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Italia - p. Giuseppe Fumagalli (1939-2026)

P. Giuseppe Fumagalli, nato a Brugherio (provincia Monza e Brianza), il 16 gennaio 1939. Figlio di Gaspare Fumagalli e Maria Mariani viene battezzato subito il 17 gennaio 1939. Entra nel seminario del PIME di Monza il 4 settembre del 1953 in quinta Ginnasio. Emette la Promessa Definitiva di appartenenza all’Istituto il 29 marzo 1963 a Milano. Viene ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 14 marzo 1964 dall’arcivescovo di Milano, Card. Giovanni Colombo. Dall’ottobre 1964 per un anno è insegnante presso il Seminario PIME a Treviso e dal settembre 1965 animatore vocazionale presso il Centro Missionario PIME di Milano.

Il 4 di settembre del 1967 riceve la destinazione per l’allora Guinea Portoghese (poi Guinea-Bissau). Parte per Lisbona per lo studio del portoghese il 20 novembre e raggiunge Bissau il 30 agosto del 1968. Destinato direttamente dai Superiori alla missione di Suzana, tra la maggioranza di etnia felupe, vi arriva dopo una settimana il 6 settembre 1968 e vi rimarrà ininterrottamente per più di cinquant’anni fino al suo rientro definitivo in Italia nel maggio 2021. A Suzana viene introdotto nel lavoro missionario da p. Spartaco Marmugi, uno del primo gruppo di missionari PIME in Guinea-Bissau. E’ lo stesso padre Zé (così comunemente chiamato dalla gente e dai confratelli) a definire p. Marmugi come suo “maestro” di vita missionaria. Gli succede nella responsabilità di parroco della parrocchia Nossa Senhora da Luza di Suzana, il 19 aprile 1972.

Missionario eclettico e dotato di tante capacità ha consacrato la sua vita all’evangelizzazione del mondo felupe fondando diverse comunità cristiane. Ispirato dalla freschezza dei testi conciliari del Vaticano II si immerge nell’avventura missionaria e abbraccia con convinzione lo stile di un primo annuncio in dialogo con la cultura locale. Si dedica con passione all’apprendimento della lingua locale quasi da autodidatta e incomincia un lavoro enorme di traduzioni dal Messale, ai lezionari feriali e festivi fino a completare tutto il Nuovo Testamento. Con un innato dono per la musica si è impegnato nello studio della musica felupe e nella produzione di diversi canti (poi tradotti anche in criolo) per la liturgia e la catechesi che sono diventati popolari in tutto il Paese. È grazie al suo sforzo condiviso con altri confratelli che, strumenti locali come il tamburo, vengono introdotti nelle celebrazioni. Crea anche una radio locale “Radio Titijene” (“il sole è sorto”) con l’obiettivo di raggiungere con programmi religiosi le varie comunità disperse sul territorio e diventare una voce per unire realtà lontane.

Proveniente da una famiglia di falegnami, sfrutta le sue conoscenze in vari ambiti di lavoro (meccanico, elettrico, carpentiere) per avviare diversi giovani al lavoro incominciando un’officina che nei vari anni si è sempre più arricchita di macchinari e strumentazioni. Sono di sua ideazione e fattura, diversi ponti costruiti per collegare villaggi isolati per via dei bracci di mare. Nei primi venti anni di missione rientra solo tre volte in Italia per le vacanze, poi lo farà più di frequente anche a causa della sua cagionevole salute. Nonostante il distacco da casa, p. Zé mantiene sempre un affetto particolare per la sua comunità parrocchiale di Brugherio, coltivando un’intensa corrispondenza di lettere e racconti in particolare con l’associazione “Brugherio Oltremare” e con le famose “Lettere da Katon”, una sorta di bollettino informativo per amici e benefattori.

Partecipa all’Assemblea Generale PIME a Tagaytay nel 1989 e a quella di Ariccia nel 1995. Ricopre vari ruoli di responsabilità all’interno della nascente diocesi di Bissau, in particolare come presidente della Commissione Diocesana della Catechesi e della Pastorale Famigliare, incarichi che ricoprirà per parecchi anni e che porteranno all’ideazione del Direttorio della Catechesi nelle sue fasi di pre-catecumenato e catecumenato.

Desideroso di poter terminare il suo viaggio terreno a Suzana è però costretto, per motivi di salute legati soprattutto alla sindrome di Parkinson, a rientrare in Italia nel 2021 e a stabilirsi presso la Casa di Rancio di Lecco dove vi rimane fino al giorno del suo rientro alla casa del Padre il 29 agosto 2026. Pur in condizioni precarie e segnato nel corpo dall’avanzare della malattia, p. Zé ha mantenuto fino alla fine una grande lucidità e una rinnovata gratitudine al Signore per il dono della vocazione missionaria nel PIME e per la missione in Guinea-Bissau, in particolare la “sua” Suzana.