai, provai subito che tengono caldo cal­do. Avrei però preferito qualche paio di solettoni, grossi grossi, fatti a mano. Grazie di cuore. Ammiro la diligenza con cui il babbo fece il pacco. Sarebbe però stato meglio spedirlo come campione senza valore. Era troppo facile capire che, invece di stampe, c’era ben altro. Fino a mezzo chilo si può spedire tutto come campione senza valore!

La mamma avrà presto il suo coronone d’argento. Arriverà in Italia ai primi di marzo. Ho spiegato a Don Pasquale come la spedirò.

Non vi posso dare notizie speciali. Sto benissimo e sono sempre contento. Vi ringrazio anche delle 20 lire che mi avete mandato insieme ai danari della Sig.a Campana, Rosina, ecc. Invio un biglietto di ringraziamento a ciascuna.

Qui siamo nel massimo freddo. Sono ben riparato, giacché ab­biamo molta abbondanza di pellicce. In casa ho sempre il fuoco. Sapete che la Cina è molto ricca di carbone e mi costa molto poco.

Dite alla zia che ricevetti il suo letterone. Ad altra volta la risposta. Per ora saluti.

Vi auguro ogni bene.

Vi abbraccio.

Vostro Don Cesare

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QUI POSTULAZIONE #100 - Un “numero 100” dedicato a Maria

Il Beato Giovanni Battista Mazzucconi, martire in Oceania nel 1855, quand’era seminarista dell’Arcidiocesi di Milano dedicò alla Madonna questi versi.

Allora, era il 1845, diciannovenne studente del primo corso di filosofia presso il Seminario di Monza, li inviò a suo fratello.

Quest’oggi, 1° gennaio 2026, nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Qui Postulazione li fa suoi offrendoli nuovamente alla Mamma celeste a ringraziamento del centesimo numero raggiunto, nella gioia di averla sempre accanto come sostegno nel servizio ecclesiale della Postulazione Generale.

A MARIA

Rondinella ch’affannosa

Gemi e voli in queste mura,

Ricercando ove, sicura,

Il tuo nido riposar;

Che vuoi dirmi? Forse anch’io

Devo effondermi, con meste

Voci, e al suon delle tempeste

Una scorta sospirar?

Ah, una madre, a me, dal cielo

Guarda lieta, e mi sorride;

Le mie pene ella divide,

Benedice al mio soffrir.

Ignea spada è la sua mano,

Come un lampo, move il ciglio,

Se l’invoco nel periglio

Fa l’inferno tramortir.

Dolce Madre! In Te riposo,

Fido a Te la sorte mia;

Ah! con Te, qualunque sia,

Sempre cara mi sarà.

Pur che a me non sia negato

D’invocarti al morir mio,

E attestar che tuo son io,

Il morir mi piacerà. 

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QUI POSTULAZIONE #99 - Il Beato Clemente e le sue feste di Natale

Il Natale in Missione è festa di comunità oltre che di famiglia. Ce lo conferma in questo suo articolo il Beato Clemente Vismara, sacerdote del PIME che in Myanmar ha trascorso fino alla morte, nel 1988, sessantacinque dei suoi novantun anni di vita. L’articolo è stato pubblicato nel numero di dicembre 1973 della rivista del suo Istituto “Venga il tuo Regno”.

NATALE IN SACRESTIA

Non c’è da meravigliarsi se nelle grandi solennità della Chiesa, specie del Natale, il missionario che vive nei boschi …lontano dai suoi in un paese che qui gli vuol male senta un pochin di nostalgia e sogni ancor il ceppo di Natale, un oblio lene della faticosa vita e per distrarsi fa un po’ di baccano, vale a dir fa’ festa.

Due anni fa il Natale lo passammo qui in residenza. Tre giorni di festa. Invito a tutti i nostri villaggi, che sono ven­ticinque. Non ricordo quanta gente si radunò qui, so che era­no tanti, si dovette celebrare all'aperto perché nella chiesa non ce ne stava manco la metà. Naturalmente agli ospiti si deve provvedere ogni cosa e gratuitamente.

Si erano costruiti tre capannoni con paglia per dormire, ecc. ecc. Non c'è che dire: è una spesa ed una fatica.

L'anno scorso si sta­bilì di passare il Natale a Suppung, un villaggio a 10 Km. da qui; vi sono trentun famiglie, quasi tutte battezzate. Fu una Conquista del P. Manghisi. È il solo villaggio Shan del Distretto; hanno risaie e non son poveri, tant'è vero che per la festa spesero oltre tremila Kiats.

Furono invitati solo i villaggi attorno a Mongping; invitare i 19 villaggi di Tontà, a oltre 50 Km. da qui, sarebbe sta­to troppo. Per farvi fare una pallida idea del concorso di gente, vi devo dire che furono divorati tre bufali, un bue e due maiali. A me diedero una gallina perché la carne di bufalo è troppo dura per chi non ha denti…

Si stabilì di far Messa solenne cantata, sia alla notte che di giorno. Siccome la gente del villaggio non sa cantare, ai canto­ri provvidi io, cioè portai con me due suore, 63 ragazze e 47 ragazzi – tutti cantori! – ai quali naturalmente poi bisognava dar da mangiare!

Le ragazze dormirono in cantoria, pigiate come sardine e i ragazzi in sacrestia, per terra, con me. Per gli ospi­ti degli altri villaggi furono costruiti parecchi capannoni con tetto di paglia, e per terra ancora paglia per dormire.

Io, con la mia truppa, arrivai troppo presto nel villaggio: mi pare fossero solo le 14. Come occupare il tempo? Riposato un po' e deposte le coperte che ognuno aveva portato, dissi di fare la Via Crucis, poco importa se in tempo natalizio. Avevo pro­messo a chi mi regalava la Via Crucis che la prima volta che si sarebbe fatta con i quadri mandatimi, il merito sarebbe anda­to al donatore. Mi pare che il donatore sia stato P. Mauro, spero che il buon Dio accetti il nostro regalo e conservi sano, salvo e buo­no detto Padre e sappia che dacché mondo è mondo quella fu la prima volta che si fece simile esercizio di pietà fra quei boschi.

A sera di Natale si volle fare la processione con il Santis­simo. Fu zappettato un sentiero attorno alla chiesa. Per la Mes­sa io avevo portato tutto l'occorrente, ma per una processione mancava tutto. E tutto fu inventato. Il baldacchino c'era (un ombrellone bianco con asta di bambù portato dal maestro Nicola), il turibolo c'era, la navicella c’era e si pensò persino a tre bambine che buttavan fiori di bosco al mio passaggio. Insomma, dirvi tutto m'è impossibile. Fui contento.

Domani vado a celebrare il Natale a Pannolung; vengono con me tre uomini, due donne, due suore. Io andrò a casa lunedì, mentre le suore con le due donne si fermeranno in villag­gio ad insegnare il catechismo una settimana. Passeranno poi in altri due villaggi di recente cacciagione.

Auguro a tutti un Buon Natale!

Clemente Vismara, P.I.M.E.

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QUI POSTULAZIONE #98 - Servo di Dio Silvio Pasquali: sacerdote per la diocesi e la missione

Fondatore delle Suore Catechiste di Sant’Anna, alle quali si deve l’avvio della sua causa di beatificazione e canonizzazione, Silvio Pasquali il 17 dicembre 1887, allora ventitreenne. veniva ordinato sacerdote per la Diocesi di Cremona. Vi avrebbe esercitato il ministero fino all’entrata nel Seminario delle Missioni Estere di Milano nove anni più tardi.

Impegnato prima nella Parrocchia di Gerevolta, paesino della campagna cremonese, poi in quella di Sant’Agata nella stessa Cremona, fu «assiduo al confessionale, premurosissimo al letto degli infermi, zelantissimo soprattutto nella difficile cura della gioventù». Notevole fu anche il suo impegno in ambito sociale che lo portò a fondare la Società di Mutuo Soccorso San Giuseppe nella stessa Gerevolta, quindi, il 1° gennaio 1892 quando già si era trasferito, la Società di Mutua Carità tra i Sacerdoti della Diocesi di Cremona tutt’oggi attiva.

Nel 1897, a un anno dalla sua entrata in quello che sarebbe divenuto il PIME, Padre Silvio partì per l’India con destinazione Hyderabad. Aveva sempre voluto partire per le missioni, ma a trattenerlo era il doversi prendere cura dei genitori anziani. Poté farlo solo dopo la morte della mamma, quando affidò il padre ad una persona fidata che potesse assisterlo.

Operò in modo particolare tra gli ultimi della società come i paria e le giovani vedove, dedicandosi instancabilmente alla cura dei malati, al sostegno dei poveri, all’accoglienza di orfani e moribondi. Fu proprio per avere un valido aiuto in queste attività che nel 1914 diede il via alla congregazione religiosa: sei furono le prime novizie indiane preparate dalle Suore di Sant’Anna di Torino che da diversi anni aveva invitato a coadiuvarlo in missione. Appreso il Telegu, fu il primo a tradurre il Vangelo in questa lingua.

Oggi le sue spoglie mortali riposano in India a Pinakadami, prossima a Eluru dove morì e fu sepolto nel 1924. Vi giunsero in occasione della messa di ringraziamento del 13 ottobre 2019 a chiusura della “fase diocesana” della sua causa di beatificazione e canonizzazione col cui inizio, il 3 dicembre 2014, a Padre Silvio Pasquali venne riconosciuto il titolo di Servo di Dio.  

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QUI POSTULAZIONE #97 - Da dieci anni in cammino col Venerabile Ramazzotti

Il 14 dicembre 2015 il Sommo Pontefice ha riconosciuto ufficialmente che Mons. Angelo Ramazzotti ha seguito più da vicino l’esempio di Cristo con l’esercizio eroico delle virtù.

Facendo seguito a quanto espostogli quel giorno dal Cardinal Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, così dichiarò nel coevo relativo “decreto sulle virtù”: «Nel caso presente e per gli scopi prefissi, consta che il Servo di Dio Angelo Ramazzotti, Vescovo di Pavia e Patriarca di Venezia, Fondatore del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, ha esercitato in grado eroico le virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità sia verso Dio che verso il prossimo; e ha esercitato allo stesso modo le virtù cardinali della Prudenza, della Giustizia, della Temperanza e della Fortezza e quelle ad esse annesse».

“In grado eroico” ovvero al di sopra del comune modo di operare degli altri uomini e riconoscibile dalla frequenza, dalla prontezza e dal carattere gioioso con cui ha esercitato quelle virtù ed ha affrontato i grandi sacrifici e gli ostacoli della vita, superandoli con una forza che non veniva da se stesso ma da Dio, mettendo la propria vita completamente nelle sue mani.

Da quel giorno Mons. Angelo Ramazzotti come «Venerabile» – proprio perché “degno di essere ammirato e imitato” come insito nel latino “venerabilis” – è esempio e aiuto sicuro nell’accogliere e seguire la proposta che Dio fa a tutti: «Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo» (Lv. 19,2).

Continuando nel venerarlo privatamente – così come concede dalla Chiesa per i Venerabili –, le sue esaudite intercessioni al Signore per dei miracoli potranno farlo dichiarare Beato e Santo dopo il verificarsi del primo e del secondo di essi.

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PREGHIERA

Grazie, Padre santo, per aver suscitato nel Venerabile Servo di Dio Angelo Ramazzotti un pastore profondamente radicato nel suo popolo, servo dei poveri e generosamente aperto al mondo.

Il tuo Spirito d'Amore lo ha anche guidato nella fondazione del primo istituto missionario italiano, rendendolo così padre e guida di tanti missionari.

Fa' che la Chiesa, proclamandolo beato, possa additarlo come sicuro modello di vita cristiana, sacerdotale e missionaria.

Ti chiedo umilmente di concedermi, tramite la sua intercessione, la grazia di (…).

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Con approvazione ecclesiastica

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QUI POSTULAZIONE #96 - «Se si guardasse ai pericoli… allora addio lavoro missionario»

Settanta anni fa, l’undici dicembre 1955, veniva ucciso Padre Eliodoro Farronato, quarantatreenne missionario del PIME in Myanmar.

Il suo corpo venne ritrovato dopo alcuni giorni di ricerche nel greto di un torrente: solo i piedi apparivano dalle pietre che lo ricoprivano. Recava quattro colpi d’arma da fuoco sul petto e indosso aveva la tonaca lacerata con nelle tasche ancora del denaro perché non si trattò di rapina.

A ucciderlo, forse proprio perché sacerdote, furono i comunisti cinesi del Kuo-Min-Tang.

Gli mancavano allora solo 11 delle 1.600 miglia che aveva deciso di percorrere a cavallo da Kengtung venuto meno il più sicuro passaggio su un camion militare diretto alla sua missione di Mongyong. Lì, infatti, erano di stanza i militari che il governo aveva inviato per contrastare lungo il confine quel movimento reazionario.

Nel luogo di partenza sarebbe tornato dopo le festività per fare gli esercizi spirituali e, come concordato col suo vescovo che lo aveva convocato tre mesi prima, vi avrebbe dato alle stampe la traduzione in lingua Lahu e Akha dei vangeli, delle preghiere e dei canti che aveva completato durante quel breve soggiorno.

I confratelli e i militari lo avevano esortato a rinviare la partenza, ma lui, che voleva essere con la sua comunità per Natale, era partito ugualmente perché, come era solito dire: «Se si guardasse ai pericoli non si andrebbe più in questi paesi e allora addio lavoro missionario».

Il 14 dicembre le sue spoglie raggiunsero Mongyong e l’indomani, dopo gli onori militari e le preghiere rituali officiate dal catechista, iniziarono ad essere visitate dai fedeli in attesa che potessero riposare accanto a quelle del fratello Antonio, morto di febbre nera nel 1931. Anche lui del PIME, era deceduto tre anni prima della sua partenza per la Birmania, l’attuale Myanmar dove l’Istituto gli aveva permesso di continuarvi la missione.

Alcune sue reliquie, assieme ad altre di Padre Antonio, oggi sono custodite accanto alle spoglie dei genitori nel cimitero di Romano d’Ezzellino, paese del padovano con «Via Don Eliodoro Farronato» e una scuola paritaria che porta il nome di «Fratelli Missionari Farronato». 

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QUI POSTULAZIONE #95 - Ramazzotti e la Beatissima Vergine concepita senza peccato

«…coll’autorità del Nostro Signore Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina la quale ritiene, che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione fu per singolare grazia e privilegio dell’onnipotente Iddio, in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è dottrina rivelata da Dio e quindi da credersi fermamente da tutti i fedeli.»

Mons. Angelo Ramazzotti, allora Vescovo di Pavia, così tradusse, nella sua versione in italiano per i destinatari della Lettera Pastorale del 4 febbraio 1855, il cuore della Inefabilis Deus di Pio IX del precedente 8 dicembre: la definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione.

Indirizzata «al Venerabile Clero e Diletto Popolo della sua Diocesi», suo scopo fu quello non solo di presentare ma rendere più agevole la lettura del testo pontificio ricco di riferimenti biblici, patristici e di dichiarazioni e disposizioni proprie della Chiesa di Roma.

Essa servì anche a ribadire l’invito di Pio IX ad «offrire alla Beatissima Vergine concepita senza peccato un tributo di profondissima confidenza nella di Lei potente intercessione». Tant’è che scrisse: «Per assecondare i santissimi inviti del Sommo Pontefice cominciamo dunque, o Venerabili Fratelli, o carissimi Figli, ad offrire alla Vergine SS. il tributo della nostra venerazione. Sia da noi benedetta, esaltata, glorificata questa seconda Madre dei viventi, questa Eva novella, innocente nella sua Concezione, come la prima quando sortì dalle mani del suo Creatore, la quale sua eredità non di colpa, ma una eredità tutta santa tramandò ai suoi figlj. Esaltiamo, glorifichiamo, veneriamo questa Madre Santa del Verbo, avanti alla quale la natura, venerando la Grazia che la aveva prevenuta, stette tremante non osando avanzarsi, come già le acque del Giordano si arrestarono finchè fu passata intatta e trionfante l’Arca del Signore.

Offriamo a questa Madre potentissima di Dio e Madre amorosissima nostra anche il tributo di una vivissima confidenza. Se i figlj ricordansi della Madre, ed esultano nel vederla sfavillare di nuova gloria in questi giorni di trionfo per Lei, come il cuore della Madre, di una tal Madre non sarà tutto per i suoi figlj? Nei pericoli, nelle angustie, nelle necessità, nei dubbj ricorriamo con ogni fiducia a questa Madre di misericordia e di grazie. O Peccatori, voi specialmente scongiuriamo a confidare nell’intercessione di Maria concepita senza peccato, perchè possiate più facilmente ritornare amorosi figlj a quel padre che abbiamo nei Cieli.»

Nella Pastorale, da leggersi «in ogni Parrocchia nella domenica susseguente al giorno in cui verrà ricevuta» riferì anche delle sue due iniziative in ringraziamento per il Dogma: la Confraternita del SS. ed Immacolato Cuor di Maria per la conversione dei peccatori, già istituita presso la Chiesa del Carmine e la Messa – del successivo 8 maggio in Cattedrale – «che verrà da noi pontificalmente celebrata in onore della di Lei Immacolata Concezione.» 

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QUI POSTULAZIONE #94 - Padre Emilio Teruzzi: «Il martirio è una grazia che bisogna meritare!»

Quando a Hong Kong, nell’ottobre del 1942, il suo vescovo gli permise di prendersi nuovamente cura delle comunità cattoliche di Sai Kung e delle altre dell’omonimo distretto nei Nuovi Territori, Padre Emilio Teruzzi, cinquantenne missionario del PIME, già era pronto ad offrire la sua vita per esse, orfane dei loro due sacerdoti cinesi perché trucidati dalle truppe di occupazione giapponesi.

Quelle comunità le aveva viste crescere nella fede da quando, nel 1912, i fedeli di Sai Kung lo accolsero al suo arrivo nella colonia inglese: nove anni, sette dei quali come capo dell’omonimo distretto. Poi dovette lasciarle perché il nuovo vescovo di Hong Kong lo volle come aiuto nella città e in Curia dove fu anche Cancelliere ed Archivista.

Tornandovi sapeva che per loro avrebbe dovuto affrontare tanto l’arroganza degli invasori giapponesi presenti da quasi un anno; quanto il disprezzo degli yui-kit-dui, i guerriglieri comunisti cinesi, perché sacerdote e cittadino di quell’Italia che dal 27 settembre 1940 era divenuta alleata del Giappone.

Poté farlo fino alla mattina del 26 novembre di quel 1942, forse l’ultimo giorno della sua vita.

Fu allora che i guerriglieri gli impedirono di celebrare l’eucarestia in una abitazione di Tai Kung e subito lo portarono al largo della prospicente costa facendo presto scomparire alla vista la loro barca. Ad avvertirli della sua presenza fu un cristiano apostata che viveva a Sai Kung ai tempi dello stesso Padre Teruzzi vedendolo transitare per quello dove abitava.

Il suo corpo fu ritrovato una settimana dopo lungo le rive di un villaggio poco distante da Tai Kung. Col volto rovinato dalla prolungata permanenza in mare, venne riconosciuto grazie anche a un dente d’oro e ai «calzini portati dagli europei». Le gambe erano ancora strette dalla corda servita a farlo affondare con un masso staccatosi e il cranio recava diverse fratture dovute ai colpi di pietra coi quali era stato ucciso.

Sepolto a Sam Chung, il luogo del ritrovamento, ora riposa a Hong Kong nel cimitero di Happy Valley. Vi fu traslato il 15 febbraio 1947, dopo una celebrazione nella Cattedrale dell’isola con grande manifestazione di popolo, clero e istituti religiosi. Furono presenti anche i boy scout per i quali si era molto impegnato anche come assistente spirituale.

Sulla tomba nessun epitaffio, ma giusto posto avrebbero potuto trovarvi le parole dello stesso Padre Teruzzi che furono suo riferimento nella vita: «Il martirio è una grazia che bisogna meritare!». Anche perché, come scrisse un confratello, «le sue virtù, la sua costanza nella vocazione, la sua dedizione assoluta al bene delle anime gli meritarono la sua umile segreta aspirazione». 

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QUI POSTULAZIONE #93 - Nel pozzo della morte… la vita offerta per la Missione

Il pozzo è quello del villaggio cinese di Dingcun. La vita, invece, è quella di Antonio Barosi, Gerolamo Lazzaroni, Mario Zanardi e Bruno Zanella, tutti sacerdoti del PIME, che la persero in quel pozzo il 19 novembre 1941, quando la Cina già combatteva contro il Giappone.

Morirono non solo perché preti, per di più stranieri che vivevano nel teatro di guerra, ma anche per essere cittadini di quell’Italia che da quasi un anno era in guerra con la Cina. Il 27 settembre 1940 era infatti divenuta alleata non solo dei tedeschi ma anche dei giapponesi.

Ad ucciderli, infatti, furono i militari cinesi che in quella domenica di novembre giunsero al villaggio per incontrare i missionari che vi abitavano e vi trovarono anche Mons. Barosi. Da poco nominato Amministratore apostolico della Diocesi di Kaifeng ne stava visitando i villaggi, poi si sarebbe recato a Pechino per essere consacrato vescovo. Per questo motivo era in possesso di un salvacondotto rilasciatogli dai giapponesi e ciò aumentò l’odio nei confronti non solo suoi ma anche degli altri sacerdoti. Al villaggio era giunto il giorno precedente, da qualche ora aveva terminato di amministrare le cresime e al momento aveva appena terminato di pranzare coi confratelli.

Interrogati separatamente, furono poi torturati in diverse parti della residenza ed infine gettati nel pozzo.

Primo fu Padre Gerolamo quand’era ancora in vita, poi Mons. Barosi e Padre Zanardi, con orecchie e bocca riempite di carta, già feriti in chiesa dove furono rinvenute macchie di sangue. Da quanto successivamente appreso, essi erano stati strangolati colle mani. Ultimo fu Padre Zanella torturato versandogli in gola acqua bollente e petrolio. Quanti dall’esterno della residenza poterono seguire di nascosto al triste evento dissero di aver sentito Padre Zanella chiamare “zhujia” (vescovo) e anche “niang! niang!” (madre!). Aggiunsero inoltre che, quando i soldati spinsero padre Lazzaroni fuori della sacrestia, egli tentò di abbracciarsi all’albero che era vicino al pozzo della residenza, ma fu percosso brutalmente.

Il domestico di Mons. Barosi, che era rimasto con lui nell’abitazione, fu solo incappucciato, mentre il cuoco della missione, dalla cucina dove si era nascosto, assistette alle torture. Entrambi erano cinesi scampati alle violenze dei militari a riprova che l’odio di quest’ultimi era solo nei confronti degli italiani.

Sentimento, quello di chi li uccise, che fece scrivere al Superiore Generale del PIME appena giuntagli la notizia della morte dei sacerdoti: «L’essere stroncati barbaramente come nemici, sapere fraintesa l’opera nostra, finire questi pochi giorni con l’insulto e lo strazio di chi gode di veder soffrire la vittima, non può che addolorare profondamente me e tutti i confratelli vicini e lontani».

Mons. Barosi aveva quarant'anni ed era in Cina da sedici; Padre Zanardi, trentasettenne da pochi mesi, vi risiedeva invece da quattordici anni; Padre Zanella, trentaduenne, aveva cinque anni di Missione cinese alle spalle; Padre Lazzaroni, ventisettenne, in Cina aveva trascorso solo due anni. 

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