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QUI POSTULAZIONE #124 - In morte di Mons. Ramazzotti

Sofferente per il cuore, nulla servendo il periodo di riposo prescrittogli dai medici, Angelo Ramazzotti, allora Patriarca di Venezia, moriva il 24 settembre 1861 in quello che è oggi Crespano del Grappa.

Avendo donata la residenza estiva del Patriarcato per destinarla ad ospedale, per potersi rimettere in salute da qualche settimana egli era ospite dei Conti Canal nella loro “Villa Gherla” in provincia di Treviso

Fu lì, da dove la sua salma raggiunse Venezia per le esequie, che Mons. Ramazzotti seppe della promozione al cardinalato per il concistoro del 27 settembre. Per essa si sentiva inadeguato e sapeva di non potervi far fronte avendo dato tutto il suo denaro ai poveri, ma dopo aver inutilmente tentato di evitarla si disse pronto ad accettarla in obbedienza al desiderio di Pio IX.

Diletto figlio, Salute ed Apostolica Benedizione. Abbiamo ricevuto la tua lettera a Noi spedita il dì 24 dello scorso mese, colla quale a nome anche di cotesto Patriarcale Collegio di Canonici Ci significhi, che dopo i travagli di lunga e penosa malattia il Venerabile Fratello Angelo Ramazzotti, vigilantissimo Patriarca della Veneta Chiesa, passò di questa vita, munito di tutti i conforti di Nostra Religione Santissima. Non abbiamo potuto non rammaricarci fortemente per la morte di cotesto Antistite, il quale insigne per singolare religione, pietà ed esimia fede e riverenza verso di Noi e di questa Cattedra di Pietro, non meno che per altre egregie doti di animo e di mente distinto, adempiendo con ogni sollecitudine il gravissimo Episcopale ministero avevasi conciliato meritamente e con pieno diritto la stima di tutti i buoni, l’amore di cotesta Veneta Diocesi, la Nostra particolare benevolenza. Ond’è che, come ben sai, avevamo stabilito di aggiungerlo al Sacro Collegio de’ Cardinali della S. R. Chiesa nel Concistoro secreto da Noi tenuto il dì 27 del mese testè passato di Settembre. Ma poi che con immensa tristezza dell’animo Nostro abbiamo risaputo che lo stesso Chiarissimo Presule aveva cessato di vivere, non abbiamo intralasciato di raccomandare umilmente e istantemente con preghiere e con sacrificii l’anima di lui al Clementissimo Padre delle Misericordie, affinchè benignamente si degni di condonare ad essa quanto di umana labe gli rimanga ancora da espiare, e la introduca alle celesti sedi dell’eterna beatitudine. Conciossiachè poi torni a Noi dolorosissimo che cotesta Veneta Chiesa, specialmente in questi luttuosissimi tempi, rimanga priva del suo Pastore, così ardentemente desideriamo di preporle colla massima celerità possibile il nuovo Patriarca. Finalmente, auspice di tutti i doni celesti e pegno della Nostra paterna carità, col più intimo affetto del cuore a Te, o diletto figlio, e a tutti i Canonici di cotesta Chiesa amantissimamente impartiamo l’Apostolica Benedizione.

 

Da S. Pietro di Roma il dì 7 Ottobre dell’anno 1861

       Decimosesto del Nostro Pontificato.

 

PIO PP. IX.

Allegato

 

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