LETTERE PASQUALI DI PADRE VERGARA ALLA COGNATA MARIA
Pubblichiamo due lettere del Servo di Dio padre Vergara (ormai prossimo alla beatificazione) alla cognata Maria, moglie del fratello Luigi. La prima è scritta subito dopo la Pasqua del 1937 e la seconda, a distanza di un anno, in Quaresima.
Riteniamo siano interessanti per vari motivi. Innanzitutto perché lasciano trasparire le qualità umane del missionario frattese del PIME: saggezza, equilibrio, affettività premurosa e delicata. Rivelano inoltre il suo cuore amareggiato, sì, ma sgombro da ogni sia pur minimo risentimento verso il fratello che pure lo aveva cinicamente depredato, in patria, di quei beni che gli spettavano di diritto e di cui aveva tanto bisogno per sostenere le sue opere religiose, caritative e di promozione umana. Traspare inoltre, come sempre, il suo profondo spirito di fede, di fortezza e di pazienza nel sopportare avversità e grattacapi di ogni genere. Malattie gravi (in particolare il tifo, che lo aveva portato sull'orlo della tomba), caldo asfissiante, pregiudizi e diffidenze...: niente lo spaventa, mentre si sobbarca a un ritmo di lavoro apostolico che ha dell'incredibile.
P. Mario scrive da Htithasaw (pr. Citaciò), nel distretto affidatogli, alla fine del 1935, dal Vescovo del PIME mons. Vittorio Emanuele Sagrada, tra i Cariani rossi della tribù dei Soka, una delle più povere e primitive della Birmania. Il "novello Vescovo", cui accenna il Servo di Dio nella seconda lettera, è mons. Alfredo Lanfranconi (nella foto con p. Mario e i suoi catechisti), succeduto a mons. Sagrada come Vicario Apostolico di Toungoo nell'agosto 1937.
Htithasaw 16-4-1937
Venga il Tuo Regno!
Carissima Maria
Ho ricevuta con molto piacere la tua. Come vedi il Signore mi conserva ancora tra i vivi benché abbia avuto alcune settimane fa un altro attacco di tifo che mi ha lasciato molto debole. Qui però non si può guardare molto per il sottile perché il lavoro e i grattacapi sono molti e non si può stare in riposo anche se mancano le forze.Come buona notizia ti faccio sapere che sto per guadagnare alla Fede un villaggio di Protestanti: bisogna pregare! È troppo difficile convertire i protestanti: hanno troppi pregiudizi contro di noi cattolici.Qui è cominciata già da un mese la stagione dei grandi calori: ne avremo per quattro mesi: c'è da morire asfissiati!Spero che abbia passata bene la S. Pasqua, io l'ho passata a letto.Il tuo interessamento e le espressioni di affetto per la mia malattia mi commuovono; io però non ho paura di morire. Scrivo in pari data a Luigi rispondendo ad una sua, dopo due anni che non mi scriveva.Condiscendendo ai suoi desideri mi contento di solo £ 10mila come risarcimento della sala di pranzo e così spero ogni cosa possa finire. Non posso rinunziare a questo denaro perché sono stracarico di debiti e le mie necessità sono infinite. Ho saputo che il commercio non va tanto male per Luigi e ne godo di cuore. Ho da scrivere ancora 4 lettere e mi manca la volontà a causa del caldo, perciò contentati di queste poche parole. Abbraccio e bacio i miei cari nipoti di cui desidero notizie.
Ti saluto con affetto
Tuo cognato P. Mario Vergara.
P.S. Per qualche offerta indirizza al mio nome: Pontificio Istituto Missioni Estere, Via Monterosa 81 - Milano
Htithasaw 1-4-1938
Venga il Tuo Regno!
Carissima Maria
Non devi preoccuparti se la mia corrispondenza non è così frequente come tu vorresti.
Se io avessi a morire, ne riceveresti subito telegramma per via aerea; quindi da questo lato puoi essere sicura.
Io sono sempre in difficoltà per la corrispondenza. Se tu consideri che ho 29 villaggi cattolici da guardare - oltre i villaggi protestanti - e che io devo visitare almeno 4 volte all'anno e che ogni visita mi porta via al minimo 1 mese e mezzo, vedrai subito come almeno 6 mesi all'anno io non sono a casa. Vi sono poi ogni tanto visite in altri Distretti per aiutare i Confratelli o per confessarci scambievolmente etc. Quindi di tempo disponibile ce n'è poco, e molte volte quando si ha del tempo non si hanno le disposizioni morali per scrivervi.
A te basti sapere che assolutamente non ho alcun rancore verso dl te - né l'ho verso Luigi - anzi ti voglio bene, ti stimo, ti sono grato delle preoccupazioni che mostri nei miei riguardi, e prego per te e per la tua famiglia.
Non pretendo denaro da te, perché tu sei madre di famiglia e le mamme hanno sempre da fare tante spese e spesucce per i figli, di cui il padre non ne vuole e non ne deve sapere per la pace della casa. Delle pretese se le ho, le ho verso mio fratello il quale spende e spande inutilmente ma non pensa a sciogliere i debiti di giustizia che ha verso di me. Io non ho alcun rancore verso mio fratello ma lui poi davanti al Signore non può trovarsi bene in coscienza. Gli ho rimesso quasi tutto quello che avrebbe dovuto; speravo che lui avesse riparato con offerte spontanee alle mie opere, invece non mi dà nemmeno quel poco che mi deve.
Mia zia Orsolina benché deve ricevere ancora il debito di £ 6mila, pure quasi ogni mese mi manda £ 100. Oggi ho ricevuto un'altra sua lettera in cui mi annunzia £ 100 da parte sua e £ 200 da parte di D. Marco Farina. Quattro o cinque mesi fa mi mandò £ 4mila per una cappella di legno da costruire in un mio villaggio a memoria di Zio Luigi; e nella lettera di oggi mi promette per la prossima annata di commercio altre £ 4mila per un'altra cappella in memoria di zio Pasquale. Questo vorrei lo sapesse mio fratello il quale mi dà soltanto delle parole. Perfino nella colletta pubblica che fecero per me a Fratta, mia zia diede £ 100 e mio fratello solo £ 2.
Io ti ringrazio tanto e poi tanto per la cioccolata e l'offerta che mi mandasti tramite il mio novello Vescovo. Ricevetti pure le lettere con le fotografie e mi meraviglio vedere Gennaro diventato già un giovanotto, io lo penso ancora un ragazzino. La lettera che però mi ha scritta è fredda come il ghiaccio.
Io sto bene, ma quando vado in giro, le visceri non funzionano.
Dopo Pasqua devo seguire il Vescovo in giro per 2 mesi. Povere gambe!
Per la S. Pasqua farò gli auguri a te ed ai tuoi davanti all'Altare. Baci ai bimbi: tanti saluti. Prega per me.
Tuo aff.mo
Mario
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