QUI POSTULAZIONE #56 ▪ "Iddio sa lui quello che fa"
Palate di terra, nella notte tra il 1° e il 2 febbraio 1942, hanno pian piano soffocato nel villaggio cinese di Yejigang la vita di Padre Carlo Osnaghi e del cuoco della sua missione, legati in una buca profonda due metri: il luogo del loro martirio.
Assieme ad un altro cinese era stato catturato la notte del 12 gennaio da “una squadra di circa 200-300 briganti”, che per la sua liberazione avrebbero chiesto, due settimane dopo, la somma di 200 mila dollari, pari a un milione di lire italiane di quel tempo.
La Cina era allora in guerra con il Giappone e le missioni del PIME erano spesso assaltate da ribelli o soldati sbandati, come accaduto il 19 novembre dell’anno prima a Dingcun dove persero la vita Mons. Barosi e i Padri Lazzaroni, Zanardi e Zanella.
Quasi presagendo la morte oramai prossima, all’indomani di quel triste evento, Padre Osnaghi scrisse alla madre una lunga lettera per raccontarle quanto accaduto ai confratelli.
Fu l’occasione per manifestare con queste parole il suo esser pronto ad affrontare il martirio:
«Mi sono deciso a scriverti solo per non tenerti in apprensione, perché, se avessi dovuto badare alla voglia mi sarei chiuso come tutti i miei confratelli in un silenzio religioso per meditare e pensare sulla fugacità di questa povera vita, sull'arduo compito affidato a noi.
Perdona! Prega, prega tanto per me e per tutti noi missionari di questo vicariato.
La vita è nelle mani di Dio e se lui, al par di quelli che ci hanno testè preceduti, vorrà il sacrificio della nostra vita, ben volentieri lo faremo, sicuri che i nostri cari avranno la fortezza di accettarlo generosamente e perdonare a coloro che saranno i nostri carnefici come noi l'abbiamo fatto per le nostre vittime e lo faremo se per caso sarà la medesima sorte per noi.
Che Iddio ci benedica tutti. Un ricordo a tutti i miei cari, a te un bacione grosso grosso, raccomandandoti ancora di stare tranquilla a mio riguardo. Iddio sa lui quello che fa. Siamo perciò in buone mani.
Aff.mo Carletto».
Ultimo saluto di p. Carlo Osnaghi da "Le Missioni Cattoliche", n.12, 18 giugno 1942, p. 114
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