QUI POSTULAZIONE #127 - «E poi non più nulla della terra; Paradiso! Paradiso!»
«Devo annunciarle una ben dolorosa perdita che abbiamo fatta il 29 del pp. settembre colla morte dell’ottimo nostro collega Don Carlo Salerio. Lo assistei fino all’ultimo e fece la morte più preziosa – per quanto possiamo noi dire – al cospetto del Signore … Ricevette per ben due volte il Santo Viatico; l’ultima sera gli diedi l’Estrema Unzione; poi la notte mi fece chiamare, volle di nuovo riconciliarsi, ricevette la benedizione in articulo mortis, e poco dopo spirò la sua bell’anima nel bacio del Signore».
Così scrisse nel 1870 Don Giuseppe Marinoni, Direttore del Seminario delle Missioni Estere di Milano, del ritorno alla Casa del Padre del suo alunno già membro della prima esperienza missionaria dell’Istituto nel 1852. Lo fu assieme al defunto Don Paolo Reina e al destinatario di quella lettera: Timoleone Raimondi, allora Prefetto Apostolico di Hong Kong, preoccupato da tempo per la salute cagionevole del confratello che nel 1856 dall’Oceania era tornato a Milano «magro come un chiodo».
Era lo stesso Marinoni al quale il missionario, la cui salute allora andava sempre più compromettendosi, aveva detto di rientro dal Santuario mariano di Oropa due mesi prima: «Eccomi nelle sue mani; in questa stanza moriva Don Paolo Reina; ecco è venuta la mia ora. Ho già disposto le mie cose in modo da non aver d’ora innanzi altro pensiero che per l’anima».
Don Carlo morì nel seminario dell’Istituto a San Calocero alle «cinque del mattino nel giorno di San Michele, l’Arcangelo Riparatore per eccellenza», come appuntò la sua biografa. Era delle Suore della Riparazione, l’Istituto da lui fondato con Suor Carolina Orsenigo nel 1859, alle cui religiose – chiamate allora “Pie Signore Riparatrici di Nazareth” – il sacerdote aveva rivolto queste parole alcune ore prima di morire: «Saluto e benedico tutte: e poi non più nulla della terra; Paradiso! Paradiso!».
I suoi funerali si tennero nella chiesa di San Calocero il successivo 30 settembre.
Vennero officiati anche da Marinoni, paterno autore di quanto così riportato sulla lapide per la tomba del missionario nel cimitero milanese di Porta Magenta:
«In attesa di più degno avello
quivi riposano le venerate ossa
del
Sac. Carlo Salerio
alunno tra i primi del Seminario
delle Missioni Estere
d’ingegno vasto, perspicace ardente generoso
portò la fede ai barbari di Oceania
per malattia costretto al rimpatrio
fondò l’istituto della Casa di Nazareth
aprendo asilo alle derelitte, alle povere sordo-mute
eresse casa di appoggio alle domestiche
promosse l’esenzione dei chierici dalla milizia
consunto da fatiche, da malattie
il 29 settembre 1870, in età di anni 43
spirava nel bacio del Signore, ammirato, compianto
lasciando inestinguibile desiderio di sé
sulle sue spoglie pregate l’eterna requie dei giusti».
Carlo Salerio, la cui Causa di Beatificazione e Canonizzazione è stata avviata dalle Suore della Riparazione, è Venerabile Servo di Dio dal 13 maggio 2019.

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