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QUI POSTULAZIONE #36 ▪ Di nuovo in forma per la Missione

Porta la data del 12 maggio 1855 questa lettera del Beato Giovanni Battista Mazzucconi, martire nella Papua Nuova Guinea appena visitata da Papa Francesco, del quale il PIME ne celebra memoria liturgia oggi 25 settembre.

Beatificato a Milano il 19 febbraio 1984, quando la scrisse aveva ventinove anni ed era da poco giunto a Sydney, dove il Superiore della sua Missione lo aveva inviato per rimettersi in forze. Le sue condizioni di salute erano infatti più gravi di quelle dei confratelli impegnati con lui dal 1852 sulle isole di Woodlark e Rook (ora Umbai), il primo campo operativo affidato da Propaganda Fide al Seminario delle Missioni Estere di Milano, il futuro PIME.

Essa è una testimonianza del suo anelito missionario e del desiderio, che non potè realizzare, di mettersi quanto prima «al servizio del Signore». Partito dalla città australiana il 18 agosto, sarebbe morto nella prima metà del successivo mese di settembre sulla nave che lo riportava a Woodlark incagliatasi in una delle sue rade. A ucciderlo in odium fidei fu uno dei «suoi figli» saliti a bordo a tale scopo e che poi ne gettarono il corpo in mare.

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Sydney, Australia 12 Maggio 1855

 

Amatissimi Genitori, Cari fratelli, Carissimo Michele

         Spero che avrete ricevuta la mia lettera in data 20 Aprile p.p. nella quale io vi diceva come essendo stato in questi tre anni un pò (sic) maltrattato dalla febbre, il mio buon Superiore m’inviò a Sydney per vedere di ristabilirmi; e che vi giunsi il 19 Aprile p.p. ricevuto come un fratello da questi buoni Padri Maristi presso i quali mi trovo. Ora a queste notizie devo aggiungerne un’altra, ed è che la mia salute diviene migliore e visibilmente i miei denti che erano neri come la mia veste, cominciano ad im­biancarsi, e il mio volto pare proprio una primavera, benché vi si vedano ancora i segnali dell’inverno, ma dapertutto (sic) compari­scono i fiori.

         Questa salute, voi lo sapete, è un dono del Signore, bisogna quindi vedere di adoperarla per il Signore; ed ecco come farò. Col primo naviglio mi metterò in mare di nuovo, e così potrò rientrare nell’isole, rivedere i miei figli, abbracciare i fratelli, rimettermi al servizio del Signore, poi Egli avrà cura del resto. Giacché vi dirò tutto; vi sono nell’antica scrittura certe parole che in apparenza sembrano dette da un soldato di nome Uria a Davide, ma che in realtà sembrano scritte apposta per me, e mi stanno sempre davanti alla mente e non si vogliono muovere: «Potrò io, diceva quel buon soldato, potrò io entrare nella mia casa, banchettare, mentre il mio signore è sotto l’armi al campo e dorme sulla faccia della terra». Però non so ancora quan­do potranno allestire un naviglio, ad ogni modo prima di par­tire di qui vi scriverò ancora qualche volta. Addio, addio nei cuori di Gesù e Maria e sono

                                                                                                                                                      Vostro affez.
                                                                                                                                                    figlio e fratello
                                                                                                                                                P. Gio. Mazzucconi

 

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