P. Célo: così in Guinea Bissau investiamo sull'infanzia

All'anagrafe è Anaucélison Aparecido Teodoro Moreira, ma tutti lo conoscono come padre Célo. Classe1982, brasiliano del Paranà, ordinato prete nel 2015, padre Célo è missionario in Guinea Bissau. Per Pasqua ha scritto una lettera ad amici, parenti e benefattori, dalla quale riportiamo ampi stralci.

Quest’anno per me, in Guinea Bissau, è stata una Pasqua speciale, perché dopo quasi quattro anni di sacerdozio ho celebrato per la prima volta la Messa vespertina di Pasqua. È accaduto a Bigene, nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù, dove opera un prete fidei donum italiano e delle amiche suore brasiliane. 

L'anno scorso ho fatto la mia prima vacanza dopo i primi tre anni in Guinea. È stato molto speciale e allo stesso tempo contraddittorio, una contraddizione che mi ha reso molto felice. Avevo atteso molto quella pausa di tre mesi. Quanto più mi avvicinavo, più crescevano le mie aspettative e le mie ansie. Che gioia tornare a casa e ritrovare la famiglia, i parenti, gli amici e far crescere ancora di più il ciclo delle relazioni! Quanto amore, quanta accoglienza, gratitudine e riconoscimento ricevuti! Mi sentivo indegno di tanto affetto. Che bello anche godere di alcune comodità che in precedenza passavano inosservate o non le consideravo come tali: un bel bagno di acqua calda, strade con buon asfalto, mangiare fuori con gli amici e tante altre cose che è difficile trovare qui in Guinea. Potrei scrivere pagine e pagine sulla mia vacanza.

Ma è successo che dopo un po’ è cominciata a mancarmi la Guinea; ho iniziato un processo al contrario, contavo i giorni per poter tornare. La semplicità della gente cominciava a mancarmi; ho sperimentato anche un certo anonimato, poiché qui il prete è molto rispettato, ma non molto richiesto. Non ci sono praticamente inviti a pranzo o a cena, né regali e l'affetto ricevuto è molto diverso. Ma c'è un popolo che, anche se non ha quasi nulla da offrirmi, rispetto a tutto ciò che ricevo in Brasile o dagli amici in Italia, offre se stesso, tutto ciò che ha: la semplicità, l'umiltà, il sorriso, il saluto, un mango, una patata dolce, una gallina ... è come la vecchia donna del Vangelo, che ha offerto tutto quello che possedeva.

Tutto ciò mi ha reso molto felice, perché mi sono reso conto che forse avevo già messo delle radici in Guinea e quel fantasma che mi terrorizzava così tanto e che tanto ho combattuto è diventato mio amico e mi mancava. Questo è o non è opera di Dio? Che felice contraddizione per un missionario. Sono molto fortunato perché ora ho una o forse due terre dove tornare, una famiglia, amici, persone che mi vogliono bene e mi aspettano. Ma ho anche un'altra terra dove posso approfondire le mie radici, un popolo e dei nuovi amici che mi vogliono bene e io a loro in un modo nuovo; all'inizio questo mi spaventava, ma adesso mi ha attratto svelando tutta la sua bellezza.

Per il resto, tutto procede in pace e con tante sfide che il lavoro missionario ci propone. Quest'anno abbiamo iniziato l'attività della pastorale del bambino (Pastoral da Criança) qui nella nostra parrocchia di São Domingos. Siamo riusciti a formare ventidue leader che hanno già iniziato il loro lavoro di andare ogni mese nelle case per visitare bambini e donne incinte. Forniscono alle famiglie informazioni su come procedere per ottenere una buona gestazione e uno sviluppo armonico dei bambini. Sfortunatamente la Guinea non ha condizioni favorevoli per un buon sviluppo nell'infanzia, come dimostra l'elevato tasso di denutrizione e mortalità infantile. Chiedo preghiere perché questa iniziativa possa dare i suoi frutti e che la mancanza di mezzi economici, strutture e la poca coscienza del volontariato, non ci impedisca di continuare questo lavoro che è essenziale qui in questa terra.

Grazie per la pazienza nel leggere questa mia lettera. Chiedo sempre la vostra preghiera, perché questo è il carburante che mi sostiene qui in missione.

Gesù è risorto! Io lo credo! E tu?

Buona Pasqua.

P. Célo

Tags: Pastoral da Criança São Domingos

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