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Decreto di venerabilità di Fr. Felice Tantardini - trad. italiana

Il Decreto di Venerabilità di fratel Felice Tantardini

Nel trentesimo anniversario dalla morte di fratel Felice Tantardini (23 marzo 1991 - 23 marzo 2021) giunge da Roma il Decreto di Venerabilità (Decretum super virtutibus) del nostro comparrocchiano e compaesano. L’11 giugno 2019, durante l’Udienza con Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare il decreto sulle virtù eroiche di fratel Felice Tantardini, missionario laico del Pime vissuto per quasi 70 anni in Birmania.

Il testo del Decreto è in latino. Se ne fornisce qui di seguito una traduzione italiana che è sia aderente al testo, conservandone quindi l’impianto e la struttura, sia il più possibile ‘leggibile, rendendo così più agile e moderna la comunicazione. Si ringrazia per la consulenza padre Giovanni Musi.

Congregazione delle Cause dei Santi

Diocesi di Taunggy

Causa di Beatificazione e Canonizzazione

del Servo di Dio Felice Tantardini

Fratello del Pontificio Istituto Missioni Estere

(1898 – 1991)

Decreto sulle virtù

“Sforzarmi di essere felice, sempre e ad ogni costo, ed essere intento a far felici gli altri”

Il Servo di Dio Felice Tantardini scoprì nel suo nome di battesimo quasi una “vocazione alla gioia” e così divenne apostolo della pace in tutti i luoghi in cui si svolse la sua vita di cristiano consacrato alla missione.

Il Servo di Dio nacque il 28 giugno 1898 a Introbio, Diocesi di Milano e provincia di Lecco. Educato cristianamente in famiglia, dopo la terza elementare incominciò a lavorare come fabbro. Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, venne richiamato alle armi e inviato al fronte. Fatto prigioniero, rischiò di morire di fame. Evaso riuscì a fare ritorno in Italia.

Al termine della guerra, grazie alla lettura di riviste missionarie, maturò la decisione di consacrare la vita alla propagazione della fede. All’età di ventitré anni entrò nel Pontificio Istituto per le Missioni Estere. Dieci mesi dopo, venne destinato come fratello laico alla Birmania, dove rimase ininterrottamente per sessantotto anni, con un solo rientro di pochi mesi in Italia nel 1956.

Era stato destinato alla missione di Toungoo, ma si spostava da una missione all’altra. In qualità di fabbro, dotato di una eccezionale forza fisica, edificò chiese, case, scuole, conventi, seminari, ospedali e orfanotrofi. Offrì la sua opera anche presso un lebbrosario, conquistandosi l’affetto dei malati.

Durante la Seconda Guerra Mondiale venne imprigionato in un campo di detenzione giapponese.

Il Servo di Dio ebbe una fede semplice e genuina, nutrita da un profondo spirito di preghiera. Ogni giorno recitava tre rosari in onore di colei che era solito chiamare la sua “cara Madonna”. Umile e sincero nel suo stile di vita, pieno di bontà con i confratelli e con quanti venivano a contatto con lui, era capace di fare dell’umorismo sui propri limiti e acciacchi. Diede un notevole contributo in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale che si tenne a Rangoon nel 1955. Nel 1973 la Repubblica Italiana lo insignì della Stella al Merito del Lavoro.

Quando compì ottantacinque anni i Superiori gli imposero di “andare in pensione” per potersi dedicare ancora di più alla preghiera. Con la sua consueta prontezza obbedì e intensificò ancora di più la sua comunione con il Signore. Rese la sua anima a Dio il 23 marzo 1991. Ai suoi funerali intervennero moltissime persone, tra cui anche molti non cristiani. Furono proprio loro a testimoniare la fama di santità che aveva accompagnato quell’umile missionario per tutta la sua vita.

Perdurando la sua fama di santità, presso la Curia ecclesiastica di Taunggyi, dal 31 luglio 2001 al 4 agosto 2002, fu celebrata l’Inchiesta diocesana, la cui validità giuridica fu riconosciuta da questa Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 28 gennaio 2005. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 22 maggio 2018 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi riuniti nella Sessione Ordinaria del 4 giugno 2019 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Presentata, quindi, un’attenta relazione di tutte queste fasi al Sommo Pontefice Francesco da parte del sottoscritto Cardinale Prefetto, il santo Padre, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, nel presente giorno ha dichiarato: Constano le virtù teologali della Fede, Speranza e Carità sia verso Dio sia verso il prossimo, nonché le cardinali della Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza e di quelle annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Felice Tantardini, Fratello del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, nel caso e per il fine di cui si tratta (Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu eroico, Servi Dei Felicis Tantardini, Fratris e Pontificio Instituto pro Missionibus Exteris, in casu et ad effectum de quo agitur).

Il Beatissimo Padre ha dato incarico di rendere pubblico questo decreto e di trascriverlo negli Atti della Congregazione delle Cause dei Santi.

Roma, 11 giugno 2019.

Angelus Card. Becciu

Praefectus

+ Marcellus Bartolucci

Archiep. tit. Mevaniensis

a Secretis

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