Filippine - P. Alessandro Brambilla (1943-2021)
Carissimi,
quest’oggi, venerdì 16 aprile 2021, poco dopo le 16.30 (le 22.30 nelle Filippine) è morto a Parañaque-Manila il nostro carissimo confratello padre Alessandro Brambilla. Da qualche giorno soffriva di un malessere riconducibile ad una polmonite, e visto il progressivo peggioramento, la dottoressa che lo seguiva aveva appena disposto il ricovero, ma mentre era in ambulanza o forse appena giunto in ospedale, è improvvisamente mancato per un collasso. Al momento, non è possibile ricondurre il decesso ad un’infezione da Covid-19. Aveva 78 anni.
Padre Sandro nasce a Gorgonzola (provincia e diocesi di Milano) il 29 marzo 1943, figlio di Giulio e Giuseppina Cavalleri. Ultimo di quattro fratelli, compiuti i tre anni di studio di avviamento professionale industriale a Melzo, lavora per cinque anni, ed entra poi nel Seminario dell’Istituto a Monza il 1 ottobre 1962. Consegue la maturità classica presso il Seminario PIME a Cervignano; gli studi teologici, iniziati alla Facoltà Teologica Interregionale a Milano, li conclude presso il nostro Studio Teologico Missionario. Emette la Promessa Definitiva il 12 gennaio 1973 e il 28 giugno dello stesso anno, a Milano, viene ordinato presbitero per l’imposizione delle mani del Card. Giovanni Colombo. Viene destinato alle Filippine per un lavoro nell’isola di Mindanao, che raggiunge nell’estate del 1974, dopo lo studio dell’inglese a Londra. Nel 1977 viene trasferito a Tondo (Manila) a servizio della grande parrocchia di San Pablo Apostol, con una popolazione di più di 50mila persone. Consegnata la parrocchia alla diocesi di Manila, accetta la proposta di un servizio in Italia, come amministratore al Centro Missionario di Milano. Ritorna nelle Filippine per 4 anni, lavorando nell’isola di Mindanao (Sirawai, Dipolog) molto segnata dalla guerriglia politica, dalle insurrezioni e dal problema del taglio delle foreste e viene poi di nuovo richiamato in Italia, questa volta a Roma, per il servizio di economo generale fino al 1997. Da allora rientra poi nelle Filippine, a Siraway, rimettendosi a servizio della gente, della Chiesa e dei confratelli di là. Da alcuni anni collaborava come sacerdote residente nella parrocchia di Mary Queen of Apostles, a Parañaque.
In una sua lettera del 1993, in risposta all’invito di assumere un incarico a servizio dell’Istituto, così scriveva: “…non mi aspettavo più un invito del genere: anche per la uccisione di padre Salvatore Carzedda di qualche mese fa, qui davvero manca personale, Siraway poi è un posto di gente che va e viene, la comunità stabile è formata solo da un gruppetto di fedeli, per cui la presenza del prete è veramente importante; in più adesso ci sono anche alcuni giovani che pensano di consacrarsi a Dio e hanno bisogno di essere seguiti. Io inoltre non ho nessun titolo di studio per assumere il ruolo di economo generale e soprattutto la responsabilità è tanta. Ora non posso parlare con nessuno dei confratelli di tutto questo perché vivo solo, il prossimo mese andrò a Zamboanga e spero di avere l’occasione di parlarne con qualcuno. Intanto ricordatemi nella preghiera”.
