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QUI POSTULAZIONE #18 ▪ Una Santa Pasqua in navigazione

L’otto aprile 1855 Giovanni Battista Mazzucconi trascorse la sua ultima Pasqua in alto mare. Stremato per i giorni di tempesta che l’avevano preceduta, ma felice di sentirsi, lui e l’equipaggio, “veramente come resuscitati”, circondato da un mare calmo sul quale il sole tanto desiderato risplendeva come “una cosa nuova”.

Era in viaggio verso Sydney per rimettersi in salute come desiderio del suo Superiore, e di quanto accaduto durante quella Settimana Santa ne raccontò ai famigliari quando era prossimo al rientro in Missione con la Gazelle, a bordo della quale sarebbe stato martirizzato nel successivo mese di settembre.

Una morte, la sua, che aveva visto da vicino durante quella navigazione e lo fece riflettere, come deve far riflettere anche noi, che ci si deve sempre mettere nella mani del Signore, dal quale qualsiasi cosa si riceva “è sempre una grazia, una benedizione” per la quale ringraziarlo.

 

Carissimi Genitori, miei cari Fratelli e Sorelle.

Dopo quasi 4 mesi che mi trovo qui in Sydney lontano dalle mie isole, dai miei compagni, da’ miei figli, eccomi finalmente alla vigilia della mia partenza.

Domani mi metterò a bordo e sabato, dopodomani, sarò già in alto [mare] alla volta di Woodlark. Quest’anno, quando io mi trovavo in mare per venire a Sydney, il Mercoledì della Settimana Santa ci sorprese un uragano che ci ruppe le vele, le corde e la metà superiore di un albero; poi ci spinse ad errare pel mare senza direzione, e con poca speranza per quattro giorni finché il sole di Pasqua risplendé come una cosa nuova sopra di noi e noi eravamo veramente come risuscitati. Ebbene quel Dio che mi salvò in allora sarà con me anche in questo viaggio e se io non l’abbandono, Egli vuole essere con me per sempre, e finché Egli è con me, tutto ciò che mi può accadere sarà sempre una grazia, una benedizione di cui lo dovrò ringraziare.

Se nel pericolo Egli vorrà ritirarsi o farà mostra di dormire sulla punta della nave, io, come gli apostoli, anderò a risvegliarlo e a fargli vedere il mio pericolo. Che se poi non volesse ascoltare, allora gli dirò: Signore comanda ch’io venga a Voi; e la mia anima camminerà sulle acque, anderà ai suoi piedi e starà con Lui contenta per sempre.  

Sì, miei cari, abbiamo un altro paese, un’altra patria, un regno dove ci dobbiamo radunar tutti, dove non vi saranno più separazioni né partenze, dove i dolori e i pericoli passati non serviranno che ad aumentare la consolazione e la gloria. 

Dalla Lettera di Giovanni Battista Mazzucconi datata Sydney 16 agosto 1855

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