QUI POSTULAZIONE #80 - «Noi dobbiamo quasi nascere tutti i giorni»
Maria Mazzucconi, nata a Rancio di Lecco 31 gennaio 1830, è stata la più piccola delle tre sorelle suore del Beato Giovanni Battista, di quattro anni più grande di lei e martirizzato in Oceania nel settembre 1855 e ricordato il giorno dieci dello stesso mese nel calendario ambrosiano.
Chiamata familiarmente Marietta, il 12 febbraio 1851 venne accolta come postulante nel convento milanese delle Suore di Carità, poi dette di Maria Bambina.
Il mese seguente il fratello, sacerdote da meno di un anno, rispose a una sua lettera dandole indicazioni spirituali per proseguire rettamente nel cammino iniziato. Memore di quando in seminario iniziò il cammino verso il sacerdozio le scrisse: «Tu certamente in questi giorni avrai provato molti sentimenti virtuosi, molto fervore; ma guardati bene dall’ingannarti, il sentimento non è virtù, egli è soltanto l’invito ad acquistare la virtù; e all’invito di Dio bisogna rispondere con umiltà e con forza; proporre poche cose ma sante e quelle volerle, volerle per sempre».
Allora Giovanni – come si firmò nella lettera – si trovava a Saronno nella casa messa a disposizione da Mons. Angelo Ramazzotti per avviarvi il Seminario delle Missioni Estere. Da sette mesi anche lui aveva iniziato un nuovo cammino: quello verso le Missioni e che si sarebbe concluso col suo martirio nel settembre 1855.
Anche per lui, pertanto, sarebbe stato di riferimento quanto le scrisse in quella lettera del 12 marzo: «Chi bene incomincia è alla metà dell’opera; […] parole che ci devono consolare e sollecitare molto consolare perché avendo cominciato bene abbiam già fatto qualche cosa per il Signore; ci devono poi sollecitare perché esse ci dicono che però siamo solo, e al più, alla metà; dunque ci rimane ancora molta strada e guai se ci guardiamo indietro e credessimo di poter fermarci a riposare! Adesso l’aratro l’abbiamo in mano noi, teniamolo stretto, e andiamo avanti; e se S. Agostino diceva: io muoio tutti i giorni, noi dobbiamo quasi nascere tutti i giorni e ciascun giorno metterci all’opera come se incominciassimo allora. Dall’alto della mia finestra io vedo, ogni mattina assai per tempo, il contadino incominciare la sua fatica, perché la terra da muovere è molta e dura, e le erbe cattive da levare sono tante. Pensa che abbiamo anche noi, dentro noi stessi, un campo che deve essere lavorato; che ad ogni momento fin sotto gli occhi del coltivatore, produce erbe inutili e spesso velenose. Dunque attenti e senza tanta compassione scaviamola questa terra, questo cuore cattivo e vedremo come sono già profonde le radici dell’amor proprio e del peccato».
Suor Vincenzina, questo il suo nome da religiosa, ricevette l’abito il 12 dicembre 1851 e morì all’età di settantotto anni, il 12 luglio 1908, quand’era Assistente Generale della sua Congregazione. Ne aveva trenta quando nel 1860 quattro consorelle raggiunsero il Bengala per collaborare con i missionari dell’Istituto di suo fratello.

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