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QUI POSTULAZIONE #34 ▪ Il Beato Paolo Manna e il dono del Tempo

Paolo Manna, avellinese classe 1872 e beatificato nel 2001, moriva a Napoli il 15 settembre 1952.

Ordinato sacerdote quando già era nel Seminario delle Missioni Estere di Milano nel 1894, l’anno seguente ne raggiunse una delle sue missioni in Birmana, oggi Myanmar.

Costretto ad abbandonarla nel 1907 perché malato, continuò a servire l’Istituto in Italia dove assunse nel 1926 la carica di primo Superiore Generale del PIME, nato quell’anno dalla fusione di esso con il Pontificio Seminario per le Missioni Estere di Roma.

Rimasto in carica per quasi otto anni, durante il discorso per la partenza dei missionari del 1931 pronunciò queste parole che sono tutt’oggi valida esortazione a contingentare il tempo per vivere al meglio il dono della Vita ricevuto dal Signore.

«Dopo l’orazione, l’azione. Fatevi una legge di lavorare sempre indefessamente nella vostra vita e di non perdere mai il tempo vostro. Siate perciò uomini d’ordine; sulla nave, nel tempo di studio e di preparazione che dovrete ancora passare in mis­sione, durante tutti gli anni della vostra vita mis­sionaria, fatevi guidare sempre da un orario, che distribuisca saviamente il vostro tempo fra le varie occupazioni di preghiera, di studio, di ministero. Non si capisce come tante volte si passino vuoti ed oziosi giorni e mesi, la cui perdita è irreparabile.

Abituiamoci ad apprezzare il nostro tempo co­me lo si apprezzerà un giorno in cielo. Ora che l’ab­biamo, facciamone tesoro. Vi ho raccomandato l’o­perosità, l’operosità più santamente indefessa. […] Siano dunque la vostra regola queste cinque parole: tutto, sempre, solo per Dio. Nel le­varvi la mattina dopo un buon segno di croce, fate questa semplice offerta che cambia anticipatamen­te in oro tutto quello che farete e soffrirete nella giornata. Siate fedeli a questa pratica ed alla fine dei vostri giorni vi troverete assai ricchi di meriti per la vita eterna».

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