È innegabile che la storia degli ultimi due secoli e il più stretto contatto con la civiltà occidentale abbia innescato nei paesi musulmani un processo di trasformazione ad ogni livello. Abbiamo tra l’altro assistito a una polarizzazione fra due posizioni opposte: quella della modernizzazione dell’Islam e quella dell’islamizzazione della modernità. Grazie ai contributi di alcuni dei più qualificati islamologi italiani (Paolo Branca, Paolo Nicelli e Francesco Zannini) questo libro mette in luce, oltre le rappresentazioni tendenziose e le semplificazioni, la pluralità delle posizioni e la ricchezza del dibattito che pure esiste all’interno del mondo musulmano contemporaneo. Per i pensatori e gli intellettuali di cui qui si parla si tratta di assumersi positivamente la sfida della modernità senza limitarsi a subirla.
Una chiesa di cui è rimasta solo la facciata. Quanto è capitato alla cattedrale di San Paolo a Manaus rappresenta simbolicamente quella che, secondo molti dei nostri contemporanei, è la situazione della Chiesa cattolica di oggi: una bella facciata, simbolo di antichi splendori, meta di turismo religioso, senza però un messaggio credibile per il mondo attuale. Ma è proprio così? Dietro la facciata c'è il vuoto o un messaggio che non accetta più di essere chiuso tra gli angusti confini di un edificio? Per rispondere a questa domanda è necessario riandare alla svolta che il movimento cristiano ha avuto alla fine del primo secolo. Essa è attestata da alcune lettere del Nuovo Testamento in cui appare per la prima volta quella forma di cristianesimo che ha preso il nome di "cattolicesimo". Oggi è necessario prendere coscienza di questa svolta per poter risalire all'indietro rispetto a questi documenti e riscoprire la "buona notizia" di Gesù, di cui il mondo contemporaneo ha ancora un estremo bisogno.
Alessandro Sacchi, presbitero del Pontificio Istituto Missioni Estere, ha conseguito la laurea in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e ha insegnato per diversi anni esegesi biblica nello studentato del suo Istituto. Èstato anche docente nel Seminario Regionale di Hyderabad (India) e all'Universtà Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Autore di numerose pubblicazioni di carattere biblico.
L'apostolo dei disabili di Hong Kong. Padre Giosuè Bonzi, missionario del PIME.
Cinquant'anni di sacerdozio, quaranta al servizio dei più indifesi
Pimedit, Milano 2016 - pagine 96 con foto a colori - € 6,00
Questo libro, pubblicato in occasione dei 50 anni di sacerdozio, ripercorre la storia di padre Giosuè Bonzi, missionario del PIME a Hong Kong e fondatore della “Fu Hong Society”, organizzazione che offre servizi qualificati ai disabili per sviluppare le loro potenzialità e aiutarli a integrarsi nella società.
Dal primo gruppo di disabili ospitati in un appartamento all’apertura di quasi 50 case-famiglia sono passati quarant’anni, durante i quali padre Giosuè ha dedicato tutto se stesso alla cura, all’assistenza e all’accoglienza dei disabili in tutta Hong Kong, diventando per loro e per tutti i collaboratori una guida spirituale, meritando l’appellativo di “apostolo dei disabili”.
Editora Mundo e Missão, San Paolo (Brasile) 2015 - pagine 73
Portare conforto a chi è nella sofferenza. È questo l’intento di padre Massimo Casaro - missionario del PIME a San Paolo in Brasile - che in questo piccolo libro raccoglie riflessioni, poesie e testi evangelici per aiutare ad affrontare cristianamente il dolore.
Trata-se de uma coletânea de orações, poesias, pensamentos e textos evangélicos. O presente livro quer ser um conforto a todas as pessoas que sofrem algum tipo de dor. É também um excelente subsídio para os familiares dos enfermos, assim como para os/as agentes da Pastoral da Saúde.
Parrocchia S. Eusebio, Agrate Brianza 2016 - pagine 40
L'associazione "Amici di Padre Clemente" ha curato e pubblicato questo libretto dedicato ai più piccoli. Ricco di foto e disegni, è una biografia che racconta la vita entusiasmante di un uomo vissuto fino a 91 anni, 65 dei quali spesi per la missione in Myanmar e dedicati per la maggior parte ad aiutare bambini orfani e ammalati.
La Classis Africana dell’Accademia Ambrosiana inaugura, con questo primo volume della nuova Collana, un’articolata serie di studi e ricerche dedicate alle molteplici tradizioni, culture, lingue e società dell’immenso continente.
Vengono inzialmente presentati alcuni manoscritti dell'Africa araba, etiopica e copta al tempo del Cardinale Federico Borromeo, arcivescovo di Milano
Le altre tematiche affrontate sono: l’Africa Berbera (la promozione della sua lingua e letteratura con le sue millenarie radici ibadite); l'Africa occidentale (confronto tra africani ed europei alla vigilia dell’espropriazione completa delle sovranità africane in età coloniale, e alcuni inediti dal fondo orientale braidense). Segue poi la sezione di etiopistica con il saggio "The Shepherd of Hermas in Ethiopia" opera, che godeva di larga diffusione in epoca axumita, ma finì col perdere terreno nel millennio seguente. Segue il saggio su" Languages and Literatures of the Muslims of the Horn of Africa" ove si giunge a preconizzare oggi – attraverso le potenzialità offerte da internet e dai social media – l’affermarsi di testi islamici in lingue locali, di dialetti colti islamici e di una letteratura orale colta. A chiusura del volume gli studi di coptologia comprendono una riflessione sulla funzione del copto nella civiltà copta, e più specificamente nella Chiesa istituzionale formatasi in Egitto, ed un’accurata ricostruzione della tradizione copta relativa al monaco Onofrio, sulla base di nuove ricerche archeologiche affidate all’Università di Napoli “L’Orientale”.
L’auspicio è che questi studi contribuiscano a gettare semi e percorrere piste di ricerca, attenti a voci come quella di Wole Soyinka che ci ricordano come «un’indagine davvero illuminante sull’Africa deve ancora avere luogo».
Un racconto eterno. Testimonianze e documenti di padre Pietro Manghisi
di Luigi Galanto
Aga Editrice, Alberobello (Ba) 2015 - pagine 104
Il libro è una raccolta di documenti, foto, lettere che ricostruiscono in maniera scrupolosa la storia missionaria di padre Pietro Manghisi, missionario del PIME ucciso nel 1953 in Myanmar.
Lo scopo dell'autore è di raccontare in sintesi la figura di padre Manghisi "a chi non lo ha conosciuto e ai pochi che lo ricordano come uomo e religioso straordinario".
Il libro, pubblicato postumo, nasce dalla tenace volontà di Luigi Galanto, nipote di Pietro, come tributo di riconoscenza e di amore nei confronti dello zio.
Giuseppe Castiglione. Un artista milanese nel Celeste Impero
A cura: Isabella Doniselli Eramo
Saggi di: Gianni Criveller, Carlo Cinelli, Giuseppina Merchionne, Marco Musillo, Francesco Vossilla
Editrice Luni, Milano 2016 - pagine 128 - € 32,00
Giuseppe Castiglione, giovane promessa della pittura milanese, decise di lasciare tutto e di entrare nella Compagnia di Gesù per essere inviato come missionario in Cina. Rimarrà più di cinquant’anni alla Corte del Celeste Impero, servendo tre fra i più grandi e potenti imperatori della Cina: Kangxi (1662-1722), Yongzheng (1723-1735) e Qianlong (1735-1796), e cercando di inserirsi nella realtà artistico-culturale della Cina del suo tempo. Castiglione portò con sé tutta la sua maestria e tutte le sue conoscenze tecniche sull’uso dei colori a olio e degli smalti, sui principi della prospettiva geometrica, sull’uso del chiaroscuro e delle luci, e fece propri i linguaggi pittorici cinesi, così lontani e così diversi da tutto ciò che aveva appreso in gioventù a Milano. Cominciò gradualmente a dipingere “alla cinese”: fiori e uccelli, ritratti imperiali, scene di vita di corte, cerimonie e cacce imperiali, battaglie, cani, cavalli..., ma senza mai perdere del tutto il contatto con le sue radici italiane.
Il risultato è una pittura originale e di eccellente fattura, che "parla" in cinese", ma è compresa magnificamente anche in italiano e in qualunque altra lingua occidentale. Tanto Castiglione è apprezzato alla corte cinese, quanto è dimenticato nella sua natia Milano e proprio per ricordarlo a 250 anni dalla morte, autorevoli studiosi della materia hano offerto i loro contributi alla compilazione di questo volume, ciascuno affrontando il tema da un diverso punto di vista. L'obiettivo comune è stato quello di valorizzare il ruolo di un grande arstista italiano, milanese, che, proiettandosi in un mondo "altro", ha saputo farsi interprete tra le due realtà.
Fondata da due missionari del PIME (i padri Enea Tapella e Giusuè Bonzi) quasi quarant'anni fa, la Fu Hong Society di Hong Kong offre servzii qualificati ai disabili per sviluppare le loro potenzialità e aiutarli a integrarsi nella società.
Lo straordinario lavoro della Fu Hong Society di Hong Kong a servizio delle persone diversamente abili è diventato anche un libro, uscito per le edizioni Pimedit. Racconta oltre trentacinque anni di sfide, passioni, difficoltà e successi che hanno fatto di questa associazione una delle più attive e stimate di Hong Kong, con progetti di formazione anche in Cina. Un libro coinvolgente, come lo sono le storie di molti ragazzi, uomini e donne che grazie al lavoro professionale e appassionato di operatori e volontari della Fu Hong, sono riusciti a intraprendere percorsi di inclusione sociale inimmaginabili sino a pochi anni fa.
Secondo diversi testi del Nuovo Testamento Gesù ci ha liberato dal peccato perché sulla croce ha offerto se stesso in sacrificio a Dio. Ma in che senso la metafora sacrificale è stata applicata alla sua morte? Secondo Anselmo d'Aosta, morendo sulla croce Gesù avrebbe scontato la pena dovuta ai peccatori, soddisfacendo così una volta per tutte le esigenze della giustizia di Dio e riconciliando l'umanità con lui.
Questa teoria, chiamata "espiazione vicaria, è diventata per secoli la spiegazione ufficiale della morte di Gesù. Essa però ha rivelato da tempo i suoi lati deboli. Da una parte non risponde all'idea di sacrificio dell'Antico e del Nuovo Testamento e, dall'altra, riduce la morte del Messia a un fatto mitologico, al pagamento cioè di un debito contratto da tutta l'umanità nella persona del suo lontano progenitore.
In questo studio l'autore cerca di dimostrare come la spiegazione di Anselmo sia frutto di un malinteso e debba essere messa da parte se si vuole comprendere in che senso la morte di Gesù comporti ancora oggi un messaggio di salvezza valido non solo per i cristiani ma per tutta l'umanità.
Alessandro Sacchi, presbitero del Pontificio Istituto Missioni Estrere, ha conseguito la laurea in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e ha insegnato esegesi biblica nello studentato del suo Istituto. È stato anche docente nel Seminario Regionale di Hyderabad (India) e all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Autore di numerose pubblicazioni di carattere biblico.