Semi di vita. Vite offerte a Gesù Cristo e alla Cina

di Mario Marazzi e Gianni Criveller

 Catholic Truth Society, Hong Kong 2016 - pagine 112

 

Dal luglio 1941 al febbraio 1942 sei missionari del PIME furono barbaramente uccisi nella regione del Henan in Cina. L’area era stata invasa dalle armate giapponesi; l’esercito nazionalista cinese aveva fatto saltare le dighe del Fiume Giallo, nel disperato tentativo di arrestarne l’avanzata. Vaste zone della provincia, isolate per la furia delle acque, erano diventate così terra di nessuno, in balìa di briganti, soldati sbandati e guerriglia anti-giapponese.

Impegnati da anni nella capitale Kaifeng e in due altre fiorenti missioni del Henan, i missionari del PIME scelsero di rimanere al loro posto, nonostante i rischi, continuando a servire le loro comunità e cercando di proteggerle in ogni modo. Ma nel giro di pochi mesi sei di loro furono uccisi: padre Cesare Mencattini, originario di Arezzo; Mario Zanardi, di Soncino (Cremona); Bruno Zanella, trevigiano di origine; Gerolamo Lazzaroni, di Colere (Bergamo); Carlo Osnaghi, milanese; monsignor Antonio Barosi, di 40 anni, nativo di Solarolo (Cremona), vescovo designato per Kaifeng, che si era recato in quell’avamposto, all’estremità della missione, per incontrare i confratelli.

Le loro storie sono raccontate in un libro curato dai padri Mario Marazzi, veterano PIME a Hong Kong, e Gianni Criveller, esperto di Matteo Ricci e storia cristiana della Cina, dal titolo “Semi di vita. Vite offerte a Gesù Cristo e alla Cina. Profili di martiri del PIME e della Cina in Henan e Shaanxi”. Il volume è stato pubblicato dalla Hong Kong Catholic Truth Society in due diverse edizioni: nel dicembre 2016 è uscita quella in ideogrammi semplificati, destinata a lettori della Cina continentale. A breve uscirà quella in ideogrammi tradizionali, per lettori di Hong Kong, Macao e Taiwan.

«L’importanza di questa operazione - spiegano i curatori - sta nel fatto di poter mettere i lettori cinesi, in particolare quelli provenienti dalle ex missioni del PIME, in condizione di leggere queste storie, che prima non erano disponibili in lingua cinese».

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