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"NOTERELLE" DI PADRE MARIO VERGARA

"Noterelle" di padre Mario Vergara dopo due anni di missione(articolo pubblicato su Le Missioni Cattoliche, 1937, p. 238)

Son già due anni e mezzo che sono in terra di Missione e non mi sono ancora affacciato a questa pregiata rivista. Eppure quando ero in Seminario, appena ricevuta «Le Missioni Cattoliche» la sfogliavo con avidità e guardavo alla provenienza degli articoli, per vedere se fossero di Missionari da me conosciuti e amati. Non trovandovi loro articoli ne restavo male: suppongo lo stesso desiderio nei miei amici ed eccomi a soddisfarli.
IL MI0 DISTRETTO
Dopo aver imparato a balbettare alquanto tre lingue, mi fu affidata dall'ubbidienza la direzione del distretto di Cittacciò. Fuori di mano perché dista due buone giornate a cavallo, esso è situato tutto sui monti e conta ventinove villaggi cattolici. La popolazione di razza cariana, della tribù soccu, è buona ma molto povera ed arretrata, tanto che è disprezzata dalle altre tribù vicine. Il mio distretto è diviso in piccoli villaggi. Non vi sono strade di comunicazione, ma sentieri e viottoli che sono impraticabili durante i cinque mesi di pioggia. L'unica ricchezza del paese è costituita dal poco, dico poco, bestiame che si vende o si uccide in caso di sponsali. Unico cibo è il riso, mangiato con del sale ed un po' di erbe che il buon Dio fa crescere nella foresta. Vestiti? Disinvoltura massima: una camicia ed un paio di brachette per tutte le quattro stagioni, che una volta indossate non si depongono se non quando sono ridotte a brandelli; con quanto discapito dell'igiene ognuno se lo può immaginare.
FAME E TOPI
Quando venni qui, tutto il distretto soffriva la fame. Già da due anni non si faceva il raccolto del riso. Quale la causa? I topi! Sicuro. Questi piccoli roditori molto di frequente gettano la popolazione di due, tre distretti nella più squallida miseria. Capita così: La Cariania è il regno del bambù; col bambù questa gente fa gli strumenti per il lavoro della terra, gli utensili per la cucina, stuoie, corde, la casa, la chiesa, in breve quasi tutto. Ma quando il bambù fiorisce è una pasqua per i topi che sono ghiottissimi dei suoi fiori. È il tempo in cui i topi si moltiplicano all'inverosimile. Il fiore del bambù però, dura solo qualche mese ed allora i topi non avendo più da mangiare, invadono i campi di riso, ne rodono le tenere pianticelle ed in un giorno o due tutto è distrutto. Qualche cosa come la piaga delle cavallette. Appena perciò io misi piede in residenza, cominciarono le processioni degli affamati a chiedere l'aiuto del Prete. Quanto avevo con me, tutto finì. Quest'anno, grazie al Signore, si è avuto un po' di riso, ma un terzo del mio distretto è stato ancora provato. Per me e per loro le cose vanno male, perché io non ho più quel poco di riserva dell'anno scorso e non so come venire in soccorso di questa gente. Aggiungete che ho 82 orfani con me e 29 catechisti da pagare ed allora voi potete comprendere un po' le necessità di questa porzione della vigna del Signore.
LUX IN TENEBRIS
Fra tante preoccupazioni, però, il Signore ha voluto darmi una grande consolazione che io partecipo a voi. Il mio distretto è circondato da un lato da protestanti. Sembrava che tra di loro non si potesse avere alcuna conversione pei soliti pregiudizi contro la Chiesa Cattolica. Ma io non mi sapevo rassegnare a fare soltanto da custode dei miei villaggi già cattolici. Mirai perciò ad un villaggio di Battisti proprio al confine del distretto ed andai a visitarlo. La prima volta ebbi accoglienza apatica. Accettarono le medicine ma quando parlavo di religione, erano sordi come un muro. Dopo alcuni mesi vi andai di nuovo: trovai migliore accoglienza; qualcuno mostrava anche delle velleità, ma trovavo grave ostacolo nelle donne che non volevano saperne di cambiar religione. Conosciuto il lato debole, preparai il mio piano. Vi andai una terza volta in compagnia di due catechisti. Dissi loro di trattare solo con gli uomini e di tralasciare le donne a cui avrei pensato io. In che modo? Di preciso non lo sapevo neppur io: confidavo in un aiuto speciale del Signore. Mi attirai dapprima le simpatie dei bambini ai quali distribuivo confetti in quantità; con tutte fui generoso di medicine e consigli; quindi le feci radunare per sentire un mio discorsetto. Parlai per quattro ore consecutive; poi feci radunare i capi di famiglia. Altre due ore di conversazione terminata con questo bell'esito: tutti si fecero catecumeni. Adesso studiano preparandosi per il Battesimo che conferirò loro al prossimo S. Natale. Assistetemi colle vostre preghiere.
P. Mario Vergara

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