QUI POSTULAZIONE #121 - Il 30 luglio di una piccola comunità missionaria
«Niuna solennità ebbe luogo allora, e quella prima riunione, quell’umile principio di questo nostro Istituto, fu inaugurato solo dalla preghiera, dalla intercessione dello Spirito datore di doni molteplici e da una buon sentita consolazione».
Così fu scritto negli “Annali di Famiglia” del 30 luglio 1850 quando, a Saronno, venne fondato quello che presto sarebbe stato conosciuto come Seminario delle Missioni Estere di Milano e che nel 1926 avrebbe dato origine al PIME.
Fu una “prima riunione” che si tenne nell’ex Convento di San Francesco, luogo designato a sede della nuova realtà ecclesiale dall’Oblato Missionario di Rho Angelo Ramazzotti che ne era stato l’artefice, proprietario dell’immobile e vescovo di Pavia dal 29 giugno.
A precederla ci fu l’accoglienza che, sul sagrato della chiesa annessa al convento, venne resa a Mons. Ramazzotti da alcuni presbiteri del posto e da quanti – anche se non da quello stesso giorno – avrebbero fatto parte del Seminario missionario.
Erano i sacerdoti Alessandro Ripamonti, confratello di Ramazzotti e futuro Procuratore dell’Istituto; Paolo Reina, ordinato da un anno ed entrato il successivo 31 agosto, che prenderà parte alla prima missione affidata all’Istituto; Alessandro Mornico, tornato in diocesi tra il 1851 e il 1852; Giuseppe Marinoni, chiamato ad essere Direttore del Seminario al posto di Ramazzotti impedito dall’incarico episcopale.
Una comunità, la loro, composta anche dai novelli sacerdoti Carlo Salerio e Giovanni Battista Mazzucconi – poi compagni di missione di Reina – che stavano giungendo da Rho assieme a Mons. Ramazzotti ospite dei confratelli nel locale santuario mariano. Un viaggio, quello, del quale tutt’oggi si tramanda la spirituale affermazione fatta dal vescovo ai suoi compagni: «Noi andiamo ora a Saronno con un misero calesse, e forse ci precedono a schiere gli Angeli del Signore».
La cerimonia dell’apertura ufficiale fu celebrata il giorno dopo, il 31 luglio, con la S. Messa officiata da Mazzucconi.
Da allora si diede inizio a una vita il più possibile regolare, mentre, comunitariamente, si andò formulando il regolamento interno e specifico del Seminario. Il tutto in clima familiare come a suo fratello scrisse lo stesso Mazzucconi: «Qui finora siamo in quattro, cinque con mons. Ramazzotti, il vescovo di Pavia che […] quanto alla maniera di vivere, è precisamente come noi; tutto in comune, sempre insieme alla preghiera, al pranzo alla ricreazione, al passeggio».
Ed in quattro rimasero con la sua partenza per la sede vescovile la sera del 28 settembre.

Da “Milano Sacro” del 1852
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