MARTIRI

Dal 1850 a oggi sono 19 i missionari del PIME che hanno conosciuto il martirio.

Nel 1855 in Oceania viene ucciso il beato Giovanni Battista Mazzucconi, primo martire dell’istituto.

Nel 100 in Cina durante la rivolta dei Boxer viene ucciso sant’Alberico Crescitelli. A cavallo tra il 1941 e il 1942, in un contesto storico delicatissimo, sempre in Cina avviene il martirio di padre Cesare Mencattini, monsignor Antonio Barosi, padre Girolamo Lazzaroni, padre Mario Zanardi, padre Bruno Zanella, padre Carlo Osnaghi e padre Emilio Teruzzi.

Tra il 1950 e il 1955 hanno pagato con la vita la loro testimonianza di fede altri cinque missionari del Pime nella turbolenta Birmania (oggi Myanmar): oltre al beato Mario Vergara, i padri Pietro Galastri, Alfredo Cremonesi, Pietro Manghisi ed Eliodoro Farronato.

Nel 1972 in Bangladesh è stato ucciso padre Angelo Maggioni; nel 1974 a Hong Kong padre Valeriano Fraccaro.

Negli ultimi decenni sono stati uccisi nelle Filippine i padri Tullio Favali (1985), Salvatore Carzedda (1992) e Fausto Tentorio (2011), a conferma che il martirio appartiene alla vicenda missionaria di sempre.
Queste tre ultime uccisioni rispecchiano lo stile di presenza del Pime nel Paese e le modalità di testimonianza missionaria adottata, ieri come oggi: la denuncia dei soprusi dei potenti, la volontà di stabilire un dialogo costante fra cristiani e musulmani e, infine, la lotta in favore dei tribali e dei loro diritti.

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