Dio Padre creò l’universo, affinché nell’universo si manifestasse la gloria e la misericordia del Figliuol suo, quando avrebbe preso carne. Ma, a compire questo disegno, era necessario che una creatura divenisse madre del Figliuolo che con lui disponeva ogni cosa, Creatore esso pure. Maria dunque stava da tutti i secoli innanzi alla mente divina quale mezzo da Lei destinato ad effettuare gli alti consigli dell’amore. Onde con ragione la Chiesa canta della Vergine, che ella era vicina al Creatore, quando sospendeva l’universo, e con Lui trastullavasi ogni giorno, scherzando nel disporre la terra; e la invoca Madre del Creatore.
Oggi, ogni volta che volgeremo lo sguardo al cielo o alla vasta natura, diremo: Mater Creatoris, ora pro nobis.
Nella persona della Vergine i portenti si accumulano. Nasce da parenti soggetti al peccato, e la sua nascita è immacolata. Diventa Madre, e la sua Verginità risplende più luminosa e pura. Muore, e la sua carne verginale risente subito il palpito d’una vita seconda e beata. Tre volte la natura, in faccia a Maria, vide spezzate le sue leggi; tre volte dovette maravigliarsi e tacere. Dio radunava tanti misteri nella Vergine per renderla Madre Ammirabile, ammirabile alla terra e al cielo. Quanto non dovremmo noi fissarci in Lei, ossequiarla, imitarla, per essere degni figli di tanta Madre!
Oggi, ad ogni entrare in Chiesa, volgeremo un momento il pensiero agli ammirabili privilegi di Maria, e reciteremo tre volte l’Ave Maria. — Mater Admirabilis, ora pro nobis.
In Maria tutto è amabile: i suoi esempi, le sue parole, la sua immagine, il suo nome, tutto è amabile. Ma perchè? Perchè fu umile; perchè ogni suo tratto spira modestia, candore e umiltà. L’amiamo noi questaMadre così amabile? Noi non potremo mai amarla davvero, se non saremo umili; perchè è soltanto l’umile che può ben sentire l’ineffabile amabilità della modestia e candor di Maria.
Oggi, ad ogni battere delle ore, diremo: Maria, vi amo, fatemi umile. — Mater Amabilis, ora pro nobis
Mater Purissima — Mater Castissima Mater Inviolata
Maria è Purissima, è Castissima, è Inviolata; eppure è Madre! Tanto può il Signore con quelle anime che Egli elegge, e che rispondono fedelmente alla sua grazia! Anche noi portiamo questo prezioso tesoro; ma in un vaso di creta, in mezzo a nemici potenti e inevitabili. Oh! lo sappia il nostro cuore, che è impossibile vincerli, se Dio non è al nostro fianco. Ma se è con noi, coraggio! la vittoria è nostra.
Oggi, nella meditazione, guarderemo se il nostro cuore sentisse affetto troppo vivo verso qualche creatura, e lo sacrificheremo a Maria; e reciteremo anche una Salve Regina. — Mater Purissima, ora pro nobis.
Colei che è Madre di Gesù Cristo, autore di ogni grazia, si può dire con verità che è la Madre della grazia. Si; i raggi che partono dal volto di Maria, su in cielo, tra i beati, sono splendori di gloria; quaggiù in terra, tra noi, sono doni di grazia, di perdono e di amore. Desiderate l’umiltà? bramate la solitudine del Signore; questo dono, grande tra quanti possa fare un Dio all’uomo? Ebbene: domandatelo a Maria. Ogni dono perfetto discende da Dio, ma passa per le mani della Madre.
Nella visita impiegheremo alcuni minuti, meditando qual uso abbiamo noi fatto di tante grazie, e qual conto ne dovremo rendere. Oggi ripeteremo anche sette volte l’invocazione: Mater Christi — Mater Divina Gratiæ, ora pro nobis.
Mater Purissima — Mater Castissima Mater Inviolata
Maria è Purissima, è Castissima, è Inviolata; eppure è Madre! Tanto può il Signore con quelle anime che Egli elegge, e che rispondono fedelmente alla sua grazia! Anche noi portiamo questo prezioso tesoro; ma in un vaso di creta, in mezzo a nemici potenti e inevitabili. Oh! lo sappia il nostro cuore, che è impossibile vincerli, se Dio non è al nostro fianco. Ma se è con noi, coraggio! la vittoria è nostra.
Oggi, nella meditazione, guarderemo se il nostro cuore sentisse affetto troppo vivo verso qualche creatura, e lo sacrificheremo a Maria; e reciteremo anche una Salve Regina. — Mater Purissima, ora pro nobis.
Maria è la Madre di Dio: qual gloria per Maria! Ma qual gloria, anche per noi, il poter dire che la nostra Madre celeste è la Madre stessa del Signore! Gesù è proprio il nostro primogenito, perchè la sua Madre e la Madre nostra è una sola; è Maria.
Oggi, dunque, impiegheremo alcuni minuti nell’aprire tutto il nostro cuore a Maria, e nell’eleggerla in nostra madre, per questo mese, e per sempre. — Sancta Dei Genitrix, ora pro nobis.
Il nostro labbro narra ogni giorno una serie di lodi alla buona Madre che abbiamo nel cielo, quando recitiamo le sue Litanie. Ma il cuore, qual parte ha egli a un omaggio si tenero? Oh! forse poco vi riflette; forse poco intende di quelle affettuose lodi che le vien tributando: e sono pur belle, pur grandi! Ecco dunque il frutto di questo mese consacrato a Maria: entrare ne’ sentimenti e nello spirito delle sue Litanie.
Vivendo ai piedi della Vergine, le domanderai oggi lo spirito d’intelligenza e di divozione, ripetendo spesso fra il giorno: Sedes Sapientiæ, ora pro nobis.
Giorno I
Sancta Maria
Dopo il nome augusto del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, il nome più grande e più caro all’animo cristiano, quello che ci ricorda quanto vi ha di più santo e di più amabile sulla terra, è il nome di Maria. Maria! Suona questo nome sul labbro dell’Angelo in Nazaret, e il Verbo si fece carne. Maria! La chiama il Redentore dalla croce, ed ella diviene la Madre del popolo redento. Maria cantano lieti gli Angioli in cielo, e il volto di Dio si placa! Ripetiamolo anche noi sulla terra questo nome venerato, a Dio si caro: non si parta dal labbro, non si parta dal cuore: non recedat ab ore, non recedat a corde (S. Ber.).
Ed oggi proferiamolo con amore, ogni volta che guardiamo al cielo; e promettiamo di non proferirlo mai, con poco rispetto, un nome si grande. — Sancta Maria, ora pro nobis.
Tra pochi giorni inizierà maggio, il mese dedicato alla Madonna, a Colei che è stata tanto cara a Giovanni Battista Mazzucconi.
A Lei il missionario martire in Oceania ha dedicato una raccolta di meditazioni quotidiane. Brevi spunti di riflessione preparati da Diacono nel Seminario Arcivescovile di Milano, prossimo all’ordinazione del 25 maggio 1850.
Pubblicate all’indomani della sua morte col titolo di “Il Mese di Maria”, esse potranno tornare ad essere di accompagnamento spirituale a quanti lo desiderano.
Basterà segnalarcelo e con piacere vi inseriremo tra i destinatari di “Il Mese di Maria con Mazzucconi” che quotidianamente vi giungerà attraverso Qui Postulazione.
Certi di rendervi con ciò cosa gradita, vi auguriamo una buona Pasqua e assieme a voi ricordiamo Papa Francesco nella preghiera.
Quattro anni prima di essere ucciso dai cinesi, Padre Cesare Mencattini trascorse la sua Pasqua nel villaggio di Hwa-shien dove risiedeva.
Vi era rientrato per celebrare la messa pasquale del 28 marzo 1937 marzo al termine della Settimana Santa iniziata in un villaggio distante una ventina di chilometri.
Di quella missione itinerante e della sua continuazione ne narrò al fratello Don Pasquale in una lettera che iniziò a scrivere Mercoledì Santo.
Domani dovrei fare ritorno a Hwa-shien. Se non tirerà questo ventaccio giallo, faccio conto di partire. È Giovedì Santo. A Hwa-shien mi aspettano un 500 e più confessioni per la Pasqua. Lunedì riprenderò il mio giro per i villaggi. Ho il programma di fermarmi due giorni in ciascuno. Ogni sabato ritorno alla residenza principale per le confessioni e per la Messa domenicale […]
Dopo cinque giorni d'interruzione, riprendo a scrivere questa lettera nella mia cameretta, nella città di Hwa-shien, residenza centrale di tutto il distretto missionario. Ripartii da quel villaggio la mattina del Giovedì Santo. Celebrata la Messa (in missione si può celebrare anche il Giovedì Santo, nonostante non sí possa conservare il Santissimo per il Sepolcro), inforcai la mia bicicletta per Hwa-shien. Qui ho passato la Pasqua. In quel villaggio i cristiani battezzati non arrivano a 120. Appena 5 o 6 non si fecero vedere per ricevere i Sacramenti perché, se non sono ritornati alle superstizioni, la loro fede, però, s'è quasi spenta del tutto […]
A Hwa-shien ho avuto un gran lavoro di confessioni il Sabato Santo e la mattina di Pasqua. Ci sono i pasqualini anche qui! In generale sono pasqualini perché, date le distanze, appena una volta all'anno possono recarsi alla Residenza centrale per ricevere i Santi Sacramenti. Povere donne che, con i loro piedini così piccoli e doloranti, avevano fatto venti e trenta km a piedi per venire a far Pasqua! Dillo a certi cristiani del nostro bel paese che, nonostante che abitino fuori della porta della chiesa, ci sono frati che possano venire ad aiutare i Curati a confessare nelle vigilie delle grandi feste. In due, io ed il mio Arciprete, P. Giusti, tra la sera del Sabato Santo e la mattina di Pasqua, abbiamo confessato 800 e più persone. Io ho cantato Messa, con tutta la pompa possibile ed ho tenuto pure la predica […]
Domani, partenza per un altro giro. Darò la Missione in due villaggi lontani di qui 30 km. Starò là fino a sabato, in cui ritornerò qui per il lavoro domenicale! Così ogni settimana. Lunedì, partenza. Sabato, ritorno. Ogni settimana passo a dar la Messa in due paesi. Me ne rimangono da visitare ancora una trentina. Terminerò il mio giro in giugno. Tu prega tanto per me. Io lavoro con grande buona volontà: star sempre in mezzo alla gente per condurre più anime che sia possibile ad amare il Signore. Fra giorni, avrò una bella notizia da darti: un bel gruppo di battesimi d'adulti. Non posso dirti quanti siano, perché non sono stati ancora esaminati nel catechismo. Spero che siano sopra 200. Ora basta.