Beati

  • 25° della morte del Servo di Dio Fr. Felice Tantardini

    Il 23 marzo prossimo si celebra il 25° anniversario della "nascita al cielo" del Servo di Dio Fr. Felice Tantardini. In occasione di tale ricorrenza è stata inviata a tutti i confratelli una lettera di P. Giovanni Musi, Postulatore Generale, assieme al file de "Il fabbro di Dio", autobiografia di Fr. Felice.

    È stato inoltre creato un programma di power point (apri sezione "Missione e Santità" in intranet) che ripercorre le tappe della vita di Fr. Felice, missionario del PIME in Myanmar.

     

  • Memoria liturgica di un’«anima di fuoco»

    16 gennaio 2017: sulla scia della commemorazione del 100° anniversario della fondazione dell’Unione Missionaria del Clero(oggi P.U.M.) ad opera di padre Paolo Manna (1916), la nostra “famiglia apostolica” residente nella casa generalizia del PIME a Roma ha festeggiato con una solenne Messa vespertina la memoria liturgica del Beato.

    La concelebrazione è stata presieduta da mons. Ennio Apeciti, responsabile dell’Ufficio delle Cause dei Santi dell’Arcidiocesi di Milano, rettore del Pontificio Seminario Lombardo a Roma e Consultore Teologo della Congregazione delle Cause dei Santi. Lo ringraziamo di cuore per aver accettato di condividere con noi questo momento intenso di preghiera e di gioia.

    Don Ennio è amico del PIME da lunga data. Tra le tante Cause in cui si è coinvolto dentro e fuori della diocesi ambrosiana, ci sono anche quelle dei “Nostri”: il Ven. Ramazzotti, il Beato Vismara, i Servi di Dio Tantardini, Cremonesi, Salerio e il Ven. Candia (che non era membro dell’Istituto, ma si considerava “figlio del PIME”). Don Ennio ha un particolare amore per la Birmania (oggi Myanmar), dove si è recato due volte per mansioni legate al suo ufficio.   

    Nella sua omelia, in uno stile semplice e colloquiale, don Ennio ha svolto la sua riflessione sulle letture bibliche della memoria (2 Tm 4,1-8 e Mc 16,14-20), con agganci alle vicende del Beato. Ha osservato che le difficoltà e i problemi che l’Apostolo e il suo discepolo Timoteo hanno incontrato nell’opera evangelizzatrice sono molto simili a quelli che il grande missionario campano ha affrontato con tenacia e dedizione in tutta la sua vita. Valgono anche per noi, apostoli poveri e fragili di oggi, le parole di incitamento che san Paolo rivolgeva a Timoteo e che il Beato, “anima di fuoco”, ha vissuto esemplarmente: vigilanza, coraggio nelle sofferenze (anche negli apparenti “fallimenti”), fedeltà nel ministero.

    Il Signore Gesù, che ha inviato gli Undici – e noi tutti – in missione in tutto il mondo, continui a donarci “una speranza che non delude”, suscitando nella sua Chiesa missionari appassionati di Cristo, come il nostro Beato, per la salvezza del mondo.

SCHEGGE DI BENGALA

Il Blog di P. Franco Cagnasso

LETTERA DALLA MISSIONE

Il Blog di P. Silvano Zoccarato

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