Nei giorni scorsi Papa Francesco ha eretto la nuova diocesi di Chiang Rai, nel nord-ovest della Thailandia, smembrando quella di Chiang Mai (seconda città del Paese per importanza), rendendola suffraganea della sede metropolitana di Bangkok. La novità riguarda da vicino il Pime, in quanto diverse missioni dell’istituto passeranno sotto Chiang Rai.

Non solo: il nuovo vescovo di Chiang Rai, mons. Joseph Vuthilert Haelom, è una vecchia conoscenza e un amico del Pime, essendo stato finora vicario generale della diocesi di Chiang Mai e dell’arcidiocesi della capitale (nella foto è con i padri Claudio Corti e Bernardo Cervellera).

La nuova diocesi si estende su un territorio di 37.839km² e comprende quattro province (Chiang Rai, Nan, Phayao, Phrae), nonché il distretto di Ngao, nella provincia di Lampang. La sede vescovile si trova a Chiang Rai, la cui chiesa parrocchiale, intitolata alla Natività di Maria, diviene la cattedrale della nuova circoscrizione. Nel territorio di Chiang Rai, nel nord del Paese, i cattolici sono 16.500, a fronte di una popolazione totale di oltre 2,6milioni di persone. Appartengono a diverse minoranze etniche tribali (Akka, Lana, Lahu, Isan, Thaiyai e Kachin), che vivono tra montagne ed aree rurali in un contesto di povertà ed emarginazione, sia sociale che geografica. La Chiesa ha dunque disposto la partizione della vasta ed impervia diocesi di Chiang Mai, al fine di servire in modo migliore le esigenze pastorali di questi gruppi.

Le parrocchie della nuova diocesi sono 16, servite da sei sacerdoti diocesani, 41 tra religiosi e missionari, cui si aggiungono 51 religiose. Chiang Rai dispone di un solo seminarista maggiore, mentre sono 113 i catechisti e sei le scuole cattoliche.

A guidarla, come detto, sarà mons. Joseph Vuthilert Haelom, nato nel 1951 a Lamsai, nella provincia centrale di Pathumthani (diocesi di Bangkok). Entrato nel seminario minore diocesano della capitale, ha poi compiuto studi filosofici e teologici presso il Seminario nazionale Lux Mundi a Sampran, prima di esser ordinato sacerdote il 3 agosto 1980 ed incardinato nell’arcidiocesi di Bangkok. Dopo aver servito come vicario parrocchiale della cattedrale dell’Assunzione a Bangkok per un anno, tra il 1981 ed il 1989 mons. Joseph Vuthilert Haelom è stato parroco di due chiese: Santa Teresa a Nongjok e Nostra Signora di Fatima a Bangkok; qui, nei sei anni seguenti, ha diretto la St. Joseph Upatham School ed è stato vice rettore del seminario minore di St. Joseph. Direttore della Commissione diocesana per le Opere sociali e e parroco della chiesa del Santo Rosario dal 1995 al 2000, nello stesso anno ha fatto ritorno a Sampran, in qualità di rettore del centro pastorale, e vi è rimasto per quattro anni. Tra il 2004 ed il 2012, il prelato è stato parroco della cattedrale del Sacro Cuore di Gesù di Chiang Mai, di cui dal 2005 è diventato anche vicario generale, stessa carica che ha ricoperto a Bangkok dal 2012 fino alla sua nomina a vescovo di Chiang Rai.

Padre Maurizio Arioldi, superiore delegato del (Pime) in Thailandia e Myanmar, ha dichiarato a espresso ad AsiaNews la gioia dell’Istituto e della Chiesa locale per l’erezione della nuova diocesi e la nomina di mons. Joseph Vuthilert Haelom a vescovo di Chiang Rai: «È una persona che conosciamo, è stato per tanti anni vicario del vescovo di Chieng Mai,mons. Francis Xavier Vira Arpondratana, e conosce a fondo la realtà delle popolazioni tribali del luogo. Siamo contenti, perché la sua nomina è segno di continuità. Mons. Joseph Vuthilert Haelom è una persona che sdrammatizza molto, anche di fronte ai problemi. È un piacere lavorare con lui».

Ancora: «Credo che l'erezione di questa nuova diocesi possa dare un nuovo impulso all'evangelizzazione del Paese – ha aggiunto padre Arioldi – La diocesi di Chiang Mai, prima della divisione, era troppo vasta da seguire. Ciò ha portato al maggiore sviluppo dell'area intorno a Chiang Mai, dove la popolazione è a grande maggioranza di etnia cariana, mentre nel territorio di Chiang Rai, dove risiedono altre minoranze tribali che fanno più fatica ad accogliere il Vangelo, l'evangelizzazione procedeva un po' a rilento. Per questo motivo, l'intuizione di dividere la circoscrizione consentirà di seguire le persone in modo migliore e dare spinta al lavoro della Chiesa. Chang Rai è una diocesi che confina con il Laos ed il Myanmar, piena di sfide per il futuro».

Nonostante questa, il nuovo vescovo, sempre all’agenzia del Pime AsiaNews, ha dichiarato: «Il Signore mi ha scelto per diventare vescovo. Sono tranquillo, di notte dormo, so che è una grande responsabilità ma sono anche cosciente che il Signore mi darà la grazia di essere un vescovo capace. Quando prego, sono solito dire: “Signore, tu mi hai scelto, quindi anche tu dovrai lavorare di più perché io sono solo uno strumento”. Tutto dipenderà da Lui».

Quanto al lavoro che l’attende, il neo-vescovo afferma che «uno dei campi in cui la Chiesa locale è impegnata da tempo è quello dell'educazione. Ad esempio, vi sono diversi ostelli che ospitano bambini e giovani studenti. Cerchiamo di fornire alla gente il nostro aiuto, sia nella formazione professionale, che nella ricerca di un lavoro. L'immagine che le popolazioni locali, cattolici e non, hanno della Chiesa è in parte quella dei missionari di un tempo, che venivano ed aiutavano. Perciò una delle aspettative che possono avere è un aiuto, non soltanto a livello spirituale, ma soprattutto a livello materiale. Queste aspettative devono ricordarci il nostro impegno, non solo caritatevole, ma volto anche ad aiutare le persone a credere».

Dal punto di vista pastorale, la nuova diocesi fa i conti con la pochezza numerica del personale apostolico: «L’esiguo numero di sacerdoti è un problema – prosegue mons. Joseph Vuthilert Haelom – I preti diocesani locali sono solo due. In questo contesto, l’attività svolta dai catechisti sarà molto importante perché, sebbene sacerdoti e religiosi siano pochi, essi sono piuttosto numerosi. Il loro contributo sarò fondamentale per l'opera di evangelizzazione».

Oltre all’impegno dei laici, la diocesi di Chiang Rai può contare sul servizio dei diversi istituti missionari e religiosi che operano sul territorio. «Vi sono 10 istituti religiosi, tra i quali il Pime è una forza consistente, e 10 congregazioni religiose femminili. Un grande compito che dovrò assolvere sarà quello di coordinare il loro lavoro». Un compito che, grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni, potrà assolvere al meglio. «La Chiesa cattolica thai è molto piccola, per questo si può dire che conosco tutti, sacerdoti e suore», dichiara mons. Joseph Vuthilert Haelom.

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