Italia - P. Luigi Soletta (1929-2016)
Ieri 4 aprile 2016, alle ore 13.30, P. Luigi Soletta è tornato alla casa del Padre. Era ricoverato nella Clinica “Beato Luigi Talamoni” di Lecco da una settimana. La causa della morte è dovuta a insufficienza respiratoria, provocata da infezione generalizzata alle vie respiratorie.
Nasce l’11 agosto 1929 a Florinas, Sassari. Compie gli studi ginnasiali al seminario di Sassari e poi passa al seminario regionale di Cuglieri, Nuoro. Entrato nell’Istituto ad Aversa per la terza teologia nel 1951, emette il giuramento il 13 agosto 1953 ed è ordinato presbitero il 27 giugno 1954 ad Aversa.
Assegnato alla Regione Italia Meridionale, è prima insegnante al Seminario di Ducenta e poi a quello di Sassari. Dopo lo studio dell’inglese negli USA (Detroit) e un anno come insegnante al Seminario di Newark, nel giugno del 1958 prosegue per Tokyo, sua destinazione di missione. Nel 1972 è chiamato in Italia come animatore vocazionale a Sassari (1972-74) e poi come membro della équipe formativa di Monza (1974-78). Ripartito per il Giappone nel 1978, è inizialmente coadiutore a Fujiyoshida, poi parroco a Takeo, coadiutore a Kakagawa, cappellano delle suore delle Visitazione a Kakagawa, cappellano delle suore Redentrici del Preziosissimo Sangue a Chigaraki.
Successivamente al concilio del Vaticano II, assieme ad altri missionari del PIME in Giappone (i padri Celestino Cavagna e Allegro Allegrini), inizia ad approfondire il dialogo con il mondo buddhista. Da autodidatta inizia a studiare i testi buddhisti. Studia, insegna e pratica lo Zen, impegnandosi nell’inculturazione e nel dialogo interreligioso. Traduce importanti opere classiche della letteratura giapponese. La sua autobiografia, “Il sole che nasce a mezzanotte”, è il frutto della sua ricerca di comprensione della mentalità giapponese.
Fu protagonista della breve ma feconda avventura dell'Istituto Studi Asiatici, fondato dal PIME a Milano nel 1974.
Per motivi di salute nel 2001 era rientrato in Italia e da alcuni anni risiedeva a Rancio.
I funerali saranno celebrati mercoledì, 6 aprile, alle 9:30 nella Cappella della casa di Rancio di Lecco. Per suo espresso desiderio, sarà sepolto in Sardegna nel suo paese natale di Florinas. Giovedì 7 aprile, con un volo Malpensa-Alghero, la salma sarà trasferita in Sardegna dove verrà tumulata nel cimitero del paese di origine.
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Padre Luigi Soletta, missionario sardo in Giappone
Giovedì 7 aprile scorso la salma di P. Luigi Soletta, missionario del PIME in Giappone, morto a Lecco IL 4 aprile nella Casa del PIME per missionari anziani e ammalati, atterrava all’aeroporto di Alghero per raggiungere Florinas (Sassari), dove era nato l’11 agosto 1929.
Compiuti gli studi elementari nella scuola del paese P. Soletta si sentì chiamato al sacerdozio e raggiunse così il Seminario di Sassari.
Il Seminario di Sassari ha una storia particolare per la Missione della Chiesa perché dal cuore di due seminaristi nasceva l’idea della celebrazione di una Giornata Missionaria per tutta la Chiesa. Partiva così nel 1926 la richiesta al Papa Pio XI che l’accoglieva e stabiliva che ogni anno, nella penultima domenica di ottobre, si celebrasse in tutta la Chiesa una Giornata Missionaria Mondiale. I due seminaristi erano: Luigi Chessa di Bessude (Sassari) e Antonio Ghisaura di Ozieri (Sassari). Il primo partiva missionario del PIME in Cina, il secondo missionario del PIME in India.
Il giovane seminarista Soletta respirò quest’aria missionaria. Terminati gli studi ginnasiali si trasferì nell’allora Seminario Regionale di Cuglieri (Nuoro) per gli studi teologici ma al terzo anno chiese ai superiori e al suo vescovo di entrare nel PIME che lo accolse e lo inviò a continuare gli studi nel Seminario Teologico che la Regione Meridionale del PIME allora aveva ad Aversa (Caserta). Era il 1951; il 13 agosto del 1953 emetteva il giuramento di appartenenza all’Istituto per la missione ad gentes. Il 27 giugno 1954, sempre ad Aversa, veniva consacrato sacerdote dal vescovo mons. Antonio Teutonico.
Il primo compito che gli affidano i superiori è quello di formatore e insegnante nel Seminario Missionario di Ducenta (Caserta) fondato nel 1921 dal beato Padre Paolo Manna come Seminario Meridionale per le Missioni Estere; è inviato poi al Seminario del PIME a Sassari sempre con lo stesso ruolo.
In questi anni incontro P. Luigi Soletta e mi colpisce subito la sua serietà e il suo impegno. Finalmente raggiunge la meta della missione e viene destinato al Giappone. Va negli Stati Uniti per lo studio della lingua inglese e anche qui insegna nel seminario del PIME di Newark. Nel 1958 raggiunge Tokio e inizia la sua attività missionaria nel Paese del Sol Levante. Dopo quattordici anni, nel 1972, è richiamato in Italia per offrire il suo servizio di formatore missionario nel seminario del PIME di Sassari e poi nell’equipe formativa del seminario teologico del PIME a Monza. Ora il suo impegno formativo è arricchito della preziosa esperienza missionaria in Giappone.
Ritorna in Giappone sei anni dopo, nel 1978, con diversi impegni: coadiutore a Fujiyoshida, parroco a Takeo, coadiutore a Kakagawa, cappellano delle suore della Visitazione a Kakagawa e delle Suore del Preziosissimo Sangue a Chigaraki.
Ma l’impegno missionario più prezioso di P. Luigi Soletta è l’inserirsi nel solco tracciato dal Concilio Vaticano II circa il dialogo interreligioso come via per aprire il modo delle altre religioni al Vangelo. La Lumen gentium, infatti, a proposito delle religioni non cristiane, dice che «tutto ciò che di buono e di vero si trova in esse è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo, e come dato da Colui che illumina ogni uomo affinché abbia finalmente la vita» (16) ed è la prima volta che la Chiesa parla positivamente delle religioni non cristiane.
Padre Soletta approfondisce, studiando e dialogando, la conoscenza del mondo buddista. Studia i testi del buddismo e traduce anche importanti opere classiche della letteratura giapponese. Studia, pratica e insegna lo Zen. Tutto questo mondo ricco e misterioso per noi Padre Soletta lo descrive nel suo libro autobiografico: Il sole che nasce a mezzanotte. Quando andai in visita in Giappone chiesi di incontrare Padre Soletta ma da tempo si era ritirato in un monastero di clausura per aiutare spiritualmente le monache.
Nel 2001, per motivi di salute, Padre Soletta deve rientrare in Italia e viene accolto nella Comunità del PIME a Rancio di Lecco.
Sono andato più di una volta a visitarlo. Le ultime volte era steso sul lettino ma sempre sereno e tranquillo.
La causa della morte è stata un’insufficienza respiratoria causata da infezione generalizzata delle vie respiratorie.
I seminari missionari nei quali si è formato ed ha formato gli altri il P. Luigi Soletta da anni sono chiusi per mancanza di vocazioni. Possa la sua morte essere seme di altre vocazioni missionarie di cui la Chiesa ha bisogno per evangelizzare il mondo.
P. Giuseppe Buono, PIME
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Sono unito in preghiera coi missionari del PIME per il defunto P. Luigi Soletta. Unisco una "cartolina" in suo ricordo spedita da Touggourt il 19 maggio 2012.
Alla ricerca dei germi del Verbo. Leggo spesso nella rivista Mondo e Missione i frutti della nuova passione dei missionari che penetrano nelle culture dei popoli alla scoperta dei semi di verità e di vita. Nel numero di maggio 2012 a pag 30 c’è l’interessante articolo Il missionario e il Samurai con l’intervista a Padre Luigi Soletta del PIME che ha dedicato una vita a tradurre classici della letteratura giapponese. Una via di evangelizzazione tanto originale quanto faticosa. Ma anche ricca di sorprese…
Egli dice: “All’indomani del Vaticano II, noi missionari abbiamo capito chiaramente che ci dovevamo “buttare” in modo nuovo e approfondito nel dialogo con i non cristiani. … Il titolo del mio libro “Il sole che sorge a mezzanotte” ripropone una frase di un monaco zen. Per me è l’immagine-simbolo dell’illuminazione che si raggiunge dopo un lungo cammino di ascesi e di meditazione. Penso la si possa considerare come uno dei“germi del Verbo” presenti nelle religioni non cristiane”.
Anch’io ho avuto i miei momenti di gioia quando cercavo di penetrare nelle culture Toupouri e Guiziga del Nord del Cameroun e vedevo la gioia della gente quando si cercava insieme di capire più in profondità i valori di alcuni loro riti, espressioni, proverbi, ecc.
Più penetri nella conoscenza dell’altro e più scopri i valori e i sentimenti comuni. C’è un solo Verbo che parla ancora… ovunque…in tutti.
P. Silvano Zoccarato, PIME
