QUI POSTULAZIONE #109 - Duecento candeline per il Martire di Woodlark
Era un mercoledì quel 1° marzo 1826 quando è nato Giovanni Battista Mazzucconi.
I primi vagiti li diede a Rancio, allora Comune del Distretto di Saronno nel Regno Lombardo Veneto, nella casa di Giacomo e Annamaria Scuri, che prima di lui avevano avuto otto figli e ne avrebbero avuti altri tre dopo quella nascita.
Erano le «ore tre di notte circa», come riportato nel certificato di battesimo del giorno seguente. Ovvero attorno alle ore 21, perché allora la giornata iniziava al tramonto, che nel mese di marzo è alle sei circa.
Il sacramento lo ricevette il giorno successivo nella parrocchiale di Santa Maria Gloriosa dal parroco Don Luigi Buttironi.
Sua madrina fu la primogenita sedicenne Lucia, che cinque anni dopo fu anche la prima della sua famiglia ad entrare in religione. Una sorella, infatti, la seguì tra le Orsoline, mentre altre due presero l’abito delle Marcelline e delle suore di Maria Bambina; dei fratelli, invece, due divennero Barnabiti e un terzo, il futuro martire, divenne sacerdote del Clero di Milano il 25 maggio 1850.
A poco più di due mesi da quell’ordinazione, Giovanni Battista giunse a Saronno per dare avvio al Seminario delle Missioni Estere nell’ex convento di San Francesco divenuto proprietà del Fondatore Mons. Angelo Ramazzotti, già vescovo di Pavia e da poco eletto patriarca di Venezia.
Lo avrebbe lasciato due anni più tardi per partire per l’Oceania, non prima di aver manifestato, o “protestato” come si diceva allora, a nome anche dei confratelli partenti con lui, il desiderio «di addoperarmi a costo di qualunque sacrificio, di qualunque fatica o disagio, v’andasse pur anche la vita, per la salvezza di quelle anime sventurate che costano esse pure tutto il sangue della Redenzione».
È la “Protesta” che, con lieve modifica del testo, viene tutt’oggi recitata dai membri del PIME quando ricevono il Crocifisso missionario durante la cerimonia della Partenza.

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