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Elementi per l'integrazione affettiva nell'opera Teologia affettiva di Charles André Bernard

Elementi per l'integrazione affettiva nell'opera Teologia affettiva di Charles André Bernard

di P. Raffaele Pavesi

Tesi di Licenza in Teologia Spirituale presso l'Istituto di Spiritualità della Pontificia Università Gregoriana di Roma.  

Il lavoro parte da una sollecitazione e da un invito. La sollecitazione è di p. Ferruccio Brambillasca, che invitava i missionari del P.I.M.E. a riflettere e ad approfondire il tema dell’affettività, perché «è qui che si gioca la nostra vocazione» (Lettera del Superiore Generale, 01.01.2014). L’invito, da parte di p. Charles André Bernard, di leggere le pagine sull’unificazione affettiva della sua opera Teologia affettiva, che egli consigliava a sacerdoti e suore che vivevano qualche difficoltà. Convinto del ruolo positivo dell’affettività nella vita spirituale, Bernard la analizza dal punto di vista teologico-spirituale, con grande attenzione alla psicologia e alla filosofia. Passando in rassegna i vari livelli di vita (sensi esterni e sensibilità interna, emozioni e sentimenti, vita morale, forme dell’amore), ho cercato con Bernard di mostrarne la risonanza affettiva, in vista della loro integrazione nell’unica coscienza. Tra gli snodi più importanti di questo cammino progressivo verso l’unificazione affettiva, l’ascesi tra sofferenza e progresso spirituale, l’integrazione dell’emotività religiosa, la crescita del coraggio e della fiducia, l’amicizia vissuta come reciprocità. La carità è il cuore dell’unificazione affettiva.

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The Future of Evangelization in Asia

The Future of Evangelization in Asia

di P. Fabrizio Meroni e Clarence Devadass

Il volume fornisce spunti di riflessione su come affrontare i problemi legati alla presenza e alla testimonianza cristiana nel Continente asiatico e utili linee guida e raccomandazioni per tutti gli “agenti e cooperatori nella missione della Chiesa” asiatici (EA 47). Il contributo di ricerca e di studio di accademici e professionisti di varia provenienza – Malesia, Corea del Sud, Cina, Giappone e India – è teso all'elaborazione di un rinnovato approccio missionario per la proclamazione del Vangelo e all’individuazione di nuove vie per il dialogo interreligioso e interculturale.

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Felice: uno di noi. Storia di un missionario felice di nome e di fatto

Felice: uno di noi. Storia di un missionario felice di nome e di fatto

a cura della Commissione Fratel Felice - Parrocchia di Introbio 

Illustrazioni di Chiara Combi

Pimedit, Milano 2018 - pagine 22 - € 3,00

 

La Commissione Fratel Felice della parrocchia di Introbio (Lecco) ha curato la pubblicazione di questo fumetto sulla vita di fratel Tantardini rivolto a un pubblico giovane.

I testi e i disegni illustrano in maniera semplice e accattivante la vita di fratel Felice e prendono spunto dalla sua autobiografia Il fabbro di Dio, pubblicata dalla EMI nel 2016.

«Aveva fabbricato tutte le finestre, le lanterne, le vetrate, i candelabri e le croci di tutte le chiese». Per questo, scrisse Tiziano Terzani, il missionario fratel Felice Tantardini era «conosciuto da tutti», in Birmania, come «fabbro di Dio». Quanto al nome Felice, egli stesso lo aveva assunto a ideale della sua vita: «Sforzarmi di essere felice, sempre e a ogni costo, intento a far felici anche gli altri». Pronto a spostarsi, a piedi, da una missione all’altra perché tutti lo volevano, in missione è rimasto settant’anni. Le sue memorie autobiografiche lo mostrano instancabile, tenace, fedele nel quotidiano, al servizio di chi aveva bisogno. Un santo, secondo la fama che tuttora lo accompagna e che spinge tanti a implorarne l’intercessione. Sempre armato di un «sorriso sereno», come di chi - disse il confratello padre Clemente Vismara, oggi beato - «è amico di Dio, amico degli uomini e nemico di nessuno».

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Padre Geremia Arosio. Memorie 1934-1976 dalla Cina e dal Brasile

Padre Geremia Arosio. Memorie 1934-1976 dalla Cina e dal Brasile

a cura di Luciano Vaccaro

 Editrice Velar, Gorle (BG) 2018 - pagg 152

 

Padre Geremia Arosio, originario di Lissone, è stato una sorprendente figura di missionario del PIME in Cina, dal 1934 al 1947, nel difficile periodo segnato dalla guerra sino–giapponese, dal secondo conflitto mondiale e dalla lotta tra i nazionalisti di Chiang Kai-shek e i comunisti di Mao Zedong, e, dal 1950 al 1976, nelle missioni in Brasile. Queste pagine delle sue “memorie” narrano una storia singolare, forse dal sapore un po’ antico, ma con una genuina testimonianza, capace ancora oggi di provocare e coinvolgere: egli racconta la sua esperienza missionaria che, unicamente nel nome di Cristo, ha condiviso la vita quotidiana delle popolazioni, con fatiche, gioie, difficoltà e dolori, nella diversità di situazioni e luoghi in cui è stato inviato ad annunciare il Vangelo. Il carattere semplice, colloquiale e stringato rende il testo avvincente e ne mette in evidenza anche il valore di documentazione sia storica che ecclesiale.

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Resilienza e senso di coerenza: quale correlazione?

tesi di p. Estevao Magro

 

Resilienza e senso di coerenza: quale correlazione?

 Tesi di Licenza di P. P. José Estêvão Magro 

 Università Pontificia Salesiana - Facoltà di Scienze dell'Educazione - Curricolo di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione

 

Il presente lavoro è frutto di una ricerca sulla resilienza e sul senso di coerenza effettuata attrraverso l'analisi alle risposte ottenute tramite questionari  proposti a 145 seminaristi, dal propedeutico alla teologia, di 29 diocesi dal Sud al Nord del Brasile.

La persona resiliente non è immune alla sofferenza né refrattaria alle situazioni ostili, ma vive e porta con sé le cicatrici del colpo subito. Affronta l’esperienza del dolore dandole senso. Non si rinchiude nelle lamentele, ma si domanda il senso di quello che sta passando. Riconosce di non poter tutto, ma di potere qualcosa. Essere resiliente non vuol dire vincere sempre, ma continuare ad andare avanti nonostante le battaglie perse.

L'immagine che può aiutare a capire cosa sia la resilienza,  si può trovare nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù, rispondendo ai discepoli, parla del chicco di grano caduto per terra. Il chicco di grano ha in sé tutta la potenzialità necessaria per nascere e fruttificare. L'esperienza di ‘morte’ è una tappa importante, che può diventare l'occasione per mettere in atto le risorse interne, rompendo la propria crosta e aprendosi all'esperienza della vita nuova.

 

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Potestà di governo nelle Società di Vita Apostolica secondo il Can. 596

Tesi

Potestà di governo nelle Società di Vita Apostolica secondo il Can. 596 

con riferimento al Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME)

 

Tesi di Licenza di Pelamifihi Serge Arnaud TOURE

   Pontificia Università Gregoriana - Facoltà di Diritto Canonico

  

Il presente lavoro nasce dall’interesse in noi suscitato dalla natura delle società di vita apostolica nonché dall’eventuale potestà in esse esercitata. Da tale interesse, siamo giunti alla formulazione di ciò che per noi costituisce una reale problematica: quale è la potestà che la Chiesa, sulla base del can. 596 CIC 83, conferisce alle società di vita apostolica e come tale potestà è attuata nel PIME?

Secondo il can. 596 infatti:

§1. I Superiori e i capitoli degli istituti hanno sui membri quella potestà che è definita dal diritto universale e dalle costituzioni.

§2. Negli istituti religiosi clericali di diritto pontificio essi hanno inoltre la potestà ecclesiastica di governo, tanto per il foro esterno quanto per quello interno.

§3. Alla potestà di cui al §1 si applicano le disposizioni dei cann. 131, 133 e 137-144.

Per rispondere adeguatamente alla problematica posta, abbiamo adottato un metodo storico esegetico prendendo come materiale base, i testi dell’attuale codice di diritto canonico con riferimento al codice del 1917 e alle sue fonti, nonché alcuni documenti della Santa Sede. A queste fonti del diritto universale, si aggiunge il diritto proprio del PIME. Attraverso questi documenti, abbiamo ripercorso la storia delle società di vita apostolica e riflettuto sulla loro natura; poi fatto l’esegesi del can. 596 e infine investigato il diritto proprio del PIME. Tre tappe che costituiscono le tre parti del nostro lavoro.

Dal primo capitolo dedicato alle società di vita apostolica nella Chiesa, è emerso il fatto che l’istituto chiamato prima società di vita comune senza voti nel codice del 1917 poi società di vita apostolica nel codice attuale, affonda le sue radici agli albori della Chiesa. Ha conosciuto un ulteriore sviluppo nell’epoca moderna e soprattutto con gli istituti missionari. Fin dall’inizio, sebbene la loro configurazione giuridica non fosse ben definita, questi istituti avevano chiara comunque l’idea di non essere religiosi, cioè non professare i voti religiosi. Erano chiari per loro anche lo stile di vita in comune e il perseguimento di un determinato tipo di apostolato. La prima codificazione della Chiesa li ha collocati vicino agli istituti religiosi facendone degli istituti che imitano i religiosi. Dall’analisi poi di alcuni documenti del concilio Vaticano II e soprattutto alla luce dell’attuale codice, emerge il fatto che le società di vita apostolica sono degli istituti a sé stante dentro la Chiesa e non fanno parte della vita consacrata.

          Il secondo capitolo, punto centrale del lavoro nostro, è dedicato all’esegesi del can. 596 dell’attuale codice. Da questo studio, emerge il fatto che fin dal codice del 1917, il legislatore ha riconosciuto, anche se non direttamente, una certa potestà alle società di vita comune senza voti. Nel can. 501 §1 CIC 17 infatti, si riconosce esplicitamente da una parte una potestà comune chiamata dominativa a tutti i superiori e a tutti i capitoli, e dall’altra la giurisdizione ecclesiastica a quelle clericali esenti. Questa norma valida di per sé per gli istituti religiosi, si estendeva poi congrua congruis referendo alle società di vita comune senza voti. In seguito, vari documenti sia del concilio che del magistero hanno modificato sensibilmente la potestà dei superiori e capitoli delle società.

Il can. 596 dell’attuale codice, non si applica direttamente alle società di vita apostolica ma per legale rimando del can. 732. A differenza del codice piano benedettino, il can. 596 benché riconosca una potestà comune a tutti i superiori e capitoli, non ne precisa la natura. Conferisce inoltre la potestà ecclesiastica di governo, non più alle società clericali esenti ma unicamente agli istituti clericali di diritto pontificio di cui i superiori maggiori di conseguenza sono ordinari.

          L’ultimo capitolo infine ci ha portato a un’indagine nel diritto proprio del PIME. Questo studio ci ha dato la possibilità di analizzare le sue strutture collegiali e personali di governo.

A conclusione di tutto questo lavoro, emerge il fatto che, alla luce del can. 596 si esercitano due tipi di potestà nelle società di vita apostolica: quella propria, ex dominativa, conferita dal diritto universale e dal diritto proprio del PIME, la cui natura purtroppo rimane imprecisata in entrambi le legislazioni, e quella di giurisdizione esercitata soltanto dal superiore generale e dal superiore regionale in quanto superiori maggiori e pertanto ordinari.

In forza della prima potestà, tutte le strutture di governo quali definite dal diritto proprio del PIME, godono di quella giusta autonomia e quella necessaria capacità per guidare l’istituto nelle sue singole parti, secondo la sua natura propria e i suoi fini. In forza invece della potestà di giurisdizione, il superiore generale ed i superiore regionale con i loro vicari[1]esercitano tutta la potestà che il codice attribuisce all’ordinario delle società di vita apostolica. Per l’esercizio di questa ultima potestà, se il diritto proprio del PIME determina l’ordinario che deve agire in certi casi, rimane però ancora impreciso su molti altri casi che andrebbero perciò urgentemente chiariti.

 


[1] Quando fanno le veci del superiore.

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Youth, Catholic Church and Religions in Asia

Youth, Catholic Church and Religions in Asia

a cura di Fabrizio Meroni

   Urbaniana University Press 2018 - pagine 160

 

Il libro fornisce una maggiore conoscenza e comprensione della situazione attuale e le prospettive della nuova generazione di cristiani asiatici. Dal Subcontinente indiano al Pacifico occidentale, leader di spicco, studiosi ed esperti accompagnano i lettori attraverso i contesti sfaccettati che sfidano l'identità missionaria e la fede cristiana dei giovani, così come la sollecitudine della Chiesa a soddisfare i loro bisogni missionari e spirituali.

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