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QUI POSTULAZIONE #10 ▪ Padre Manna e la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Padre Manna e la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Padre Paolo Manna è stato definito da Paolo VI “il più grande ecumenista del secolo”, tale è stato l’impegno che ha profuso per l’unità dei cristiani. Il suo pensiero ha segnato la strada al cammino fatto dalla Chiesa e che l’ha portata alla costituzione del Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani, al Concilio Vaticano II e alla promulgazione dei tre documenti conciliari relativi alla stessa: Unitatis Redintegratio, Nostra Aetate e Dei Verbum.

Nel 1941 il suo libro I Fratelli Separati e Noi. Considerazioni e Testimonianze sulla riunione dei Cristiani fu fondamentale per «diffondere una sempre più larga conoscenza del problema, e – come si legge nella Presentazione alla seconda edizione dell’opera – contribuire a formare nei cattolici quella psicologia unionista tanto necessaria se questa grande causa di Dio deve avvicinarsi verso una felice soluzione». Esso fu un vero e proprio “manuale di Ecumenismo”, le cui pagine, come scrisse l’Autore, «non hanno altra pretesa fuori di quella di far presente a quanti leggeranno che esiste un problema della divisione dei cristiani, di farne sentire la realtà e di ispirare propositi di cooperare alla sua missione». Ossia quella missione che il Manna identificava nella Chiesa come «la realizzazione del grande programma di Gesù Cristo, di raccogliere tutti gli uomini in un solo Ovile e sotto la guida di un solo Pastore».

Stiamo vivendo la Settimana per l’unità dei Cristiani (18-25 gennaio 2024), iniziativa alle cui origini sono anche le “Settimane di studio” e l’“Ottavario di preghiere” in essere al tempo del Manna e finalizzate “per l’unità della Chiesa”. Ovvero «per il ritorno all’unità dei nostri fratelli che se ne allontanarono», come egli scrisse aggiungendo al riguardo: «È come quando preghiamo per la nostra conversione, o per quale degli altri peccatori. Non preghiamo per la santità della Chiesa, ma per il nostro ritorno a questa santità, che col peccato disonorammo, ma non potemmo intaccare».

Un ritorno alle origini, questo, che il sacerdote invitava ad attuare partendo dallo studio dell’ecumenismo nei seminari, dai contatti con i cristiani divisi, dalla promozione di conferenze, dialoghi o quant’altro idoneo a creare una base di conoscenza e di confidenza reciproca. Sottolineando, però, come tutto sia inutile «se non vien tolto l’ostacolo del peccato, che sta all’origine della grave situazione ed è pure causa del suo perpetuarsi. Bisogna che i cristiani divisi rientrino in se stessi, si umilino nel riconoscimento dei loro torti, aderiscano di più a Dio e ne implorino l’aiuto con fervide preghiere. La ricostruzione della cristianità unita nella sua originaria unità è un fatto assolutamente spirituale e solo per le vie dello Spirito si può effettuare».

A tutti noi oggi è dato, seguire le orme di Padre Manna e, accogliendo l’invito del Dicastero per l’Unità dei Cristiani, trovare opportunità in tutto l’arco dell’anno per esprimere il grado di comunione già raggiunto tra le chiese e per pregare insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso.

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I brani citati e quelli riportati in allegato sono tratti dalla terza edizione, data alle stampe nel 1944, del libro di Padre Paolo Manna I Fratelli separati e noi. Considerazioni e testimonianze sulla riunione dei Cristiani.

Allegato: Manna e i Fratelli separati.pdf

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