QUI POSTULAZIONE #43 ▪ Solennità di Ognissanti
A un anno dal suo primo numero, uscito in occasione della Solennità di Ognissanti, Qui Postulazione torna a ricordare l’odierna festa, che unisce cielo e terra, condividendo questa riflessione di San Bernardo tratta dalla Seconda lettura dell’Ufficio di quest’oggi: «I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro». E questo perché, come da egli stesso chiarito, «secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste [già] li onora».
Ricordare i Santi oggi, e tra loro anche coloro che Qui Postulazione porta ad esempio per la vita quotidiana, è guardare a chi già possiede l’eredità della gloria eterna, a quanti la Chiesa ci propone a esempio. Peccatori come ognuno di noi, essi hanno cercato di rinunciare al male e si sono lasciati incontrare da Gesù attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze e anche le loro tristezze e gioie, ma soprattutto attraverso l’esercizio di una carità operosa nella testimonianza di una fede salda.
Ricordarli è fare nostro quanto lo stesso Bernardo ci ha altresì condiviso: «Il primo desiderio, che la memoria dei santi suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all'assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi».
La santità è il cammino della Chiesa, è il cammino di ogni battezzato perché «tutti i fedeli, secondo la propria condizione, devono dedicare le proprie energie al fine di condurre una vita santa e di promuovere la crescita della Chiesa e la sua continua santificazione». Proprio per questa ragione la santità esige totale dedizione, nonostante quegli ostacoli nel quotidiano che hanno saputo affrontare coloro che oggi ricordiamo e che possiamo tenere di esempio. Santi non solo del martirologio, ma anche quelli della porta accanto, come li ha chiamati Papa Francesco, ai quali possiamo chiedere l’intercessione proprio perché partecipano all’essere di Dio in Cristo mediante lo Spirito.
Santità che non può esserci senza la Preghiera, così come ci insegna Santa Teresa d’Avila che ha identificato il cammino della preghiera con il cammino della santità, cioè della vocazione cristiana. La Teresa Maestra dell’orazione ai cui insegnamenti lo stesso Pontefice si è rifatto quando, in occasione del V Centenario della sua nascita, ha affermato ciò che dovremmo sempre tener presente: «La vera santità è l’allegria, perché “un santo triste è un triste santo”». Alle sue monache, infatti, la santa spagnola rivolgeva sempre l’invito a «procedere con letizia», perché nulla può fare più felice una persona che camminare in santità con Cristo e questo deve vedersi riflesso nelle sue azioni.
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