La morte del Messia. L'interpretazione sacrificale

La morte del Messia. L'interpretazione sacrificale

di Alessandro Sacchi

Youcanprint Self-Publishing, Tricase (Lecce) 2015 - pagine 100  - € 9,00

 

Secondo diversi testi del Nuovo Testamento Gesù ci ha liberato dal peccato perché sulla croce ha offerto se stesso in sacrificio a Dio. Ma in che senso la metafora sacrificale è stata applicata alla sua morte? Secondo Anselmo d'Aosta, morendo sulla croce Gesù avrebbe scontato la pena dovuta ai peccatori, soddisfacendo così una volta per tutte le esigenze della giustizia di Dio e riconciliando l'umanità con lui.

Questa teoria, chiamata "espiazione vicaria, è diventata per secoli la spiegazione ufficiale della morte di Gesù. Essa però ha rivelato da tempo i suoi lati deboli. Da una parte non risponde all'idea di sacrificio dell'Antico e del Nuovo Testamento e, dall'altra, riduce la morte del Messia a un fatto mitologico, al pagamento cioè di un debito contratto da tutta l'umanità nella persona del suo lontano progenitore.

In questo studio l'autore cerca di dimostrare come la spiegazione di Anselmo sia frutto di un malinteso e debba essere messa da parte se si vuole comprendere in che senso la morte di Gesù comporti ancora oggi un messaggio di salvezza valido non solo per i cristiani ma per tutta l'umanità.

 

Alessandro Sacchi, presbitero del Pontificio Istituto Missioni Estrere, ha conseguito la laurea in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e ha insegnato esegesi biblica nello studentato del suo Istituto. È stato anche docente nel Seminario Regionale di Hyderabad (India) e all'Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Autore di numerose pubblicazioni di carattere biblico.

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