Milano incontro ex alunni PIME

 

Dopo un anno, domenica 31 marzo ci siamo incontrati in una cinquantina a Milano,presso il centro PIME di via Mosè Bianchi. Il clima che si respirava tra i partecipanti era improntato da sentimenti di amicizia e condivisione di valori e ricordi che la lontananza della vita non hanno mai cancellato.

Il p. Brambillasca dava inizio ai lavori della giornata ribadendo l’importanza dell’iniziativa, l’invito alla concretezza per un impegno personale o di gruppo nel e per il PIME e introducendo il tema della giornata che ruotava attorno alla e quale missione oggi.

Non era presente il previsto primo relatore p. Vito del Prete la cui relazione sul significato teologico della missione era stata comunque trasmessa via mail a tutti gli ex.

Suor Maria de Giorgi, missionaria in Giappone, affrontava il tema della missione come dialogo tra le religioni ed in particolare con il Buddismo. Si soffermava inizialmente sul concetto e la comprensione del termine dialogo quale via, arte e stile nell’incontro con l’altro, per poi tradurlo in concreto, come dialogo della salvezza, che si svolge nella vita, nelle opere, nell’esperienza religiosa e nello scambio teologico. Il tutto condito dall’esperienza viva di tanti anni di missione vissuta a contatto con gli altri. Suonava infatti forte il richiamo ad abbandonare la chimera del dialogo tra le religioni per recepire invece quello forte tra persone delle diverse religioni.Il suo intervento suscitava vero interesse, misurabile dalla quantità degli interventi dei partecipanti.

Toccante era successivamente l’intervento di Ambrogio Cattaneo che veniva intervistato da Franco Lacchini. Ambrogio è uomo di poche, ma pesanti parole, che sintetizzano l’esperienza di vita che ha fatto in giro per il mondo, volontario al servizio degli ultimi. Il suo tema era la missione come carità che nei suoi racconti non rimaneva parola astratta ma si snodava in situazioni, spesso al confine con il tragico e romanzesco, e persone in miseria, in povertà, in fuga, in guerra e sempre con il primato di essere ultime. La sua commozione era anche la nostra ed il mantra ossessivo era quel “vai e fa”.

La messa e il pranzo comunitariochiudevano l’intensa mattinata. Due momenti diversi, ma pieni di significato per chi ha passato nel PIME anni di formazione e convissuto rapporti profondi e duraturi.

Il primo pomeriggio veniva dedicato alla lettura ed esame di un documento/contributo che gli ex presenteranno alla DG per la prossima Assemblea Generale.

Il che fare veniva lasciato all’iniziativa personale e alla crescita del gruppo che ha ribadito l’importanza di proseguire comunque nella strada intrapresa, con l’aiuto anche, ed è stata questa l’ultima proposta, di un padre del PIME dedicato agli ex (e non solo).

 

Vincenzo Palitta

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