Domani, 7 aprile, festeggiamenti solenni (Messa, pranzo e momenti di allegria e condivisione), in Brasile, per i 30 anni di vita della Scuola agricola “San Pedro”, promossa da padre Enrico Uggé e dalla locale comunità indigena dei Saterê-Maué, gruppo etnico di cui il missionario si occupa da lungo tempo, studiandone i costumi e pubblicando vari studi.

La scuola è nata nel cuore di una riserva indigena della foresta amazzonica; si trova lungo il Rio Andirá, a circa un giorno di navigazione da Barreirinha, nell’area dove padre Uggé opera come missionario da lungo tempo (è in Brasile dal 1972).

Il missionario del Pime serve circa 30 comunità: «Tutte – spiega padre Uggé - dispongono della chiesa (anche se 4 di essere non ancora finite); 15 sono raggiungibili con la barca grande e 15 con la barca piccola fin dove arriva (e poi si va a piedi)».

Le comunità sono visitate dal padre assieme ad una equipe formata da due laiche della parrocchia di Barreirinha e le suore della Carità di Madre Teresa; l’equipe si reca tre volte all’anno per le celebrazioni dell’Eucaristia, l’amministrazione dei battesimi e delle prime comunioni, per corsi biblici, privilegiando le feste patronali. Si tengono anche corsi di catechesi di 5 giorni all’inizio della quaresima e avvento: l’ultimo ha visto la partecipazione di 56 índios. Nelle comunità più grandi la pastorale prevede anche la visita alle famiglie oltre che la catechesi. 

Quanto alla scuola, inizialmente serviva una ventina di alunni, con l’intento di garantire loro una base di istruzione scolastica unitamente alla conoscenza dei metodi di coltivazione dei terreni e di allevamento del bestiame in sintonia con l’ambiente circostante; il numero degli alunni è via via aumentato negli anni. Con l'aiuto di insegnanti locali, i ragazzi ricevono una formazione scolastica fino alla quinta elementare, con nozioni fondamentali di agricoltura, un’attenzione particolare alla storia dei popoli indigeni, all’artigianato locale e alla lingua originale cui si affianca ovviamente l’apprendimento del portoghese.

«Il complesso della Scuola indigena comprende anche 25 casette, con 180 alunni delle elementari, medie e superiori. 25 di essi sono interni perché abitano lontano». Sempre a servizio degli indigeni c’è poi il lavoro della Pastorale sociale, che comprende corsi per mamme con tre laboratori di taglio e cucito , assistenza medica, prenatale, odontologia, pediatria, servizi anche di ultrasuoni, laboratorio e elettrocardiogramma con una equipe medica del ministero salute chiamata DSEI (Distrito Sanitário Especial Indígena ) che visita mensilmente. 

Ci sono anche altre attività complementari coinvolgendo anche altre comunità, con scambio di visite e i cori con l’altra area indigena chiamata Marau. 

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