Cinque missionari del Pime, che operano in 4 diversi Paesi, hanno pensato di festeggiare il decimo anniversario di ordinazione sacerdotale con un pellegrinaggio in Terrasanta. Si tratta dei padri Gianluca Belotti (Giappone, Valerio Sala e Paolo Salamone (Thailandia), Giovanni Tulino (Cambogia) e Piero Masolo (Algeria). Quello che segue non è un diario di viaggio, ma una bella riflessione sull’esperienza che hanno condotto e vogliono condividere con i lettori di www.pime.org

Qualche mese fa abbiamo avuto la gioia e la grazia di celebrare il nostro decimo anniversario di ordinazione sacerdotale in pellegrinaggio in Terrasanta. Noi, chi? Noi, cinque missionari del Pime, sparsi nel mondo: dal Giappone alla Cambogia, e dalla Thailandia all'Algeria.

Forse per alcuni, come quei confratelli che hanno in questi anni celebrato cinquanta o addirittura settant’anni di ordinazione e missione, dieci anni non sono un lungo periodo nella vita di una persona. Ma è bello e necessario anche dopo “soli” dieci anni trovare tempo per celebrare, per ricordare e ringraziare, il Signore e quanti hanno contribuito a questo breve ma intenso cammino.

E per fare questo, noi cinque confratelli del Pime, ordinati nel 2008, abbiamo fatto un pellegrinaggio di quindici giorni in Terrasanta (28 agosto-12 settembre 2018), grazie all'approvazione ed al sostegno del nostro superiore generale, padre Ferruccio Brambillasca, e della Direzione Generale tutta.

I padri Gianluca Belotti, Paolo Salamone, Valerio Sala, Piero Masolo e Giovanni Tulino hanno lasciato per un po’ la propria terra di missione per ritrovarsi all'aeroporto di Tel Aviv. Una volta là noleggiando una macchina, ci siamo spostati per recarci a Tabgha, sul Lago di Galilea, luogo noto per l’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Qui, ospiti in una casa di pellegrini, ci siamo fermati cinque giorni per la prima parte del nostro programma con tappa a luoghi noti e vicini come Cafarnao (città di Pietro) e il Monte delle Beatitudini.

Per ciascuno di noi non si è trattato della prima volta in Terrasanta. Tornarci ora da sacerdote, con la possibilità di celebrare ogni giorno in luoghi diversi e di ascoltare la Parola di Dio proprio sui luoghi santi, è stato qualcosa di speciale che ci ha lasciato molto e che vogliamo ancora rivivere a fondo nei ricordi e nelle condivisioni. Della visita ai luoghi intorno al Lago di Galilea, teatro della vita nascosta di Gesù come di quella pubblica, rimane forte il ricordo degli scavi nella città di Magdala. Qui abbiamo avuta una visita guidata ai recenti scavi archeologici curati dalla famiglia religiosa dei Legionari di Cristo. Un’intera città, con tanto di sinagoga dell’epoca di Gesù, sta emergendo dalla terra e promette di diventare un polo turistico e religioso di notevole importanza.

Quotidianamente, oltre a meditare le Sacre Scritture legate ai luoghi visitati, abbiamo anche condiviso tra di noi riflessioni personali, esperienze missionarie e di ministero sacerdotale: che ricchezza raccontarsi, ascoltarsi ed accompagnarsi, anche a distanza.

Da Tabgha di siamo trasferiti a Gerusalemme passando da Nazareth dove ci siamo fermati una notte. Abbiamo potuto sostare diverse ore in preghiera nella Basilica dell’Annunciazione dove tutto il Vangelo ha avuto inizio con il “Sì” di Maria all’arcangelo Gabriele.

A Gerusalemme ci siamo fermati circa una settimana nella casa per pellegrini in una zona fuori le mura chiamata “Gallicantum”. La tradizione indica che in questo luogo Pietro, prima del canto del gallo, rinnegò tre volte il Signore e dove Gesù fu incarcerato prima di subire il martirio in croce. Gerusalemme è la “Città Santa” per ben tre religioni monoteiste e, per noi cristiani, il luogo della passione, morte e risurrezione di Gesù, nonché il punto di partenza dell’espansione missionaria alle genti. Questa città è unica nel suo genere ed è un concentrato di mondo, di genti, di culture e religioni diverse che devono convivere e rispettarsi a vicenda, se vogliono godere della pace, in ebraico “Shalom”.

Anche in Gerusalemme abbiamo vissuto ogni giorno momenti indimenticabili, ed i più emozionanti sono stati il tempo speso in preghiera nel Santo Sepolcro, la visita al Patriarca di Gerusalemme, Monsignor Pierbattista Pizzaballa, la visita alla vicina città di Betlemme (in territorio Palestinese) ed ogni singola Messa celebrata nei diversi luoghi santi.

Infine, gli ultimi due giorni li abbiamo trascorsi a Tel Aviv per godere un po’ di mare e per prendere il volo di ritorno.

I sentimenti di gratitudine per tutto quello che abbiamo vissuto in questo pellegrinaggio riempiono il cuore, ma il sentimento dominante è il desiderio di continuare con gioia e passione l’avventura missionaria che ciascuno di noi ha iniziato nelle nostre rispettive “terre sante”: dalla Thailandia al Giappone, e dall'Algeria alla Cambogia. Continuiamo ad affidarci al Signore della vita, alle preghiere e all'affetto di tutti, sia in Italia che ovunque nel mondo dove il Suo Nome è amato e fatto conoscere.

Buona vita, buona missione e “Shalom” a tutti!

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