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QUI POSTULAZIONE #72 - Ricordando un inizio

Il 18 giugno 2004 a Crema è stata aperta l’inchiesta diocesana per il Servo di Dio Alfredo Cremonesi, sacerdote del PIME beatificato il 19 ottobre 2019.

A presiederla è stato l’allora vescovo cremasco Angelo Paravisi, alla cui diocesi la Congregazione delle Cause dei Santi aveva trasferito – da quella birmana di Taungngu – la competenza della Causa di beatificazione e canonizzazione del missionario morto a Donoku il 7 febbraio 1953.

Grazie ai documenti raccolti e alle testimonianze escusse – alcune in rogatoria nella stessa Taungngu – è stato possibile preparare la Positio super martyrio, strumento di lavoro nella successiva “Fase romana” dell’iter processuale tenutosi a Roma.

Il tutto dopo il Decreto di validità degli atti del processo diocesano datato 9 febbraio 2007.

 

Preghiera al Beato

Ti rendiamo grazie Dio, nostro Padre,

per averci donato padre Alfredo Cremonesi,

sacerdote missionario e martire.

Per amore del tuo figlio Gesù,

egli ha voluto spendere la sua vita

nell’annuncio del Vangelo alle genti

e nell’amore senza riserve per i fratelli.

Per sua intercessione,

nella potenza dello Spirito Santo,

suscita ancora in tutto il popolo dì Dio

annunciatori forti e miti della parola che salva,

testimoni coraggiosi

della fede che vince il mondo;

e fa’ che possiamo vivere

come discepoli missionari

per diffondere in ogni parte della terra

la gioia del Vangelo.

Beato Alfredo Cremonesi, prega per noi.

Amen.

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QUI POSTULAZIONE #71 - Uno specchio… per compagno di Missione

Nella sua Birmania, che lo ha accolto novello sacerdote nel 1924, Clemente Vismara ha vissuto fino al 15 giugno 1988. È lo stesso giorno in cui se ne celebra la memoria liturgica dopo la sua beatificazione a Milano il 26 giugno 2011.

Tanto se ne sentiva parte da scrivere quando sorsero problemi per il rilascio del passaporto: «Che malinconia! Sono ormai 50 anni che mi trovo in Birmania e questa gente ancora non è persuasa ch’io sia un galantuomo di Agrate, non un sovversivo, ma un uomo di fiducia. C’erano gli inglesi, sono scappati ed io rimasi sul posto. Vennero i cinesi, sono scappati ed io rimasi sul posto. Vennero i siamesi, sono scappati ed io rimasi sul posto. Vennero i giapponesi, sono scappati e io rimasi sul posto. Vennero i birmani, ed io mi trovo ancora sul posto e per quante restrizioni possano fare, non intendo cedere alla mia consegna. Naturalmente io dubito della mia fortezza, ma oggi come oggi desidero morire collo zaino in spalla».

Coerente al suo «Cerchiamo di far sempre del bene: è per questo che siamo al mondo», partendo da zero ha realizzato quanto necessario per la gente di quella terra che ora è il Myanmar: in particolare case per accogliervi i bambini, in gran parte orfani, per i quali si è prodigato sempre col sorriso. Lo ha fatto dal 1955 a Mongping e ancor prima a Mongling, sua destinazione originaria da dove scrisse: «Sono l’unico cristiano nel giro di 100 e più chilometri, il prete più vicino è lontano sei giorni a cavallo. Se voglio vedere un altro battezzato, debbo guardarmi nello specchio».

È stato un sorriso che rasserenava e coinvolgeva il prossimo così come è stata per lui la preghiera che lo ha accompagnato nel suo ministero: dal Rosario recitato assieme ai ragazzi, alle orazioni andando per la foresta. Ma ancor di più la silenziosa adorazione dinanzi al Tabernacolo, la stessa che nel 1937 gli ha fatto appuntare: «Seduto nell’oscurità in fondo alla chiesa. Tutto solingo, ipnotizzato dal lumino che arde a fianco del Padrone della Messe, amo anch’io fermarmi là seduto, quieto, immobile per lungo tempo».

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La Preghiera

Marzo 1937


Come un baco da seta che allunga e dimena il capo in cerca di un ramo ove salire e costruire il proprio bozzolo,
anch’io vado in cerca di una compagnia. Sempre da solo non si sta bene, l’uomo è un essere socievole, la solitudine
(gran bella cosa) può divenire anche inumana e dannosa. […]
Stando così le cose, io il rosario lo dico sempre in compagnia. A sera, verso le sei, un mio orfanello, tira la
campana, tutti gli altri in fila per due entrano in chiesa ed anch’io, come tutti, rispondo alle «Ave Marie» che recita
un ragazzo a turno di settimana. Per sette giorni si recita il rosario in lingua shan, altri sette in lingua mushò e altri
sette in lingua ikò. Se lo recitassi nella lingua di mia madre forse capirei di più, mi sembrerebbe più devoto; ma
preferisco pregare in compagnia e alzo anch’io la mia voce forte per farmi sentire dagli uomini e da Dio.
Ultimo ad entrare in chiesa, è naturale che sia pure l’ultimo ad uscirne. La sera ha sempre come compagna la
stanchezza; è alla sera che si gusta la quiete. Seduto nell’oscurità in fondo alla chiesa, tutto solingo, ipnotizzato dal
lumino che arde a fianco del Padrone della Messe, amo anch’io fermarmi là seduto, quieto, immobile per lungo
tempo. Non mi scocciate. Troppo spesso mi capita (lo confesso sinceramente) di schiacciarvi anche un pisolino
finché qualche mio orfanello, tirandomi per la sottana, mi viene a disturbare: «Padre, non vai a dormire?». «Ma non
vedi che dormo già!».

* * *

Volete pregare, oltre che alla notte, anche tutto giorno? Liberi, liberissimi di farlo nel tempo e nel modo che vi
sembra migliore.
Dicono che il più forte aiuto della preghiera sia il silenzio Volete più bel silenzio di qui? Qui chi parla e capisce
l’italiano (o milanese) sono io solo. In residenza si usano quattro lingue differenti: lo shan, l’ikò, il mushò e qualche
volta l’inglese. Causa la pluralità di lingue, l’eloquenza viene a mancare, e capita anche di non riuscire a farsi
intendere, pur avendo tanto studiato. Qui c’è il silenzio... naturale, sì parla per necessità. Non trovando gente di
ugual casta alla mia, il riserbo, la gravità vengono da sé. […]


* * *

Il tempo più bello e più patetico per pregare, ho detto, è la sera. Forse voi v’immaginavate al mattino quando si
celebra la S. Messa.
Al mattino, sia per il clima e sia per non so quale motivo, si è così balordi e intontiti che per risvegliarsi, almeno
normalmente, ci vuole un bagno turco o delle spugnature bollenti al fil della schiena.
Alla sera, invece, seduto su di uno sgabello là in fondo alla mia chiesetta, tra quelle quattro mura spoglie, si
prega bene. Allora, benché tutto solo, siamo in tre: Dio, la lampada e io.
Che silenzio sepolcrale e divino! Il mio occhio, più che a Dio, si fissa nella lampada e non sa staccarsene. Che
volete che dica? Più che dire si sente!
Che cosa si sente?
Non so, ma si sente…, la tranquillità piena, sicurezza di riuscita, rassegnazione soave e pacata, timore né di
vivere, né di morire. Il dolore e la gioia sono fili uguali che s’intrecciano e si confondono come in una bella trina.
Indifferenza di uomini e di cose. Desideri spenti. I morti diventan vivi e i vivi sono morti ugualmente presenti.
Paura di nulla e di nessuno. Coraggio di proseguire animosi nel cammino sicuro che conduce alla fine. E la fine non
fa spavento, perché, di tutto quanto me stesso, sol mi rimane un corpo stanco, ma vivace. […]

* * *

Altro tempo bello e sentito per la preghiera è in mezzo alla foresta, ancora di sera. I cavalli legati sotto la pianta
vicina con tre o quattro ragazzetti, tutti vicini, come pulcini sotto la chioccia, inginocchiati sulla nuda terra, con le
mani giunte, davanti a un posticcio giaciglio, forse coi piedi feriti, certamente stanchi, noi ci sentiamo tanto piccini
tra quei tronchi di piante secolari la cui chioma s’agita pigra e solenne al vento, con un fruscio misterioso, quasi
insidioso […]
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Clemente Vismara, La perla… sono io, PIME, 1953, pp. 149-151

 

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QUI POSTULAZIONE #70 - Il Mese di Maria. Meditazioni quotidiane

Il Mese di Maria. Meditazioni quotidiane

Il Mese di Maria. Meditazioni quotidiane è il titolo del fascicolo che la Postulazione Generale del Pime ha dato alle stampe in occasione del mese mariano appena trascorso.

Le copie, stampate in tiratura limitata, sono state destinate principalmente alle Case dell’Istituto con chiese pubbliche. Il desiderio è stato quello di dare ai fedeli la possibilità di conoscere la spiritualità mariana del Beato.

Di questa pubblicazione – dalla quale sono stati tratti i testi inviati quotidianamente tramite Qui Postulazione – abbiamo anche realizzato la versione digitale.

È quella che con piacere vi condividiamo.

Dalla Postulazione

Massimo Casaro e Paolo Labate

ALLEGATO

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QUI POSTULAZIONE #68_31 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXXI

Regina sine labe originali concepta

Prescelta nell’eternità a Madre del Re della gloria. Maria fu concepita nel tempo colla pu­rezza del giglio, emula, per la grazia originale, dell’integrità d’Eva candida figliuola della mano stessa di Dio; anzi, di Eva più bella e più grande agli occhi del Signore. Una grazia, affatto straor­dinaria e singolare, anticipato effetto della pros­sima redenzione, la preservava dall’universale ruina, in cui eran caduti tutti i figli di quell’in­felice nostra progenitrice, Eva, la madre dei vi­venti. Davanti al candore di Maria, qual misera­bile paragone presenta il nostro cuore, generato nella colpa, così pieno d’imperfezioni e peccati! Oh! domandiamo a Maria la grazia d’accostarci, sempre più, alla purezza del suo; promettiamole pentimento de’ falli passati, e vigile custodia del cuore per l’avvenire.

Perciò, oggi, ci confesseremo e comunicheremo, ad onore di Maria, pregandola ad ajutarci nel purificare ed adornare il cuore. — Regina sine labe originali concepta, ora pro nobis.

Giorno di chiusa

La Madre nostra ci ha fatti grandi favori in questo mese, col permettere che l’avessimo ad offrire a lei, come il fiore della stagione più bella; coll’invitarci a praticare tanti atti di virtù; collo svegliare, mediante le sue benedizioni, il cuore alla pietà ed alla divozione; col farci partecipare ai Santi Sacramenti, e col disporci a  meglio  ono­rarla  per l’innanzi nella recita delle sue Litanie. Ma noi, come vi abbiamo corrisposto? Quale fu la nostra gratitudine? Pensiamoci un poco, e poi, umiliamoci per gli svagamenti del nostro cuore incostante; e domandiamole perdono, come un figlio che ha amato troppo poco sua madre.

Oggi chiudiamo il Mese con la recita delle Li­tanie della Madonna e del Te Deum in ringra­ziamento a Dio ed a Maria di tanti doni.

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LITANIE DELLA MADONNA

 

Signore, pietà. Signore, pietà. 

Cristo, pietà. Cristo pietà.

Signore, pietà, Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre del cielo, che sei Dio, abbi pietà di noi. 

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, 

Spirito Santo, che sei Dio, 

Santa Trinità, unico Dio,

Santa Maria, prega per noi.

Santa Madre di Dio, 

Santa Vergine delle vergini, 

Madre di Cristo, 

Madre della Chiesa, 

Madre di misericordia, 

Madre della divina grazia, 

Madre della speranza, 

Madre purissima, 

Madre castissima, 

Madre sempre vergine, 

Madre immacolata, 

Madre degna d’amore, 

Madre ammirabile, 

Madre del buon consiglio, 

Madre del Creatore, 

Madre del Salvatore, 

Vergine prudente, 

Vergine degna di onore, 

Vergine degna di lode, 

Vergine potente, 

Vergine clemente, 

Vergine fedele, 

Specchio di perfezione, 

Sede della Sapienza, 

Fonte della nostra gioia, 

Tempio dello Spirito Santo, 

Tabernacolo dell’eterna gloria, 

Dimora consacrata di Dio, 

Rosa mistica, 

Torre della santa città di Davide, 

Fortezza inespugnabile, 

Santuario della divina presenza, 

Arca dell’alleanza, 

Porta del cielo, 

Stella del mattino, 

Salute degli infermi, 

Rifugio dei peccatori, 

Conforto dei migranti,

Consolatrice degli afflitti, 

Aiuto dei cristiani, 

Regina dei patriarchi, 

Regina dei profeti, 

Regina degli Apostoli, 

Regina dei martiri, 

Regina dei confessori della fede, 

Regina delle vergini, 

Regina di tutti i santi, 

Regina concepita senza peccato, 

Regina assunta in cielo, 

Regina del rosario, 

Regina della famiglia, 

Regina della pace,

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,  

perdonaci, Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, 

ascoltaci, Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio.  

E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

PREGHIAMO 

Concedi ai tuoi fedeli, 

Signore Dio nostro, di godere sempre

la salute del corpo e dello spirito, 

per la gloriosa intercessione 

di Maria santissima, sempre vergine, 

salvaci dai mali che ora ci rattristano 

e guidaci alla gioia senza fine. 

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

 

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TE DEUM

 

Noi ti lodiamo, Dio *

ti proclamiamo  Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *

il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *

e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico figlio, *

e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *

eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *

per la salvezza dell’uomo.

  Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *

in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *

pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *

non saremo confusi in eterno.

Amen.

 

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QUI POSTULAZIONE #68_30 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXX

Regina Sanctorum Omnium

Come è grande la gloria di Maria in Paradiso! Là, presso la Trinità Santissima, sta una Donna; essa è la mia Madre; è Maria. Più risplendente del sole, più bella d’ogni creatura; compie le glorie de’ Santi, e sta sovra tutti. Gli Angioli la inchinano e la servono; i Santi son beati di porsi vicino a’ piedi suoi; la onorano Regina. É loro Regina davvero, ma è anche Regina nostra. E tu, mio cuore, come la stimi, la onori e glorifichi? Come hai caro parlar di lei, pregarla, rendertela amica? Se ne odi il nome, ti risvegli a sentimenti di gioia, o saresti di quelli che il suo nome l’hanno sempre sulle labbra, ma non ne hanno amore? Il mese a lei consacrato è quasi finito: promettile che non sarà però finito l’ossequio del cuore, e la sudditanza a si degna Regina.

Oggi l’onoreremo col recitare tre volte la Salve Regina — Regina Sanctorum omnium, ora pro nobis.

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SALVE REGINA

Salve, Regina,

Madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo,

esuli figli di Eva.

A te sospiriamo, gementi e piangenti

in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra,

rivolgi a noi gli occhi

tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,

il frutto benedetto del tuo Seno.

O clemente, o pia,

o dolce Vergine Maria!

Amen.

 

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QUI POSTULAZIONE #68_29 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXIX

I confessori e le vergini si sono santificati o nella pace del chiostro, o nella vita privata, o nell’attendere al bene dei fratelli e della Chiesa; confessando così la gloria di Dio, o conservando il bel fiore della verginità. E Maria si è spinta tanto avanti in queste maniere di santità, da rie­scire, senza comparazione, superiore a tutti. Essa passò il suo tempo, e nella pace del tempio del Signore, e nel ritiro della sua casa; benefica verso i parenti, attenta al bene della Chiesa, e di tutti, come corredentrice del mondo. Anche noi siam chiamati a questa vocazione di confessori o di vergini; e bisogna che teniamo gli occhi volti alla nostra Regina, per camminare sui passi suoi.

Oggi reciteremo, ad ottenere questa grazia, l’Ave Maris Stella — Regina Confessorum, ora pro nobis.

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AVE MARIS STELLA

Ave, Stella del mare, Madre di Dio,

sempre Vergine, Felice porta del cielo.

Nell’accogliere quell’Ave dalla voce di Gabriele,

rafforzaci nella pace, mutando il nome di Eva.

Spezza le catene ai peccatori, dona la vista ai ciechi,

allontana i nostri mali, implora ogni bene.

Mostra che tu sei madre: per tua intercessione

accolga le preghiere Colui che,

nato per noi, volle essere tuo.

O Vergine unica, mite fra tutte le donne,

rendi anche a noi, liberati dalle colpe, miti e casti.

Assicuraci una vita pura, preparaci un cammino sicuro,

affinché, contemplando Gesù, possiamo sempre gioire insieme.

Sia lode a Dio padre,

gloria a Cristo Altissimo,

 allo Spirito santo,

alla Trinità sia un unico onore.

Amen.

 

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QUI POSTULAZIONE #68_28 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

l Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXVIII

Regina Apostolorum — Regina Martyrum

Chi era il consiglio e la forza degli Apostoli, dopo che Gesù Cristo ebbe lasciata la-terra, se non Maria? Essa viveva con loro; a Lei facevan ricorso per ogni bisogno: Lei onoravano come loro Signora; Lei, la Madre del loro Maestro. Alla sua scuola si formarono gli Apostoli; come alla scuola de’ suoi dolori si formarono i Martiri, che tenendo il guardo volto alla croce, non potevano non vedervi ai piedi Maria che, dopo il Figlio, superò tutti quanti i martiri nei patimenti. Alla sua scuola veniamo anche noi quando abbiam bi­sogno di consiglio o di forza, o quando siamo afflitti, per impararvi il patire con pazienza e con merito.

Oggi onoriamo Maria addolorata colla recita dello Stabat Mater e con ripetere spesso fra il giorno: Regina Apostolorum, Regina Martyrum, ora pro nobis.

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STABAT MATER

La Madre addolorata stava

in lacrime presso la Croce

mentre pendeva il Figlio.

E il suo animo gemente,

contristato e dolente

era trafitto da una spada.

Oh, quanto triste e afflitta

fu la benedetta

Madre dell’Unigenito!

Come si rattristava, si doleva

la Pia Madre vedendo

le pene del celebre Figlio!

Chi non piangerebbe

al vedere la Madre di Cristo

in tanto supplizio?

Chi non si rattristerebbe

al contemplare la pia Madre

dolente accanto al Figlio?

A causa dei peccati del suo popolo

Ella vide Gesù nei tormenti,

sottoposto ai flagelli.

Vide il suo dolce Figlio

che moriva abbandonato

mentre esalava lo spirito.

Oh, Madre, fonte d’amore,

fammi provare lo stesso dolore

perché possa piangere con te.

Fa’ che il mio cuore arda

nell’amare Cristo Dio

per fare cosa a lui gradita.

Santa Madre, fai questo:

imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso

fortemente nel mio cuore.

Del tuo figlio ferito

che si è degnato di patire per me,

dividi con me le pene.

Fammi piangere intensamente con te,

condividendo il dolore del Crocifisso,

finché io vivrò.

Accanto alla Croce desidero stare con te,

in tua compagnia,

nel compianto.

O Vergine gloriosa fra le vergini

non essere aspra con me,

fammi piangere con te.

Fa’ che io porti la morte di Cristo,

fammi avere parte alla sua passione

e fammi ricordare delle sue piaghe.

Fa’ che sia ferito delle sue ferite,

che mi inebri della Croce

e del sangue del tuo Figlio.

Che io non sia bruciato dalle fiamme,

che io sia, o Vergine, da te difeso

nel giorno del giudizio.

Fa’ che io sia protetto dalla Croce,

che io sia fortificato dalla morte di Cristo,

consolato dalla grazia.

E quando il mio corpo morirà

fa’ che all’anima sia data

la gloria del Paradiso.

Amen.

 

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QUI POSTULAZIONE #68_27 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXVII

Regina Angelorum — Regina Patriarcharum
Regina Prophetarum

Gli Angioli discesero a Maria, ancora sulla terra, come semplici messaggeri della volontà di Dio su di lei; e, dopo la morte, l’assunsero risorta in Paradiso. Qual giubilo, quali cantici al suo en­trarvi! quali espressioni di profondo ossequio! Essi la proclamano loro regina. Si, Ave, o Regina degli Angioli, veramente beata e degna; a cui guardavano i lontani patriarchi, aspettando il Ri­paratore; che prenunciavano i Veggenti nelle loro estasi profetiche, prenunciata già prima dalla bocca di Dio medesimo! Ma essa non apparteneva al mondo che per salvarlo; non aveva niente del tristo suo spirito; essa, che sorpassava in grazia e virtù Angioli, Patriarchi e Profeti. Eppure era della medesima tua natura, o mio cuore; onde ben vedi come la puoi e la devi imitare. Promet­tile, adunque, di fuggire sempre le false massime del mondo, e di non lasciarti corrompere dall’aria pestilenziale di quello.

Oggi le domanderai lo spirito di Dio, col re­citare l’Ave Regina Cælorum. — Regina Angelorum, ora pro nobis.

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AVE REGINA CÆLORUM

Ave, Regina dei cieli,

ave, Signora degli Angeli;

salve, o radice, salve, o porta

da cui sorse la luce per il mondo.

Gioisci, vergine gloriosa,

splendida sopra tutti;

salve, o sommamente degna,

e supplica Cristo per noi.

Amen.

 

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QUI POSTULAZIONE #69 - Morire perché cattolici e desiderosi della pace

Morire perché cattolici e desiderosi della pace

Settantacinque anni fa morivano a Shadaw – villaggio della allora Birmania, ora Myanmar– il catechista Isidoro Ngei Ko Lat e i sacerdoti del PIME Mario Vergara, responsabile della Missione, e Pietro Galastri, suo collaboratore.

A ucciderli, all’alba di quel 25 maggio 1950, furono gli uomini di uno dei gruppi armati contrari al governo formatosi all’indomani dell’indipendenza del Paese avvenuta due anni prima. Appartenenti all’etnia minoritaria cariana non coinvolta nell’amministrazione del Paese, per loro i missionari erano dei nemici perché sostenitori del dialogo con quella birmana della classe dirigente e sostenitori della pace tra le parti. Ma ancor di più erano loro avversi perché cattolici.

Tutti e tre vennero fucilati nel vicino bosco raggiunto dopo circa venti chilometri di marcia forzata e i loro corpi gettati nel fiume Salween, ognuno in un sacco fatto scomparire dalla corrente.

Padre Mario e Isidoro erano caduti nell’imboscata tesa loro quando avrebbero dovuto incontrare il rappresentante governativo locale, filoreazionario, per perorare la liberazione di un catechista catturato dai ribelli e destinato a morte certa. Padre Pietro, invece, era stato catturato mentre si trovava in preghiera nella chiesa del villaggio assieme a un gruppo di ragazzi.

La loro morte è stata veramente martiriale, anche se l’esser avvenuta in odium fidei è stato conclamato solo per Padre Mario e Isidoro riconosciuti Beati il 24 maggio 2014. Per Padre Pietro, infatti, non è stata finora avviata alcuna Causa di beatificazione e canonizzazione.

Morto a due anni dall’arrivo nella nativa Birmania di Isidoro, laddove il confratello Mario vi giunse nel 1934, così egli rese partecipi i suoi familiari della bellezza di essere missionario in quella parte del mondo: «La vita è difficile ma in nome di Dio si tira avanti! Come passo il tempo? Ecco: lavoro, delusioni, privazioni... Si lotta con le labbra fra i denti e lo sguardo in alto. Mi avete creduto morto e sepolto?! Invece sono ancora vivo, anzi sano, sanissimo, robusto e forte! Piuttosto P. Vergara soffre della sua malaria cronica. Che il Signore me lo conservi! Lavorare di giorno, vegliare di notte, non importa. Ma restare soli! Questo no, no! Anch'io ne ho passate delle belle, ma sempre bene, con fortezza e coraggio! Tutta grazia di Dio, ottenuta dalle vostre preghiere. E sono contento, anche quando il cuore sanguina! Non mi è mai venuta la tentazione di pentirmi di essere venuto qui! Oh, miei cari, in mezzo ai dolori, alle tribolazioni e privazioni di ogni genere, ci si sente sempre contenti, gioiosi. Se c'è un momento di oppressione, subito con uno sguardo in alto, ci sentiamo forti e decisi a tutto!».

 

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QUI POSTULAZIONE #68_26 Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Il Mese di Maria col Beato Mazzucconi

Giorno XXVI

Auxilium Christianorum

Un giorno, l’Europa tremava alla vista d’un popolo infedele, che armato s’avanzava per gua­starla. I nostri eran pochi, ma con loro era Maria. Il Pontefice, in Roma, ne previde la vittoria, e l’annunciò. I popoli, liberati dal più spaventoso pericolo, sollevarono da ogni spiaggia il cuore riconoscente alla buona Vergine; e allora si istituì la festa del Santo Rosario, allora si comandò ogni giorno un pubblico saluto alla Madonna, allora si posero nelle litanie queste parole: Auxilium Christianorum, ora pro nobis. Così le li­tanie sono come la storia delle umane miserie, e del materno soccorso: esse si aumentano col­l’aumentarsi dei favori di Maria agli uomini. Nemici, e potenti, e scaltri, attaccano anche ora la Chiesa di Dio, e minacciano la purezza della fede e del costume. Oh! invochiamo il soccorso dei cristiani: lo abbiam nel cielo, è Maria.

Oggi reciteremo una volta il Credo, raccoman­dando a Maria la nostra fede. — Auxilium Chri­stianorum, ora pro nobis.

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CREDO

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

Amen.

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