Mons. Cesare Bonivento, vescovo missionario del Pime in Papua Nuova Guinea, si appresa a lasciare la guida della diocesi di Vanimo dopo venticinque anni di episcopato. Papa Francesco ha accolto il 5 febbraio la sua rinuncia, presentata ai sensi del diritto canonico per raggiunti limiti di età, ed ha nominato come successore un sacerdote papuano: padre Francis Meli, 55 anni, finora vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Rabaul e parroco della Cattedrale di Sacred Heart a Vunapope. Anche per la diocesi di Vanimo – eretta nel 1963 come prefettura apostolica affidata inizialmente ai missionari Passionisti australiani – è giunto quindi il momento del passaggio a un vescovo nativo della Papua Nuova Guinea.

Originario di Chioggia, 77 anni, mons. Bonivento insieme a padre Giulio Schiavi faceva parte del primo gruppo di missionari del Pime che ritornarono in Papua Nuova Guinea nel 1981, a 136 anni di distanza dal tragico epilogo della prima spedizione missionaria dell’istituto in Melanesia, nella quale nel 1855 morì martire il beato Giovanni Mazzucconi.

Bonivento è stato parroco per alcuni anni a Watuluma sull’isola di Goodenough prima di essere chiamato nel 1992 da Giovanni Paolo II a guidare la diocesi di Vanimo. Una Chiesa di un’area vastissima (30mila chilometri quadrati, più estesa di regioni italiane come la Puglia o la Sicilia) ma con una popolazione di soli 110 mila abitanti sparsi tra le località della costa e i villaggi interni del bush. Una frontiera missionaria, alle prese anche con rapporti non sempre semplici con i gruppi evangelici locali, ma che in questi anni ha conosciuto una crescita importante in termini di vitalità.

Una delle grandi priorità dell’episcopato di mons. Bonivento in questi anni è stato il seminario, che ha cominciato a donare anche a Vanimo un clero locale. Anche per questo la nomina come successore di un vescovo nato in Papua Nuova Guinea è un fatto significativo.

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