QUI POSTULAZIONE #48 ▪ Festeggiando l’Immacolata col Venerabile Ramazzotti
«Non ultimi per affetto, renderemo noi pure testimonianza solenne della nostra fede all’infallibile insegnamento della Chiesa, e della nostra divozione verso l’Immacolata nostra Madre e Regina».
Così scrisse nella Lettera Pastorale del 24 aprile 1855 il Venerabile Angelo Ramazzotti, allora vescovo di Pavia, nell’annunciare alla diocesi i festeggiamenti in onore del dogma mariano dell’8 dicembre 1854.
Quei momenti di festa li aveva già annunciati nella Pastorale del 4 febbraio dedicata a spiegare quanto «il Santo Padre ci dichiara e definisce come [verità] rilevata da Dio, cioè che la SS. Vergine a differenza degli altri uomini che nascono dal peccato originale, fu nel primo momento della sua Concezione per singolare grazia, e privilegio dell’Onnipotente Iddio in vista dei meriti di Gesù Cristo preservata immune da ogni macchia di colpa originale».
Le date scelte per essi furono l’8 e il 15 maggio come da lui desiderato per andare incontro a tutti i fedeli della diocesi: «E perciò destiniamo la prima Domenica del mese di Maggio a compiere questa divota solennità, sia nella nostra Cattedrale dove noi stessi celebreremo Pontificalmente la Messa votiva dell’Immacolata Concezione, sia nelle Parrocchie fuori della Città, dove pure sarà con decorosa solennità cantata la stessa Messa votiva. Le Parrocchie invece della città rimetteranno tale funzione alla seconda Domenica del mese, affinché nella prima possano i fedeli più facilmente intervenire all’Omelia ed alle funzioni Vescovili nel nostro Tempio Maggiore».
Furono eventi liturgici e di pietà popolare che espressero, in termini evidenti e inequivocabili, l’accoglienza della Chiesa diocesana di Pavia alla definizione dell’Immacolata, come anche evidenziato nella biografia del vescovo scritta dal suo segretario Cagliaroli.

Intestazione della Lettera Pastorale del 24 aprile 1855
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Pavia ringrazia per il Dogma dell’Immacolata Concezione
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Qual fosse poi la fede e la pietà in generale del Clero e del popolo Pavese in Maria concepita senza macchia di peccato, fu reso assai manifesto dalla solennità del giorno 8 maggio 1855, in cui si festeggiò la dommatica definizione. La precedette un devotissimo triduo di predicazione e di preghiere a Gesù esposto in Sacramento. La cattedrale addobbata splendidamente, a cura espressa del Vescovo, mostrava una bellissima effigie dipinta in tela, di Maria SS. Immacolata, che per essere locata in alto, e assai bene illuminata, aveva aspetto di paradiso. Alla mattina numerosissimo il concorso dei fedeli ai SS. Sacramenti; la folla di cittadini e di gente accorsa dai vicini paesi poteva appena esser contenuta nel vasto recinto del tempio. Alla messa pontificale, accompagnata da armoniosi concenti, intervennero il clero della città, le autorità militari ed amministrative, il Municipio, il magistero dell’Università. Al Vangelo il Vescovo asceso in pergamo per leggervi un’omelia già apparecchiata, alla vista di quella moltitudine raccolta a divoto silenzio, posto da parte lo scritto, volle piuttosto abbandonarsi alla parola estemporanea ispiratagli dalla piena de’ suoi affetti, e predicò con tale una robustezza di concetti ed unzione di spirito, che l’udienza ne rimase profondamente ammirata e commossa. Lungo il dì incredibile il concorso di popolo, che accorreva con edificante pietà a raccomandarsi a Maria Immacolata; a sera si chiuse co’ Vesperi solenni pontificati da Monsignore, e colla benedizione del venerabile Sacramento.
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Pietro Cagliaroli, Vita di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignore Angelo Ramazzotti, Patriarca di Venezia, Rovigo, Stabilimento Minelli, 1862, pp. 128-129.
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