LETTERA DI PADRE VERGARA AL NIPOTINO GENNARO
È passato un anno dall'arrivo di padre Mario a Toungoo, in Birmania orientale. Si sa che uno dei primi impegni del missionario appena giunto in terra di missione è l'apprendimento delle lingue dei popoli ai quali è chiamato ad annunziare-testimoniare il Vangelo. P. Mario, accolto a braccia aperte dal vescovo mons. Vittorio Emanuele Sagrada, si applica subito con tenacia allo studio prima dell'inglese (essendo allora la Birmania un protettorato britannico), poi del birmano e delle lingue etniche. All'inizio è suo professore il padre Pasquale Ziello, che egli conosceva bene, essendo stato suo insegnante nel seminario diocesano di Aversa.
Toungoo, 7/10/1935
Venga il Tuo Regno, Gesù!
Carissimo mio piccolo Gennaro
Tuo zio è stato proprio molto contento di avere ancora una tua bella letterina dopo tanto tempo che non riceveva notizie da alcuno dei suoi parenti.
Bravo il mio piccolo Gennaro! Sono contento di vederti ancora buono ed affezionato verso lo zio.
Mi è dispiaciuto tanto che sia stato ammalato ed abbia dovuto subire l'operazioncina alla gola; ma meglio così, giacché ora sei una volta per sempre liberato da quelle continue seccature alla gola, Voglio pure congratularmi con te perché, benché tu sia stato ammalato tanto tempo, pure hai superati gli esami, ed anzi ti sentivi tanto sicuro da pensare ad un passaggio supplementare durante le vacanze; questo senza dubbio indica che durante l'anno hai studiato e fatto tutto il tuo dovere nel convitto. Peccato, che papà si sia deciso troppo tardi a farti andare in collegio.
Bravo, continua a studiare e soprattutto ad essere buono verso i tuoi compagni, rispettoso verso i tuoi superiori ed attaccato al collegio dove studi. E qui, permetti allo zio di raccomandarti qualche cosa più in particolare, cioè la fuga dei cattivi compagni. I cattivi compagni, lo sai, sono quelli che parlano di cose sporche, che mormorano sempre, e studiano mai. Sono come le mele fradicie che rovinano tutte le altre mele. Tu questi compagni non devi disprezzarli, ma devi evitarli, perché potrebbero tirarti al male. Sii perciò sempre un buon fanciullo, soprattutto nelle tue parole, nei tuoi pensieri, nelle azioni. Non aver vergogna di frequentare spesso la S. Comunione, ed abbi molta confidenza nel tuo confessore.
L'altra cosa di cui volevo congratularmi, era che ho trovato la tua scritta bene, senza alcun errore e soprattutto scritta con spigliatezza. Bravo! Questo però non ti deve mettere in orgasmo quando scrivi allo zio. Per imparare bene l'italiano devi leggere molto ed avere sempre il vocabolario tra le mani per trovare i termini di cui ignori il significato. Evita però di leggere libri cattivi, e quando non sai se un libro è buono o no, fallo vedere con confidenza filiale al tuo confessore o al tuo professore.
Ho notato che nella tua lettera mi dai solo notizie tue senza dirmi dei tuoi genitori, delle sorelline; perché? Nella prossima tua lettera che spero avrò subito, mi darai notizie di tutti di casa. Ho saputo che la nonna non è più a Fratta, ma a Castellamare.
Adesso tu vorresti sapere qualche notizia dello zio. Ebbene io non ne ho molte. Ho terminato oramai di studiare l'Inglese, e predico, parlo e confesso in questa lingua. Sto studiando il Birmano, che è una lingua proprio troppo difficile; per adesso riesco a confessare e a parlare un pochino ma devo studiarlo ancora molto per poterlo predicare.
Come vedi dall'indirizzo sono ancora a Toungoo, ma credo che verso la fine di questo mese, i miei superiori mi daranno la mia destinazione che probabilmente sarà qualche distretto sui monti, e quindi dovrò imparare la lingua che si parla in quel distretto. Come vedi caro Gennaro, qui al principio non si fa che imparare le lingue, giacché per convertire le anime non basta venire qui, ma bisogna sapere le loro lingue, e qui ci sono una quantità di lingue l'una più difficile dell'altra. Non ho battezzato nessuno ancora, ma sto lavorando attorno ad una famiglia buddista, e i buddisti sono i più difficili a convertirsi.
Qui c'è grande miseria, specialmente trai nostri cristiani dei monti, giacché il riso, l'unico prodotto che ricavano dalla terra, è stato tutto mangiato dai topi; molti villaggi, poi, sono stati inondati dalle acque, giacché molti fiumi sono straripati a causa delle forti piogge. Non ho nessuna fotografia da mandarti tranne una piccolina e mezzo rovinata. Ti invio pure una pagina di birmano scritta da me, per farti vedere la scrittura.
Di salute sto un poco male, ma fa niente perché sto sempre allegro di spirito. Prega sempre per lo zio.
Salutami i tuoi genitori. Baci a Titina e Rosetta la cinesina. A te tanti abbracci e baci.
Ti benedico
Tuo zio MARIO
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