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QUI POSTULAZIONE #129 - Tra le derelitte di Venezia e Milano

Nel 1864, desiderosa di assistere e recuperare le giovani abbandonate, povere o appena dimesse dal carcere – chiamate allora “derelitte” –, avviò per loro a Venezia “Casa Sacra Famiglia”, istituzione colle stesse finalità di “Casa di Nazareth” fondata da Padre Carlo Salerio e Carolina Orsenigo cinque anni prima a Milano.

Era Anna Maria Marovich, quarantanovenne al momento della fondazione, nata a Venezia da commerciati montenegrini stabilitisi in quella città da dove tanto di spirituale diede al Patriarcato e non solo. Furono meditazioni, racconti, liriche e dipinti con grandi estimatori come Pio IX, i Patriarchi Jacopo Monico ed Angelo Ramazzotti e lo stesso Salerio, che da seminarista si formò sulla sua spiritualità della Riparazione.

Per prendersi cura di “Casa Sacra Famiglia” fondò le “Riparatrici del Sacratissimo Cuore di Gesù”, che in seguito volle portare in seno alle “Pie Signore Riparatrici”: avevano il loro stesso carisma e lei ne stimava i Fondatori Salerio e Orsenigo. Tanto da rinunciare alla carica di Superiora e a mettersi sotto la guida di quest’ultima quando prese l’abito delle future Suore della Riparazione nel 1868.

Morì a Venezia il 3 ottobre 1887 all’età di settantadue anni.

Nel corso della Causa di Beatificazione e Canonizzazione avviata dalle consorelle è stata riconosciuta Venerabile Serva di Dio il 17 dicembre 2007.

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LAUDE

Della Pia Donzella Anna Marovich

Verginella immacolata,

Bella più ch’ alba nascente,

Più che luna rilucente,

Nostra speme e nostro amor:

Ti rammenta che sei nata

Per ben nostro in quest’esiglio;

E pietosa abbassa il ciglio

Su chi cerca il tuo favor.

Vaga stella del mattino,

Nunzia a noi del sole eterno,

Che sgomenti il cupo inferno

Col brillar del tuo fulgor:

A te umil la fronte inchino,

Alzo a te la mia preghiera:

Deh consola chi ‘n te spera,

O letizia d’ogni cor.

Niun richiese a te mercede

Che non fosse consolato,

Vergin scevra da peccato,

Ma rifugio al peccator.

Deh se afflitto alcun non riede,

Vergin bella, dal tuo trono,

Fa che impetri anch’io perdono

De’ miei molti e lunghi error.

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Da La fede e la devozione a Maria Immacolata dichiarata e proposta coi sentimenti e colle parole dei SS. Padri da Luigi Parodi D.C.D.G., coi tipi della Civiltà Cattolica, Roma, 1856, p. 236.

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