Brasile - P. Domenico Rotunno (1934 - 2026)
Venerdì 12 giugno 2026, nella comunità “Regina degli Apostoli” di Ibiporã, in Brasile, il Signore ha chiamato a sé padre Domenico Rotunno, missionario del PIME, dopo una vita interamente donata al Vangelo, alla missione e al servizio dei più poveri. Aveva 92 anni.
Era nato il 14 aprile 1934 a Riardo, in provincia di Caserta e diocesi di Teano-Calvi, da Giovanni Rotunno e Maria Concetta Canzano. Della sua infanzia conservò sempre un ricordo vivo e affettuoso della terra natale. Frequentò le scuole elementari nel paese e, terminata la quinta classe, dovette interrompere gli studi a causa della Seconda Guerra Mondiale, aiutando una zia nella piccola fattoria di famiglia. Furono anni che alimentarono in lui l'amore per la campagna e l'agricoltura, mentre pascolava il piccolo gregge di pecore.
La vocazione missionaria maturò presto. Nella sua parrocchia operava infatti un missionario del PIME, padre Fabiano Licciardi, che parlava spesso delle missioni, mentre la madre gli ricordava la bellezza della chiamata sacerdotale. Nel 1947 entrò nel seminario missionario di Ducenta. Ad accoglierlo al portone d'ingresso fu il beato Paolo Manna, che rivolse al padre e allo zio una domanda rimasta impressa per sempre nella sua memoria: «Siete venuti per offrirlo al Signore?». Quelle parole accompagnarono tutta la sua vita e divennero il programma della sua esistenza.
Padre Domenico ebbe la grazia di vivere accanto al beato Paolo Manna fino alla sua morte, avvenuta il 15 settembre 1952. Ne conservò sempre un ricordo affettuoso e riconoscente: lo vedeva celebrare quotidianamente la Messa con grande devozione nel palazzo ducale che allora ospitava il seminario di Ducenta e ricordava di aver servito all'altare come suo chierichetto.
Compiuti gli studi ginnasiali e liceali a Ducenta, trascorse l'anno di spiritualità a Villa Grugana e i quattro anni di teologia a Gaeta. Il 20 giugno 1959 emise la promessa definitiva nel PIME a Villa Grugana e il 19 giugno 1960 fu ordinato sacerdote nel Santuario della Santissima Trinità di Gaeta.
I primi dodici anni del suo ministero furono dedicati principalmente alla formazione dei giovani. Fu educatore e professore nel seminario minore di Ducenta; successivamente svolse il servizio di vice-rettore e insegnante di lettere ed educazione fisica nel seminario di Catania, distinguendosi anche per il ministero della predicazione e delle confessioni nella cappella della storica Via dei Crociferi. In seguito fu inviato a Sassari come direttore spirituale e orientatore vocazionale. Furono anni intensi, segnati anche dall'animazione missionaria nelle parrocchie del Sud Italia, in un periodo particolarmente fecondo per le vocazioni.
Nel 1972 ricevette finalmente la destinazione missionaria al Brasile, terra che sarebbe diventata la sua seconda patria. Dopo lo studio della lingua, iniziò il ministero come coadiutore nella parrocchia della Pedreira, a San Paolo, accanto a padre Geremia Arosio. Successivamente fu inviato a Tarumã come parroco e direttore spirituale nel collegio-seminario di Assis. Quando gli fu proposto di proseguire gli studi in Amministrazione scolastica e Pedagogia in vista di un futuro servizio formativo, rinunciò generosamente per rispondere alle necessità pastorali della missione.
Fu quindi destinato a Ibiporã come viceparroco accanto a padre Rino Nogarotto. In quegli anni si dedicò con entusiasmo alle numerose comunità rurali sorte nel periodo d'oro della coltivazione del caffè. Ancora oggi viene ricordata la sua instancabile visita alle fattorie della regione, dove raccoglieva i celebri “sacchi di caffè” che permisero la costruzione dell'attuale casa parrocchiale. Accanto a lui collaborò generosamente il signor Sebastião Sarábia, figura importante nello sviluppo delle opere del PIME a Ibiporã, del quale divenne caro amico.
Nel 1977 trascorse alcuni mesi nella parrocchia di Fraiburgo, nello Stato di Santa Catarina. Durante il successivo rientro in Italia per le ferie quinquennali, gli venne chiesto di assumere nuovi incarichi al servizio dell'Istituto. Quello che doveva essere un breve periodo si trasformò in dieci anni di intenso lavoro come animatore missionario e vocazionale e come responsabile delle case e dei seminari minori di Gaeta e Sassari. Svolse questo servizio con dedizione, disponibilità e spirito di obbedienza.
Rientrato in Brasile nel 1987, dopo un periodo nella casa regionale di Vila Mariana fu destinato ad Assis, nella comunità di Vila Xavier, dove collaborò nuovamente con padre José Contini fino al 1999, anno in cui ottenne un periodo sabbatico in Italia.
Di nuovo, in Brasile nel 2000, si mise generosamente a disposizione delle necessità della missione. Ad Echaporã sostituì padre Francisco Sagone durante la sua grave malattia, rimanendo in parrocchia fino all'arrivo del nuovo parroco. Da quel momento assunse progressivamente il ruolo che lui stesso amava definire del «padre viandante». Per anni percorse le comunità del Brasile sostituendo confratelli durante ferie, malattie o vacanze, servendo in luoghi diversi come Nioaque, Jardim e Porto Murtinho in Mato Grosso do Sul, e altre parrocchie nello stato di S. Paulo e del Paraná. Fu una forma di missione silenziosa ma preziosa, che svolse con fedeltà fino a età avanzata.
Padre Domenico nutrì sempre una particolare predilezione per i bambini, i poveri, i malati e le persone con disabilità. Anche negli ultimi anni continuò a visitare e sostenere, per quanto gli era possibile, gli ospiti dell'Associazione dei Genitori e Amici degli Eccezionali di Ibiporã. Allo stesso modo non venne mai meno alla cura delle tombe dei confratelli sepolti nel cimitero locale, segno della sua profonda fedeltà alla famiglia missionaria del PIME.
Negli ultimi anni visse stabilmente nella comunità “Regina degli Apostoli” di Ibiporã, dove trascorse con serenità, semplicità e spirito fraterno l'ultima stagione della sua vita. Fino alla fine rimase disponibile, interessato agli altri e profondamente legato alla missione.
Lascia il ricordo di un missionario umile, instancabile e fedele, un autentico «padre viandante» che ha fatto della propria esistenza quell'offerta gradita a Dio che gli era stata chiesta sulla soglia del seminario. Il PIME, le comunità che ha servito e tutti coloro che lo hanno conosciuto rendono grazie al Signore per la sua testimonianza semplice e luminosa.
I funerali saranno celebrati sabato 12 giugno 2026 alle ore 15.00 presso la chiesa pubblica della casa PIME di Ibiporà a cui seguirà la tumulazione della salma nel cimitero locale.
Affidiamo l'anima di padre Domenico Rotunno alla misericordia di Dio Padre. R.I.P.
