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QUI POSTULAZIONE #67 - Pasqua con i pasqualini

Quattro anni prima di essere ucciso dai cinesi, Padre Cesare Mencattini trascorse la sua Pasqua nel villaggio di Hwa-shien dove risiedeva.

Vi era rientrato per celebrare la messa pasquale del 28 marzo 1937 marzo al termine della Settimana Santa iniziata in un villaggio distante una ventina di chilometri.

Di quella missione itinerante e della sua continuazione ne narrò al fratello Don Pasquale in una lettera che iniziò a scrivere Mercoledì Santo.

Domani dovrei fare ritorno a Hwa-shien. Se non tirerà questo ventaccio giallo, faccio conto di partire. È Giovedì Santo. A Hwa-shien mi aspettano un 500 e più confessioni per la Pasqua. Lunedì riprenderò il mio giro per i villaggi. Ho il programma di fermarmi due giorni in ciascuno. Ogni sabato ritorno alla resi­denza principale per le confessioni e per la Messa domenicale […]

Dopo cinque giorni d'interruzione, riprendo a scrivere que­sta lettera nella mia cameretta, nella città di Hwa-shien, resi­denza centrale di tutto il distretto missionario. Ripartii da quel villaggio la mattina del Giovedì Santo. Celebrata la Messa (in missione si può celebrare anche il Giovedì Santo, nonostante non sí possa conservare il Santissimo per il Sepolcro), inforcai la mia bicicletta per Hwa-shien. Qui ho passato la Pasqua. In quel villaggio i cristiani battezzati non arrivano a 120. Appena 5 o 6 non si fecero vedere per ricevere i Sacramenti perché, se non sono ritornati alle superstizioni, la loro fede, però, s'è quasi spenta del tutto […]

A Hwa-shien ho avuto un gran lavoro di confessioni il Saba­to Santo e la mattina di Pasqua. Ci sono i pasqualini anche qui! In generale sono pasqualini perché, date le distanze, appena una volta all'anno possono recarsi alla Residenza centrale per ricevere i Santi Sacramenti. Povere donne che, con i loro piedi­ni così piccoli e doloranti, avevano fatto venti e trenta km a pie­di per venire a far Pasqua! Dillo a certi cristiani del nostro bel paese che, nonostante che abitino fuori della porta della chiesa, ci sono frati che possano venire ad aiutare i Curati a confessare nelle vigilie delle grandi feste. In due, io ed il mio Arciprete, P. Giusti, tra la sera del Sabato Santo e la mattina di Pasqua, ab­biamo confessato 800 e più persone. Io ho cantato Messa, con tutta la pompa possibile ed ho tenuto pure la predica […]

Domani, partenza per un altro giro. Darò la Missione in due villaggi lontani di qui 30 km. Starò là fino a sabato, in cui ritor­nerò qui per il lavoro domenicale! Così ogni settimana. Lunedì, partenza. Sabato, ritorno. Ogni settimana passo a dar la Messa in due paesi. Me ne rimangono da visitare ancora una trentina. Terminerò il mio giro in giugno. Tu prega tanto per me. Io la­voro con grande buona volontà: star sempre in mezzo alla gente per condurre più anime che sia possibile ad amare il Signore. Fra giorni, avrò una bella notizia da darti: un bel gruppo di bat­tesimi d'adulti. Non posso dirti quanti siano, perché non sono stati ancora esaminati nel catechismo. Spero che siano sopra 200. Ora basta. 


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