Skip to main content

QUI POSTULAZIONE #41 ▪ In ricordo del Beato Alfredo Cremonesi

Il PIME celebra il 12 ottobre la memoria liturgica del Beato Alfredo Cremonesi, morto il 7 febbraio 1953.

Ad ucciderlo in odium Fidei furono i militari birmani al termine di un infruttuoso rastrellamento in cerca di guerriglieri nel suo villaggio di Donokù. Dopo aver inutilmente difeso i pochi abitanti presenti, poi uccisi con lui, venne prima mitragliato poi colpito con un colpo di pistola nel volto.

Nel villaggio, dove giunse la prima volta nel 1926 a un anno dall’arrivo nella colonia inglese, era rientrato solo undici mesi prima del martirio, dopo circa un anno e mezzo di sofferenza per avervi lasciato le persone a lui care. Dall’agosto 1950 al marzo 1952 aveva vissuto a Toungoo, dove era stato costretto a fuggire dopo esser scampato all’assalto di Donokù da parte della guerriglia che già aveva ucciso i confratelli Mario Vergara e Pietro Galastri.

Del suo desiderio di tornare quanto prima ad essere il pastore del gregge lasciato solo e pronto a dare per esso la vita, ci rimane traccia in questa lettera indirizzate a Mons. Alfredo Lanfranconi, vescovo di Toungoo, l’11 gennaio 1951.

____________________________

Eccellenza reverendissima,

Lei non può davvero immaginare come sia aumentata in me l’ansia, la brama, l’agonia che mi è venuta addosso di ritornare presto al mio villaggio a raccogliere la mia povera gente dispersa, specie da quando ho incominciato a sperare che dovesse arrivare quest’ora di giorno in giorno. E’ una tale ansia che toglie tutto il gusto delle altre cose. Mi pare di sentire fisicamente il dolore della mia povera gente ed il loro cruccio e rimprovero per averla io abbandonata. Quindi può perdonare se penso magari di fare delle imprudenze. Dio vede e Dio provvederà.      

Io sono pronto ad andar giù anche adesso. Ho intenzione di andare il medesimo giorno che ci vanno i soldati: la mattina appresso vedere le cose come stanno, richiamare la gente indietro e poi tornare a Toungoo a prendere la roba che occorre. Ma solo la roba che occorre per poco, senza accumulare. Se troverò là ancora i registri, li porterò subito a Toungoo. E poi andrò a stare laggiù per sempre, e stavolta, almeno se l’anima mia sarà risoluta com’è adesso, non scapperò più capiti quello che capiti. Il peggio che mi può capitare è di essere massacrato dai ribelli, il che non sarà di gran danno, giacché adesso, al posto di un missionario ammazzato, lasceranno venire un missionario nuovo, pieno di salute, di brio e di entusiasmo che farà certamente mille volte meglio di me.

L’agonia di questi mesi di esilio, al pensiero di tante anime abbandonate senza pastore, in mezzo a così gravi pericoli e dolori, è stata certamente più dolorosa di qualunque morte. Ho molti protettori… ma il protettore più potente è Dio. Dunque se le arriva in tempo questa mia, mi mandi una benedizione speciale, perché il Signore e San Giuseppe abbiano a proteggere me e la mia povera gente.

P. Alfredo Cremonesi

  • Creato il .