Fratel Fabio Mussi, che coordina la Caritas di Yagoua, nel Nord del Camerun,  ha mandato di recente una lettera ad amici e sostenitori nella quale descrive le ultime vicende dell’ospedale di Touloum, sostenuto dalla diocesi col contributo anche dei missionari del Pime. Ne riportiamo qui ampi stralci.

Quanto leggerete nelle prossime righe si può riassumere in queste parole della saggezza popolare: “L’uomo propone e Dio dispone”. Come penso capiti anche a tutti voi, ci si impegna per ottenere un risultato positivo, ma, nonostante tutti gli sforzi, si ottiene ben poco, e si rischia di lasciarsi prendere dallo sconforto. La saggezza popolare ci ricorda che non siamo noi a gestire tutta la nostra vita. Molto dipende da Dio che ha i suoi tempi … Questo è quanto è capitato a noi.

Qualche tempo fa, vi avevamo informati sull’arrivo previsto di un gruppo di tecnici per completare l’installazione dell’impianto della TAC all’Ospedale diocesano di Touloum. Infatti, il 22 aprile sono arrivati dall’Italia 4 tecnici con tutta l’attrezzatura necessaria per poter far funzionare l’apparecchiatura che era stata installata ben 18 mesi fa, e per il materiale di laboratorio arrivato con l’ultimo container del dicembre 2015.

In questi ultimi 2 anni la nostra regione è stata oggetto di attacchi continui da parte delle forze islamiche della setta Boko Haram. A causa dell’insicurezza che si era installata, il completamento dell’opera era stata ritardata a causa delle disposizioni di sicurezza che scoraggiavano tutti gli stranieri a venire in questa zona considerata ad alto rischio. Ora la situazione, grazie allo sforzo di tutti gli Stati della regione, è leggermente migliorata, e comunque ormai sono state prese tutte le disposizioni di sicurezza per proteggere le persone autorizzate che vengono con finalità ben precise. Grazie alla buona collaborazione con le autorità civili e militari, una lettera del nostro Vescovo di Yagoua ha permesso di ottenere un distaccamento militare di sicurezza all’Ospedale di Tououm.

Al loro arrivo Sergio e Valerio, i 2 tecnici specialisti per la TAC, si sono messi subito al lavoro ed hanno rapidamente fatto una diagnosi tecnica degli impianti. Purtroppo hanno dovuto constatare che la lunga inattività degli stessi aveva provocato diversi guasti diretti e indiretti. Anche se il quadro finale non è quello che noi tutti ci aspettavamo, tuttavia si è fatto un grosso passo in avanti, perché adesso sappiamo dove ci sono i punti deboli.

La prima sorpresa è che ai topi africani piace… la fibra ottica. In tutto l’impianto della TAC vi è un cavo di fibra ottica che permette di trasmettere i dati al computer. Pur avendo cercato di prendere le precauzioni per evitare la presenza di roditori nell’impianto, i topi sono riusciti ad entrare e rosicchiare un piccolo tratto della fibra ottica, bloccando tutta la trasmissione dei dati. Ma non basta: nell’impianto di raffreddamento della Tac hanno pensato bene di soggiornare in una zona dove ci sono delle schede elettroniche molto delicate. La loro fame ed i loro rifiuti hanno anche qui danneggiato una scheda, che però abbiamo potuto sostituire rapidamente. Per la fibra ottica invece, l’abbiamo dovuto ordinarla in Italia.

L’altra fonte di difficoltà sono le estreme temperature del caldo africano. Soprattutto in questo periodo di fine stagione secca le temperature arrivano facilmente ad oltre i 40° all’ombra. Le apparecchiature elettroniche e tutti gli impianti di batterie per lo stoccaggio di energia elettrica ne soffrono. Queste attrezzature son concepite per poter lavorare in ambienti con temperature di circa 25°. Nella nostra regione, si tratta di abbassare la temperatura di 15-20°, cosa non semplice se si considera anche la difficoltà di trovare buoni condizionatori d’aria. D’altra parte noi avevamo cercato di proteggerle in grandi sale arieggiate e protette, ma la temperatura generale è talmente alta e continua che anche le attrezzature ne hanno risentito sulla potenza da erogare. Così anche l’impianto di produzione di energia elettrica con pannelli solari, messo sotto sforzo dai tentativi di far partire la TAC, hanno ceduto in 2 convertitori di corrente. Siamo rimasti con gli altri 2 convertitori che però non possono fare il lavoro di 4. Abbiamo subito ordinato in Italia i 2 convertitori, ma sarà necessario fare un bilancio della situazione prima di rimettere in funzione tutto l’impianto.

I tecnici hanno fatto il possibile per poter cercare di recuperare il salvabile, ed attualmente, razionando l’erogazione dell’elettricità, possiamo comunque assicurare l’energia per le funzioni indispensabili dell’Ospedale. È già un grande risultato nelle nostre condizioni ambientali, quando si constata che anche la società pubblica che eroga l’energia elettrica nelle città funziona a rilento a causa delle difficoltà di distribuzione. Quindi non possiamo troppo lamentarci, anche se siamo un po’ “azzoppati”.

Che fare?

Certamente non possiamo fermarci, ma, dopo aver valutato e riparato i danni, dovremo rivedere i nostri programmi per trovare le soluzioni ai problemi che abbiamo incontrato. I nostri amici tecnici si sono impegnati a venire di nuovo a Touloum, verso Settembre ed Ottobre, con qualche soluzione al problema principale dell’impianto. Speriamo di farcela .… “inch’Allah”, “se Dio vuole”, come hanno l’abitudine di dire i nostri amici musulmani.

Se da una parte siamo stati bloccati per la TAC, dall’altra siamo riusciti ad avviare il nuovo impianto di Microbiologia del Laboratorio di analisi dell’Ospedale. Grazie alla presenza di Osvaldo, un tecnico sperimentato che è già venuto diverse volte all’inizio dell’Ospedale, si è potuto installare l’attrezzatura venuta a suo tempo dall’Italia e fare la formazione necessaria in microbiologia al personale del Laboratorio. Certamente non è in 20 giorni che si formano degli specialisti, ma è un tempo sufficiente per rinfrescare le nozioni di base necessarie all’avvio degli esami indispensabili. Il resto verrà successivamente in Ottobre, quando Osvaldo riverrà per una formazione più approfondita.

Comunque, in queste settimane di formazione, si sono potute avviare le analisi per verificare la potabilità dell’acqua dei nostri pozzi e trivellazioni. E questo è già un buon risultato, se pensate che prima, per avere questi esami, bisognava fare circa 300 km per portare i campioni all’Istituto Pasteur. Ora possiamo rendere questo servizio noi stessi.

Altra nota positiva è la valutazione per il reparto di diagnosi per immagini, che attualmente all’Ospedale di Touloum è composto da radiologia ed ecografia. La presenza di Maurizio, un esperto tecnico di radiologia, ha permesso di mettere in funzione una nuova attrezzatura portatile di radiologia per la sala operatoria, e verificare il buon funzionamento degli impianti installati da oltre 3 anni. La valutazione è stata molto positiva e quindi incoraggiante per il futuro. Tra l’altro, bisogna notare che questo reparto sopperisce le lacune di altri Ospedali della Regione che non dispongono di queste apparecchiature, o semplicemente non hanno l’energia elettrica necessaria per farli funzionare.

“La speranza è l’ultima a morire”

Le difficoltà fanno parte della vita di ogni giorno. A volte ne faremmo volentieri a meno. Ma, come dicevamo all’inizio, i nostri programmi non sono quelli di Dio, che certamente vede più lontano di noi. Quanto abbiamo vissuto è stato abbastanza duro per noi e per la popolazione di Touloum, che si aspettava finalmente, dopo 18 mesi di attesa, di poter disporre di una TAC.

Abbiamo voluto condividere con voi queste difficoltà, ma anche per rassicurarvi che cercheremo di fare il “possibile” per risolvere questi problemi. Lasciamo l’ultima parola a Dio che sa come gestire tempi e realtà.

Condividi
FaceBook  Twitter  

 

 

SCHEGGE DI BENGALA

Il Blog di P. Franco Cagnasso

LETTERA DALLA MISSIONE

Il Blog di P. Silvano Zoccarato

Vai all'inizio della pagina