QUI POSTULAZIONE #111 - Per una Pasqua di Pace
San Giovanni XXIII, il Papa Buono che a cuore aveva il PIME, il 29 marzo 1959 celebrò nella Basilica Vaticana la sua prima Messa di Pasqua come pontefice. Nel mondo, così come in questi tempi, molti erano i conflitti armati in corso e per essi chiese la Pace come ha fatto anche Papa Leone il passato Venerdì Santo durante la sua prima Via Crucis al Colosseo.
Nella sua omelia così invitò ogni cristiano a invocare «l’aiuto celeste della grazia che illumina e sostiene i forti» al fine di «fortificare le energie della sua resistenza al male e all'errore».
Venerabili Fratelli e diletti figli. Questo richiamo del Vangelo di S. Giovanni [Io sono la via, la verità e la vita, Gv. 14,6, n.d.r.] è l'introduzione più eloquente e più solenne a ciò che fu, è, e resta nei secoli la Risurrezione di Cristo. Lo abbiamo ora cantato nella sequenza: in Cristo Gesù mors et vita duello con flixere mirando: Dux vitae mortuus regnat vivus. La morte e la vita si batterono in un duello tremendo. Il Padrone della vita trionfa sulla morte: e la vittoria di Lui è la vittoria della sua Chiesa nei secoli. Sgombriamo dunque il nostro spirito da ogni sgomento: ed apriamo il cuore alle più belle speranze verso l'avvenire. Potremo avere pressioni dal mondo, continueremo ad averne sicuramente. Prima di partire, Gesù, il vincitore della morte, disse: «confidate: io ho vinto il mondo»: confidite, ego vici mundum. E vero: c'è un signore che resta sul terreno del terribile combattimento. Noi lo rammentiamo spesso col suo nome e cognome. É un principe. Il Divino Rabbi di Nazareth lo chiamava il «principe di questo mondo». Il Cristo conduce mitemente, ma efficacemente la lotta contro di lui, per l'affermazione della giustizia, per il trionfo della pace. L'avversario infernale odia invece la giustizia ed avversa la pace dei popoli e del mondo intero. Talora i suoi attacchi, le sue manovre suscitano tale confusione da tentare di debolezza chi se ne difende.
Ogni bravo cristiano si fida di Cristo; compie il suo dovere secondo i vari ordinamenti che sono regola della sua coscienza: coscienza religiosa, coscienza civile, in faccia a Dio, in faccia agli uomini. Il cristiano non transige e si guarda dai compromessi: procede impavido e sicuro. Egli è cooperatore dei problemi della pace.
A fortificare le energie della sua resistenza al male e all'errore, egli prega: egli invoca l'aiuto celeste della grazia che illumina e sostiene i forti.
Scimus Christum surrexisse a mortuis vere. La vittoria di Cristo sulla morte è sicurezza di trionfo sugli ostacoli che si sovrappongono agli sforzi umani per la difesa della giustizia, della libertà e della pace.
Tu nobis, victor Rex, miserere! O Gesù: tu non sei un re da burla, come tentò di presentarti al popolo Erode, il tetrarca di Galilea. Noi abbiamo piena fiducia sulla tua parola. Noi ti invocheremo sempre per la giustizia, per la libertà e per la pace.
Per la pace soprattutto ti preghiamo, o Gesù vincitore della morte, noi cattolici di Roma e di tutto il mondo. In ogni tempo si scorgono qua e là minacce che impensieriscono. Anche ora. Anche ora nubi leggere e soffici, questioni e problemi, che appaiono, dispaiono e ricompaiono, potrebbero rappresentare un pericolo per l'armonia e la buona intesa dei popoli.
Sul sepolcro glorioso di Cristo vogliamo deporre l'augurio che nella luce di Lui, sorgente della vita, vincitore della morte, la buona volontà di tutti gli uomini più responsabili delle sorti dei popoli voglia trovare, nello spirito prevalente di giustizia e di collaborazione, la soluzione concorde di ogni dissidio, per il superiore interesse della pace del mondo.
Durante il medioevo in molte chiese d'Occidente si usava cantare, prima del Te Deum mattinale, la sequenza Victimae Paschali, che Noi recitammo dopo l'Epistola. La si eseguiva in forma dialogica con canto melodioso, che ad ogni strofa ripeteva: «Quod autem vivit, vivit Deo: alleluia, alleluia».
In questo auspicio ed augurio di vita, Padre e figli ci diamo un mistico abbraccio e vogliamo riprendere il nostro buon cammino, cantando l'affermazione della nostra fede cattolica nel Cristo risorto, trionfatore sul peccato e sulla morte; apportatore di letizia, di giustizia e di pace.

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